Titolo: Angelo custode
Autore: ki_chan
Parte: 1
Pairing: Fabio x Andrea
Raiting: r

Capitolo I

Esco di casa di corsa mentre cerco in qualche modo d’indossare il cappotto e di non far cadere sul pianerottolo la fetta di pane tostato che ho tra i denti. Percorro i portici sotto casa correndo mentre rischio di soffocarmi con il pane che sto cercando di mangiare.
Certo potrei benissimo prendermela comoda dato che la fermata dal tram è a due passi da casa e dato che un minuto in più non influisce poi molto sulla mezzora di ritardo che ho tuttora; però devo fare un po’ di scena altrimenti è la volta buona che Fabio mi picchia … e seriamente.
Certo non avrebbe tutti i torti, l’ho costretto ad alzarsi all’alba per accompagnarmi al mio colloquio di lavoro … ebbene si, io … quell’Andrea che fa sempre il minimo indispensabile e a volte nemmeno quello, che si stanca anche a dormire, l’incarnazione della pigrizia, ha deciso di trovarsi un lavoro … lo so tutto questo stupisce anche me, se mi fermo a pensarci, mi faccio paura da solo ma ad essere sincero è tutta “colpa” di Fabio, certo non lo faccio per mio diletto personale!! Quest’estate vuole a tutti i costi girare la Francia. Idea stupenda ma anche molto costosa, considerando soprattutto che i miei non sganceranno un soldo dato che quest’anno ho dato un solo misero e schifosissimo esame. Sì, insomma, me la sono presa parecchio comoda, già non sono un genio di mio poi … beh pensavo di aver trovato la ragazza della mia vita e quindi mi sono dedicato anima e corpo a lei, soprattutto il corpo, poi quando mi ha scaricato sono stato malissimo e certo lo studio non era il mio pensiero ricorrente, anche se mio padre ce l’ha messa davvero tutta per ricordarmi quest’aspetto, oserei dire insignificante, della mia vita.

E quindi eccomi qui a raccattare soldi, non che non abbia tentato vie più semplici e meno dolorose – Fabio mi ha fatto desistere dall’idea di rapinare una banca perché rischiavo la galera … così altro che Francia!! – tra l’altro non è neppure detto che mi assumano.

Attraverso la strada quasi senza nemmeno guardare … rischioso … molto rischioso.
Raggiungo la pensilina dove Fabio mi sta aspettando, non appena mi vede scuote la testa rassegnato anche se, per mia fortuna, non riesce a trattenere un sorriso … ormai mi conosce abbastanza per non arrabbiarsi più.
Mi fermo di fronte a lui con il fiatone e cerco di scusarmi. Non mi risponde nemmeno, facendo finta di essere arrabbiato.

« Hai intenzione di non parlarmi e tenermi il broncio tutto il giorno??»

Gli chiedo provocatorio vedendo che si ostina a non salutarmi. Lui mi guarda, cercando di rimanere serio, ma dura poco e presto comincia a ridere dicendo:

« Te lo meriteresti, stavo congelando qui ad aspettare i tuoi comodi, ma se lo facessi mi romperesti le palle fino a portarmi all’esasperazione … o mi sbaglio forse?? »

« Sembri stupido, ma ogni tanto dici cose sensate! »

Non è affatto stupido e non lo sembra nemmeno, lo sappiamo entrambi. In risposta mi tira una sberla leggera sul coppino. È sempre così affettuoso con me!!!
A parte gli scherzi, io gli voglio molto bene, anche se a volte non sembra proprio. Mi è sempre stato vicino e mi fa sempre sentire il suo affetto nei momenti difficili. Un sentimento dolce, protettivo in grado di avvolgermi e coccolarmi … l’ho soprannominato il mio angelo custode, la prima volta che glielo dissi si mise a ridere dicendo che lui l’aureola non l’aveva … certo per essere un angioletto è un po’ troppo pervertito.
Si, come quella volta in piscina, quando mi ha abbassato il costume mentre ero sul bordo della vasca lasciandomi nudo come mamma mi ha fatto … che vergogna, se ci ripenso arrossisco ancora … mi hanno visto tutti … e hanno visto anche la sua mano sul mio sedere. Credo si diverta a palparmi il sedere, anche perché lo fa un po’ troppo spesso … neanche fosse una sua proprietà.
Lui dice che lo fa perché ho il sedere che chiede di essere toccato e non solo … non ha mai voluto specificare cosa intende con quel ‘ non solo ’, ma ne ho una mezza idea.
Con lui non è possibile non arrossire in continuazione, o meglio io non posso non imbarazzarmi. Ma come si può restare impassibili quando fa certe allusioni oppure ti sussurra proposte molto indecenti all’orecchio con la voce bassa e sensuale?? Certo, scherza solo, ma io arrossisco perché me lo immagino mettere in atto quelle proposte … una volta mi sono pure eccitato … che vergogna, lui se ne è pure accorto. Ha gongolato per tutta la sera come un deficiente. Credo si diverta a torturarmi. Eppure, non so per quale assurdo motivo, il suo comportamento mi fa sentire importante … sono tutto scemo, lo so.

Non ho mai avuto problemi riguardo al fatto che fosse gay, certo all’inizio non l’ho presa bene, diciamo pure che mi sono infuriato come una iena. Non certo perché preferisce passare la notte con un uomo e non con una donna, no, ma perché lo sono venuto a sapere per caso, lui non si era minimamente preoccupato di farmi partecipe di una cosa così “insignificante”, come dice lui! Mi sono arrabbiato perché mi sono sentito tradito, io che gli dicevo praticamente di tutto, anche cose parecchio imbarazzanti … non godevo nemmeno della sua fiducia.
Alla fine ci siamo chiariti. Le cose da allora sono cambiate tantissimo, ora non ha più pudore a riguardo … forse si comporta così proprio per vendicarsi dei brutti momenti che gli ho fatto passare allora.

Quando il tram arriva è strapieno. Saliamo a gomitate e non è un eufemismo. Dico io: devono prendere il tram tutti oggi, tutti adesso, soprattutto tutti questo??!! Non so come ma Fabio riesce a trovare un’angolino nella rotonda, lì dove le due carrozze si uniscono. Si appoggia alla parete grigio-argento mentre io mi fermo davanti a lui sorreggendomi dove posso. Sono costretto a stargli parecchio vicino dato che la gente mi spinge. Guardo con terrore i suoi occhi puntati su di me e quel sorriso … come potrei dire … perfido!! Ho paura che mi faccia qualche scherzetto, tipo stamparmi un bacio in bocca qui davanti a tutti.
No, per favore questo no!! Se lo facesse sarei capace di fuggire giù dal tram anche in corsa, magari dal finestrino dato che la porta non riuscirei mai a raggiungerla per la calca.
Per giunta accanto a noi c’è anche un’innocente vecchiettina che ci fissa incuriosita, potrebbe avere un infarto, poi l’avrei anche sulla coscienza.
Sono immerso nelle mie previsioni catastrofiche quando il tram prende una curva con un po’ troppa velocità e io non me ne accorgo. Mi ritrovo direttamente nelle braccia del mio aguzzino. Mi sento morire mentre cerco di allontanarmi, ma due braccia forti mi trattengono cingendomi la vita.

« Non ci provare! »

Dico seriamente, ma la mia sembra più una preghiera. Lui sorride divertito mentre lascia scivolare le mani fino ai glutei. Cerco ancora di allontanarmi invano, questa volta colpa dell’uomo alle mie spalle che ha fregato il mio spazio. Sospiro rassegnato. Le sue mani si staccano un istante prima di intrufolarsi dentro il cappotto che ho ingenuamente lasciato aperto. Beh almeno non si vede quello che sta facendo.

« Piantala ci vedono tutti! »

Come risposta sento una sua gamba farsi strada tra le mie, costringendomi a divaricarle. Fa in modo che la coscia strofini contro il mio inguine. Lo vorrei ammazzare e lo sa anche lui, ma mi limito a sprofondare il viso nell’incavo della sua spalla in modo che non possa vedere il mio rossore.

« Non mi abbracciare così voglioso … qualcuno potrebbe denunciarci per atti osceni! »

Lo dice ad alta voce in modo che anche la signora affianco possa sentirlo. Lo odio, lo fa apposta per farmi impazzire, è sempre così, fa il maniaco e poi da la colpa a me! Lo odio!!
Decido di prendermi una piccola vendetta, sperando che così la pianti.
Sposto la mano tra le sue gambe, stringendo i suoi attributi attraverso la stoffa dei jeans. Lui emette un mugugno di disappunto e di sorpresa. Poi mi sussurra :

« Non fare così che poi vengo nei jeans! »

Stringo ulteriormente strappandogli un lamento, vediamo se continua ancora a fare lo stupido.

« Ahia … non c’è bisogno di essere così violenti »

Non accenno ad allentare la presa mentre con la coda dell’occhio vedo la signora che se la ghigna cercando di non farsi troppo vedere.
Alla fine cede e mi dice :

« D’accordo la pianto, ma ora molla gli attributi … so che ti piace tanto toccarmi ma … ahia – si lamenta quando indispettito stringo ancora di più la presa – scusa … scusa, la pianto! »

Mollo la presa mentre dico:

« Alla prossima fermata dobbiamo scendere »

In risposta mi fa la linguaccia.