Sono passate due settimane da quando siamo
tornati dalle vacanze e tra me e Fabio non è cambiato
nulla. Ci comportiamo come due semplici amici ad eccezione di
qualche bacio sulle labbra e qualche carezza. Ma siamo giunti
ad una svolta. Mi ha invitato ad uscire insieme. O meglio mi
ha detto “Ti va di uscire domani sera?” e sicuramente
intendeva noi due da soli. Ammetto di essere un po’ agitato
ma non sto più nella pelle.
Ho passato tutto il pomeriggio in giro per negozi per cercare
qualcosa di bello da mettermi. Odio andare in giro per negozi
da solo ma Fabio certo non potevo trascinarmelo dietro. Primo
ho anche disperatamente cercato nel mio guardaroba ma mi sembrava
tutto così poco adatto. Alla fine sono tornato a casa
con un maglioncino molto carino. Poco sexy ma per vestirmi in
un certo modo posso aspettare anche il secondo appuntamento.
Manca ancora un’ora all’appuntamento e io sono già
pronto per paura di essere in ritardo. Non so cosa fare per
il tempo che rimane. Sono agitato. Ma già mi immagino
come andrà la serata, seduti in un angolo appartato di
un ristorantino a guardarci felice. Poi mi riaccompagnerà
e mi bacerà come Dio comanda… insomma un bacio
serio e io felice tornerò a casa e passerò l’intera
notte a pensare alle sue labbra sulle mie. Forse una visione
un po’ troppo romantica… ma non mi dispiacerebbe
se andasse davvero così.
Sto impazzendo dall’attesa quando finalmente suonano al
citofono. Corro a rispondere. Per fortuna è Fabio. Mi
precipito giù dalle scale e reprimo la voglia di abbracciarlo
solo grazie alla presenza di due signore che passavano sul marciapiede.
« Ciao »
« Ciao »
Gli rispondo emozionato senza riuscire a togliermi
un sorriso compiaciuto e anche un po’ ebete dalla bocca.
« Oggi è un giorno da scrivere
negli annali »
« Perché »
Chiedo stupito. Sperando si riferisca al fatto
che è il nostro primo appuntamento.
« Non ti sei fatto aspettare per ore…
dimmi, sei sicuro di sentirti bene? »
« Ma piantala. Piuttosto dove andiamo?
»
« In pizzeria. Prima però dobbiamo
passare a prendere Gabriele »
« Gabriele? »
« Si. Martina non viene perché
ha la febbre così gli ho detto che passavamo a prenderlo.
»
Che stupido che sono… dovevo capirlo
subito che non era un appuntamento ma una semplice uscita tra
amici. Fabio però poteva anche essere più chiaro
avrei evitato di illudermi e sentirmi uno schifo ora. Fabio
mal’interpreta il mio silenzio e dice:
« Non credevo ti desse fastidio. Siamo
sempre passati a prenderlo… »
« Ma no figurati. Non mi da fastidio!
»
Abbozzo un sorriso ma credo sia solo una smorfia.
Lungo tutto il tragitto in macchina cerco di essere più
naturale possibile ma non faccio altro che ripensare a quanto
sono stato stupido e la tristezza aumenta.
Mentre siamo fermi sotto il portone di Gabriele, Fabio mi dice:
« Andrea che cos’hai? »
« Niente »
« Non hai detto una parola da quando
siamo saliti in macchina e questo non è certo da te.
In più hai un’espressione così triste …
»
« Non preoccuparti ho solo mal di testa
»
Mento per giustificare il mio umore. Non voglio
dirgli la verità
« Possiamo chiedere a Gabriele se ha
in casa un’aspirina »
« Non ce n’è bisogno! »
« Sicuro? »
« Si »
Sorride dolcemente e appoggiandomi la mano
dietro la nuca mi attira verso di se. Mi da un leggero bacio
sulla fronte mentre mi accarezza il collo e la testa. Scende
poi a baciarmi la guancia e infine la bocca, dandomi piccoli
baci. Mi sento felice e per un po’ dimentico anche la
questione dell’appuntamento.
Ci accorgiamo dell’arrivo di Gabriele troppo tardi. Quando
sentiamo il rumore di una portiera che si apre ci allontaniamo
di scatto entrambi in imbarazzo.
Gabriele, che probabilmente prima di entrare in macchina non
si era accorto di nulla, a disagio dice:
« Vi ho interrotto? »
Fabio facendo finta di essere arrabbiato dice:
« Si Gabriele! Come sempre hai un tempismo
impeccabile »
Fortunatamente Gabriele e Fabio parlano per
il resto del tragitto in macchina. In questo modo non si nota
molto il mio umore nero anche se Fabio ogni tanto volta lo sguardo
verso di me forse preoccupato per il mo mutismo.
Davanti alla pizzeria ci aspettano Fabrizio e Giacomo, anche
loro giocatori della squadra di pallanuoto.
Per il resto della serata cerco invano di scherzare ma proprio
non ce la faccio. A metà della pizza Fabrizio con candore
mi chiede:
« Ma voi due vi siete messi insieme?
»
Mi sento gelare a quelle parole. Non so cosa
rispondere. Con il viso in fiamme mi volto verso Fabio sperando
che risponda lui ma Fabio ha lo sguardo fisso sul tavolo. Un
moto di rabbia e vergogna mi assale mentre rispondo:
« No, no … cosa ti viene in mente?
»
« Scusa per essermi impicciato. Sembrate
più intimi, ecco. Non volevo mettervi in imbarazzo…
»
Il resto della serata finisce peggio di come
era cominciata. Oltre che sentirmi stupido sono anche arrabbiato
con Fabio. Mi tratta come se fossi un semplice amico. Non me
lo merito. Si vergogna di me questa è la verità.
L’ho capito quando non mi ha voluto guardare negli occhi.
E dal fatto che non mi ha ancora invitato ad uscire.
Demoralizzato mi alzo e vado in bagno. Mi sciacquo la faccia
sperando di trovare un po’ di calma senza però
ottenere un gran risultato. Non voglio tornare di là
con gli altri, non credo di essere capace di far finta di niente
… oddio mi sa che per tutta la serata non sono stato in
grado di sembrare normale.
Sto cercando il coraggio per uscire dal bagno quando entra Gabriele.
Mi sorride e dice:
« Cosa succede? »
« Perché? »
« Sei triste e sembri anche arrabbiato
con il mondo intero »
« Ti sbagli! »
« Ce ne siamo accorti tutti e siamo preoccupati
… soprattutto Fabio »
« Allora perché non è venuto
lui? »
« Allora è lui il problema?! »
« Forse… »
« Forse?! »
« Non ho voglia di parlarne! »
La verità è che mi vergogno troppo
per dirglielo. Io stesso mi sento uno stupido figuriamoci cosa
potrebbe pensare lui.
« D’accordo. Ma almeno parlane
con lui. Non mi piace vederti così disperato »
« Non dovresti preoccuparti per me »
« Come potrei. Ormai mi sono affezionato
a te! Torniamo di là, ora… »
« Tu vai, io rimango qui ancora un po’
»
« Forza, andiamo! »
Dice trascinandomi fuori praticamente di peso.
Quando ci si mette è un pochino troppo dittatoriale.
Ma almeno sa sempre quando ho bisogno di essere costretto a
fare qualcosa.
Quando usciamo dalla pizzeria Giacomo propone di andare a bere
qualcosa in un locale. Sono tutti d’accordo ma io non
vedo l’ora di tornare a casa e dico:
« Io preferisco tornare a casa. Ma non
fatevi problemi, andate voi »
Fabio mi guarda stupito ma si affretta a dire:
« Vado a casa anch’io, allora »
« Non è necessario. Torno a casa
con il tram »
« Non essere stupido. Ti accompagno a
casa volentieri »
« Ti ho detto che torno a casa da solo!
»
Per poco non ci mettiamo a litigare ma alla
fine Fabio ha la meglio e mi riaccompagna a casa mentre gli
altri vanno in un locale sui navigli.
Quando parcheggia sotto il mio portone mi limito a salutarlo
ed esco dalla macchina ignorando Fabio che mi chiama. Sceso
dalla macchina mi raggiunge e dice:
« Non puoi andartene così. Dobbiamo
parlare »
« Di cosa? »
« Del perché ti sei arrabbiato.
»
« Non sono arrabbiato, sono solo nervoso!
»
Fabio non dice nulla ma sembra poco convinto.
Lo saluto apparentemente distratto ed entro nel portone. Quando
entro in casa mio padre è ancora alzato. Mi saluta stupito
di vedermi a casa così presto. Non lo saluto nemmeno
e mi chiudo in camera mia. Non faccio altro che pensare all’espressione
di Fabio quando l’ho salutato. Mi sento in colpa e allo
stesso tempo sono arrabbiato con lui. Ma presto la rabbia svanisce
e rimane solo quel senso di disagio e di tristezza. Ho esagerato
come sempre e l’ho fatto soffrire. Ora non so cosa fare.
E’ ormai notte fonda quando mi decido e a prendere il
cellulare e chiamarlo. Lo lascio suonare a lungo ma non mi risponde.
Forse sta dormendo dato che sono le due di notte. Si deve essere
così! O forse non vuole parlare con me. Si, deve essere
così. Si sarà arrabbiato e ora non vuole più
saperne! Se prima mi sentivo uno schifo ora sto molto peggio.
Paso la notte praticamente insonne. Sono le sette di mattina
quando gli mando un sms nel vano tentativo di scusarmi con lui.
L’ho riscritto una decina di volte ma continua a non convincermi.
Gli ho scritto che sono uno stupido e che mi dispiace per il
modo in cui l’ho trattato e per finire gli dico che la
prossima volta potremo uscire noi due da soli.
Passo un’ora intera a fissare agitato il display del cellulare
in attesa della risposta che appena arriva mi fa esultare e
temere allo stesso tempo. Agitato apro il messaggio e leggo:
“ Ora sono più tranquillo! Passo
da te più tardi, ok? Dobbiamo parlare “
Quel ‘dobbiamo parlare’ mi lascia
molto inquieto. Mi fa penare per due lunghissime ore. Tanto
che quando suona alla porta sono quasi isterico oltre che schifosamente
pieno di tutto il cibo che mi è capitato sotto mano.
Quando sono nervoso tendo a mangiare come un maiale e in due
ore si riescono a mangiare tante cose!
Lo accolgo con un sorriso titubante e ci dirigiamo
in camera mia. La prima cosa che mi dice è:
« Sono un po’ di fretta perchè
fra due ore ho una lezione ma volevo vederti »
« Hai fatto bene a passare! »
Fabio sembra a disagio e ne capisco il motivo
quando dice:
« Riguardo a quello che hai scritto nel
messaggio. Sei sicuro di voler uscire con me? »
« Perché mi fai una simile domanda?
»
« Non vorrei che tu non fossi pronto…
»
« Pronto per cosa? Per passare una serata
con te? Abbiamo fatto di tutto insieme perché non dovrei
essere pronto per questo? »
« E’ molto diverso! »
« Sai invece io cosa credo? Che tu non
voglia uscire con me! »
« Cosa? »
« Ti vergogni di me, non è così?
»
« Che stupidaggini stai dicendo?! »
« La storia dell’appuntamento e
ieri quando Fabrizio ha chiesto di noi. »
« Sei tu che hai negato non io! »
« Ho negato perché tu ti vergognavi!
Non mi hai nemmeno guardato in faccia. »
« Non ti ho guardato perché non
volevo influenzarti sulla risposta. E poi scusa, di cosa dovrei
vergognarmi? Sanno che sono gay e che ti sono sempre venuto
dietro. Tu invece? »
« Io? Certo che non mi vergogno di te!
»
« La questione non è se ti vergogni
di me ma se ti vergogni di dire che sei insieme ad un ragazzo!
»
« Io… io… no! »
Gli dico anche se non completamente convinto.
Fabio mi regala un pallido sorriso prima di dire:
« Dovresti cominciare a fidarti di me!
»
« Io mi fido di te! »
« Allora non tenerti sempre tutto dentro.
Mi hai fatto star male per una notte intera per una cretinata
simile. Se me lo avessi detto ieri sera avremmo potuto chiarire
subito tutto. »
« Lo sai che ho un caratteraccio! »
« Lo so fin troppo bene! »
« Sei arrabbiato? »
« No »
Sono felice anche se mi sento stupido ma ormai
è la regola. Mi avvicino e trovando un coraggio che non
pensavo di avere gli sussurro tremendamente in imbarazzo:
« Baciami »
« Sei bellissimo quando arrossisci »
Non faccio in tempo a ribattere che mi zittisce
con un bacio. Un semplice e troppo casto bacio. Deluso dico:
« Ti sembra un bacio? »
Istintivamente nascondo il viso sul suo petto
troppo in imbarazzo per sostenere lo sguardo stupito di Fabio.
« Se ti nascondi come faccio a baciarti?
»
Mi allontano ancor più in imbarazzo
ma quando vedo il suo viso farsi sempre più vicino al
mio non penso più a nulla. Ho il cuore che batte all’impazzata
e smetto di respirare. Quando le sue labbra fresche si posano
sulle mie non riesco più a percepire nulla se non le
sue labbra.
Quando mi lecca le labbra, apro la bocca titubante ed eccitato
allo stesso tempo. Rispondo timido a quella piacevole intrusione
che dura fino a quando ci allontaniamo entrambi senza fiato.
Ho le gambe che sembrano gelatina e il cuore che non accenna
a rallentare i battiti ma sono felice.
Fabio mi accarezza la guancia guardandomi con dolcezza cercando
al contempo di capire le mie razioni. Lo rassicuro con un sorriso
compiaciuto.
Fabio guarda preoccupato l’orologio e
dice:
« Devo assolutamente scappare o arrivo
tardi. »
« Okay, ci sentiamo »
Dico deluso dato il troppo poco tempo a nostra
disposizione. Lo accompagno fino alla porta ma prima di uscire
Fabio dice:
« Ti va se stasera usciamo? »
« Noi due da soli? »
Chiedo speranzoso.
« Noi due da soli… »
« A che ora passi a prendermi? »
« Ti faccio sapere »
Lo saluto felice e mi precipito a letto. Devo
riposarmi o stasera sarò peggio di uno zombie.