Passiamo l’intera giornata sulle piste
da sci. Non è stata affatto una cosa piacevole! Sono
caduto come minimo una ventina di volte, dopo ho smesso di contare.
Ho lividi ovunque, mi fanno male i piedi per gli scarponi da
sci troppo stretti e ho la faccia ancora ibernata! Come se non
bastasse ho fatto una bellissima figura investendo un gruppo
di sciatori e cominciando a rotolare giù per la pista.
Fabio che invano ha cercato per tutto il giorno di insegnarmi
a sciare ha passato l’intera giornata a ridere di me …
e questo non mi ha fatto per nulla piacere! E’ inutile
dire che quando siamo arrivati a casa, intorno alle sei del
pomeriggio, sono una piccola ameba che si trascina stanca e
dolorante. Toccherebbe a me preparare la cena questa sera ma
Martina, vedendo in che stato sono ridotto (mi chiedo gli altri
come facciano a non essere minimamente stanchi), si offre di
farlo lei al posto mio. Io ne approfitto per farmi la doccia
… oddio, doccia è un po’ esagerato. Sono
già tutto bello insaponato quando il boiler mi abbandona.
L’acqua da tiepida ( bollente è impossibile averla
a quando dice Gabriele) diventa ghiaccio fuso. I moccoli che
tiro giù sono qualcosa di epocale mentre sono tutto un
brivido.
« Fabio … »
Nessuna risposta. Ci riprovo:
« FABIOOOOOOOOOOOOO!!!! Schiodati e vieni
ad aiutarmi »
« Che succede? … posso entrare?
»
Mi chiede da dietro al porta. Ci ragiono un
momento: sono nudo e preferirei non farmi vedere così
ma sto gelando e sono insaponato dalla testa ai piedi …
non credo di avere molte alternative.
« Si, entra … ma tieni gli occhi
chiusi! »
« Come faccio a vedere dove sto andando
se tengo gli occhi chiusi? »
« Sono nudo! »
« Allora sarei stupido a tenere gli occhi
chiusi »
« Piantala!! »
Mentre lo dico, Fabio entra in bagno, ovviamente
senza chiudere gli occhi però mi guarda il viso che,
ovviamente, ha assunto tonalità purpuree. Adoro questo
suo modo di fare, sa quando è il momento di scherzare
(e quindi molestarmi) e quando invece ho bisogno che sia una
persona seria e responsabile.
« Che cosa è successo? »
« E’ finita l’acqua calda!!
»
Sta per scoppiare a ridere ma si trattiene
vedendo il mio sguardo omicida. Mi dice di aspettare lì
che va a chiedere a Gabriele cosa si può fare. Torna
dopo un’eternità dicendomi che è finita
l’acqua nello scaldabagno e che posso: o sciacquarmi con
l’acqua fredda, oppure aspettare cinque minuti che mette
a scaldare sulla stufa un po’ d’acqua. Decido di
aspettare che si scaldi l’acqua. Per poco non mi prendo
una polmonite nell’attesa! Quando Fabio entra in bagno
con una piccolissima pentola d’acqua gli chiedo:
« Sei scemo o cosa?? Secondo te riesco
a sciacquarmi con così poca acqua?? »
« Per ora devi accontentarti. Se ne mettevo
di più ti toccava aspettare fino a domani. Cerca di non
sprecarla! »
« Ma … ma tu mi conosci! Non ne
sono capace! Almeno dammi una mano »
« Okay, girati che cominciamo con i capelli
»
Mi volto e aspetto che mi rovesci la pentola
in testa, ma niente. Preoccupato chiedo:
« Che succede? »
« Ma hai i lividi anche sul sedere!!
»
« Piantala di guardarmi il sedere!!!
»
Dico paonazzo. Devono essere i segni delle
numerose cadute.
« E’ così bello che sarebbe
uno spreco non guardarlo… »
Mi volto furioso per dirgli di non fare battutine
stupide ma quando lo vedo divertirsi come un matto a prendermi
in giro vado su tutte le furie:
« Senti! Sono qui, bagnato e insaponato
e sto gelando perché c’è una temperatura
da polo sud in questa casa. Sono stanco, mi fanno male i piedi.
Ho due vesciche enormi sotto il piedi. Sono pieno di lividi
e non gradisco battute sul mio fondoschiena che sarà
anche bellissimo ma è una zona molto privata! Quindi
… se ci tieni alla vita datti una mossa a sciacquarmi
e taci! »
Lui sorride divertito trattenendo una risata
mentre dice:
« Sei nervoso? »
Non rispondo ma girandomi indispettito gli
faccio chiaramente capire di fare quello che deve fare e farlo
in fretta. Sta per versarmi l’acqua in testa quando dico:
« E non ti azzardare a toccarmi in posti
privati »
« Tipo? »
« Posti privati. »
« Devi fare un elenco preciso così
so esattamente dove non vuoi essere toccato »
Essere ignobile, lo fa per mettermi in imbarazzo!
« Il sedere è uno di quelli! »
« Poi? »
« Immaginatelo l’altro posto dove
non puoi toccarmi! »
Fabio ride e dice:
« Come sei pudico! »
« No! Sei tu che sei un maiale! »
Non controbatte e mi fa cadere poco alla volta
l’acqua sulla testa e poi sulle spalle. Ovviamente non
mi ha tocca nemmeno per un secondo. Ma lo sapevo che non l’avrebbe
fatto, non certo perché io gli ho detto di non farlo,
ma perché è fatto così. Mi tocca, mi stuzzica
e mi molesta quando è solo un gioco, uno scherzo, quando
sa che io non mi arrabbio o che è sicuro che rimarrà
solo uno scherzo. In tutte le altre occasioni è lui il
primo a non far nulla. Ha una sensibilità che invidio.
Esco dalla doccia e mi lascio avvolgere con il grande asciugamano.
Non so se si è capito ma mi piace farmi coccolare.
« Non ti servo più. Ti aspetto
in camera »
Dopo che se ne è andato rimango qualche
istante a fissare la porta. Non mi sarebbe dispiaciuto se fosse
rimasto… Ultimamente penso cose strane!
Mi vesto e torno in camera lasciandomi cadere
sul letto. Sospiro per il piacere di sentire i muscoli rilassarsi
un po’ alla volta. Fabio mi si avvicina e mi porge un
barattolo di crema. Dubbioso mi volto su un fianco e gli chiedo:
« Cos’è? »
« Vaselina da usare stanotte… »
Lo guardo scettico senza azzardarmi a dire
qualcosa.
« E’ una crema per le gambe stanche,
me l’ha prestata Martina. Dice che può fare miracoli
per i tuoi piedi »
« Non ho la forza per mettermela! »
« Vorresti che te la metta io? »
« Si! »
« Scordatelo »
« Sei crudele! »
Fabio è riluttante ma dopo una decina
di minuti che gli stresso l’anima si decide. Si siede
sul letto e prendendomi un piede comincia a mettermi la crema
massaggiandomelo delicatamente. Dire che è qualcosa di
libidinoso è poco. A ogni movimento lunghi brividi mi
corrono lungo la schiena e presto mi ritrovo a miagolare come
un gatto che fa le fusa. Quando le sue mani abbandonano i miei
piedi sono molto deluso ma mi sento meno stanco. Più
che la crema sono state le mani di Fabio ad essere un toccasana.
Fabio mi molla lì sul letto ancora ebbro di quel piacevole
massaggio per scendere in cucina a dare una mano. Dopo poco
decido di raggiungerli.
Nessuno si accorge del mio arrivo. Rimango un attimo sulla porta
della cucina e sento quel traditore di Fabio dire:
« Gabriele, ti prego, dormici tu con
lui stanotte! »
Senza pensarci su due volte mi intrometto e,
facendolo sobbalzare per lo spavento, dico:
« Cosa? Traditore!! »
« Non ti offendere ma dormire con te
un incubo!! Russi, parli nel sonno, tiri i calci e stanotte
mi hai anche sbavato addosso! »
« Io non sbavo! »
« Sbavi, sbavi! Eccome se sbavi! »
« Certo che se è questo l'affetto
che provi per me… »
Gabriele che fino a quel momento non ha detto
nulla, si intromette dicendo:
« Questo è un colpo basso! »
Io cerco di ignorarlo mentre sogghigna divertito.
Ma non posso ignorare le parole di Martina quando dice con candore:
« Dai Fabio, non farne una tragedia.
Infondo devi farci l'abitudine! Quando starete insieme vi capiterà
spesso di dormire nello stesso letto... »
Se fossi un cartone animato ora avrei un’enorme
gocciolina che mi scende sulla testa. Fabio non sembra per nulla
a disagio e divertito risponde:
« Ti sei dimenticata il se »
« Oh no, no non me lo sono dimenticata!
Sono sicura che prima o poi cederà alla tua corte »
« Cosa te lo fa pensare? »
« Noi donne abbiamo un sesto senso per
queste cose! »
Mi intrometto e scettico le dico:
« A sentir voi donne avete centinaia
di sesti sensi... »
« Perché siamo decisamente migliori
di voi! »
« Viva l'umiltà »
« Vedi, questa è una dimostrazione
che sarebbe meglio per te metterti con Fabio. Perchè
tu le donne non le conosci! Prima regola: non contraddirle mai,
perché se si arrabbiano vi rendono una vita un inferno!
»
E’ Gabriele a rispondere questa volta
… anche se forse, per il buon esito della sua visita notturna
in camera di Martina, era meglio se stava zitto …
« Beh, quello anche quando non siete
arrabbiate »
Martina fa finta di essere arrabbiata a morte
ma non riesce nemmeno lei a trattenere una risata. Ci sediamo
a tavola per mangiare. Martina però invece che mettere
la pasta in tutti i patti ne riempie solamente due. Il suo e
quello di Fabio. Poi con non curanza si siede a tavola e ci
augura buon appetito. Fisso il mio piatto tristemente vuoto
e dico:
« Ma... »
Martina senza aspettare che formuli una qualsiasi
domanda dice:
« Dimostrazione pratica di quello che
dicevo!! »
Con tono piagnucoloso dico:
« Sei crudele!! »
« Sotto sotto si! »
Finito di mangiare io e Martina ci mettiamo
a lavare i piatti mentre Fabio e Gabriele vanno nel salone.
Appena siamo soli gli chiedo:
« Credi davvero che io e Fabio staremmo
bene insieme? »
« Ma certo! Siete fatti l'uno per l'altro.
Perché? »
« Niente ... riflettevo »
« Lui ti piace? »
La conversazione sta improvvisamente prendendo
risvolti imbarazzanti. Cercando di camuffare il mio imbarazzo
gli rispondo:
« Siamo amici »
« Le due cose non si annullano a vicenda!
»
Rimango in silenzio per alcuni istanti cercando
le parole migliori per spiegargli questa situazione. Parlo,
ma non credo di essere stato molto chiaro:
« Lui mi piace ma… non so quale
sia il confine tra amore e amicizia ...>
« Forse ti ostini a non vederlo »
« Cosa vuoi dire? »
« Ci hai anche fatto le porcate stanotte
»
La semplicità con cui lo dice è
disarmante. Ormai bordeaux fin sotto le mutande mi affretto
a chiarire l’equivoco:
« Non è vero!! In che lingua devo
dirvelo!?!»
« Non avete mai fatto nulla di vagamente
sessuale? »
« Nooo!! »
Oddio, ci mancava anche questo discorso! Martina mi fissa qualche
istante come per dire: Non prendermi in giro, non ci credo neanche
se lo vedo. Ma poi mi chiede:
« Ci hai mai pensato? »
« Beh ... »
Che vergogna! Qualcuno mi deve spiegare perché
sono qui a fare certi discorsi con la ragazza del mio capitano…?
« Vale anche quello!!! »
« No che non vale!!!! »
Ride divertita prima di tornare seria e dire:
« Capisco che sia difficile. Posso solo
immaginare cosa voglia dire trovarsi davanti a una simile
decisione, quindi non me la sento di dirti cosa sarebbe giusto
fare ... solo cerca di pensare alla
felicità di entrambi »
Le sue parole mi lasciano … non so come
dire … mi lasciano strano. E’ cose se avesse risollevato
quell’inquietudine che ogni tanto la notte mi assale pensando
a me e Fabio. Rimaniamo in silenzio per quei pochi minuti in
cui finiamo di lavare i piatti. Martina si asciuga le mani e
va anche lei nel salone. Io sono l’ultimo ad arrivare.
Sono tutti e tre seduti sul piccolo divano a due posti davanti
alla televisione. Martina si è seduta tra le gambe di
Gabriele standogli praticamente in braccio, entrambi stravaccati
comodamente per guardare la tv. Fabio è seduto più
composto.
In pochi passi sono davanti a loro. Mani sui fianchi dico:
« Non mi fregate anche stasera! Ve lo
scordate che sto sulla sedia! »
Gabriele si affretta a dire:
« Noi non ci alziamo! »
Speranzoso mi rivolgo a Fabio:
« Fabio ... »
« ... no! »
« Cattivo, alzati! »
Mentre lo dico lo prendo per un braccio e tanto
di farlo alzare ma Fabio mi strattona delicatamente e cado come
una pera su di lui. Le sue braccia mi avvolgono piano la vita
mentre sento il suo profumo avendo la faccia contro la sua spalla.
Mi sento tremendamente in imbarazzo e il mio cervello certo
non collabora per trovare una soluzione che mi permetta di uscire
da questa situazione in modo dignitoso.
Dopo qualche istante di totale immobilità decido di agire.
Mi volto nel suo abbraccio e mi siedo tra le sue gambe. Appoggio
la schiena sul suo petto e mi stravacco in una posizione comoda.
Sono felice che le sue braccia non si siano minimamente spostate
e continuano a cingermi la vita.
In tremendo imbarazzo però ci tengo a chiarire una cosa:
« Non fatevi illusioni. Lo faccio solo
per non stare sulla sedia anche stasera! »
*** ***
La notte passa relativamente tranquilla a parte
che anche questa mattina mi sono ritrovato nella parte di letto
di Fabio che si era già alzato. Anche questa giornata
è passata in fretta. Abbiamo deciso di non andare a sciare
oggi e di andare in macchina in un paesino poco lontano. Il
paesino è davvero molto grazioso. Giriamo per l’intera
mattinata per le stradine innevati e permeate del profumo della
legna bruciata. Troviamo anche un ristorante tipico dove mangiare.
Il pomeriggio lo passiamo in macchina gironzolando per le montagne.
Alle undici di sera sono già stravaccato sul letto aspettano
che anche Fabio faccia lo stesso ma mi addormento prima che
lui venga in camera. La mattina mi sveglio insolitamente presto
e questa volta Fabio è ancora a letto e io sono come
sempre nella sua parte. I nostri corpi si sfiorano appena. Io
sono raggomitolato al suo fianco dandogli le spalle. Lui invece
è su un fianco. Non mi dispiacerebbe avere il suo braccio
intorno alla vita ma sto bene anche così, abbastanza
vicino per sentire il suo calore e il suo respiro regolare che
mi solletica il collo. Rimango immobile per molto tempo. Anche
se il sonno è ormai svanito non voglio allontanarmi.
Mi volto semplicemente per essere faccia a faccia anche se non
riesco a vederlo molto bene.
Oggi deve arrivare l’amica di Martina quindi rimaniamo
a letto fino a tardi. Ieri sera l’ha chiamata e gli ha
detto che veniva un giorno prima e portava un’amica dell’università.
Martina non l’ha presa molto bene ma ha fatto finta di
niente al telefono per poi sfogarsi sul povero Gabriele che
non c’entrava proprio nulla e anzi, sarebbe stato l’unico
a potersi arrabbiare per l’auto invito dato che la casa
è sua. Ma come sempre Gabriele ha un buon carattere e
non solo non si è arrabbiato ma è anche riuscito
a far calmare Martina.
Siamo a tavola a pranzare quando sentiamo suonare al campanello.
Martina va ad aprire mentre noi le aspettiamo in salotto. Capisco
che c’è qualcosa che non va dall’espressione
di Martina quando entra in salotto seguita dalle due ragazze.
Non appena la vedo capisco e mi sento gelare. Barbara mi sorride
radiosa e mi abbraccia. Io non riesco a muovere un muscolo tanto
sono scioccato. Non avrei mai pensato di poterla rincontrare
in una simile situazione. Ora che stava andando tutto bene.
Adesso che con Fabio le cose stavano procedendo in qualche modo.
E’ proprio vero che il destino è crudele.
Lei mi fissa e dice:
« E’ questo il modo di salutare
una vecchia amica? »
Tento di abbozzare un sorriso ma sembra più
una smorfia e istintivamente cerco Fabio con lo sguardo ma lui
si ostina a fissare il pavimento. Non si sono mai sopportarti
molto e anche per lui deve essere stata una brutta sorpresa.
Barbara allora dice:
« Sono venuta fin qui perché sapevo
di trovati e questa è la tua accoglienza? »
« Scusa … ma non mi aspettavo di
rivederti in questa circostanza »
Lei sorride in quel suo modo gentile che nasconde
la sua determinazione e il suo carattere forte. Quel sorriso
che mi ha fatto innamorare di lei e che per così tanto
tempo mi ha scaldato il cuore. Un sorriso così diverso
da quello che mi sono abituato a vedere sulle labbra di Fabio.
Non c’è quella dolcezza disarmante che mi scalda
il cuore ora. Eppure… non posso evitare di vedere con
piacere il suo sorriso dopo tanto tempo. Distolgo lo sguardo
per tornare a guardare Fabio che continua a guardare altrove.
Può sembrare assurdo ma ho bisogno di incontrare il suo
sguardo, di sentire al sua presenza, ma questa volta Fabio non
sembra capire e io non posso che sentirmi uno schifo.