Sono stanchissimo!! Dovrebbe impiccarsi, quello
schiavista! Anzi no, affogare nella piscina dei bambini, in
fondo per un allenatore di pallanuoto sarebbe la fine migliore
e soprattutto sarebbe la fine di indicibili pene per i poveri
ragazzi che allena, ovvero noi! Ho la schiena a pezzi! Non capisco
proprio perché debba infierire con una tale cattiveria
su di me. Non chiedo poi tanto, solo un allenamento meno pesante
rispetto al resto della squadra. In fondo perché devo
uccidermi di lavoro quando poi ogni partita, e intendo proprio
tutte, la passo in panchina? Non che mi dispiaccia poi tantissimo
rimanere in panchina, ma almeno un po' di clemenza. Per esempio,
Fabio, gioca tutte le partite e con ottimi risultati dato che
segna la maggior parte dei punti, eppure fa il mio medesimo
allenamento.
Diciamola proprio tutta, non capisco nemmeno perché continuo
a torturarmi andandoci! Insomma, ho un allenatore schiavista,
molto dolce e comprensivo fuori vasca ma dentro è un
demonio che mi ammazza di lavoro quando starei volentieri stravaccato
sul divano a guardare la televisione ingurgitando porcherie.
Se questo non bastasse, tutta la squadra, soprattutto il capitano,
accidenti a lui, mi chiamano 'piccolo' e mi trattano anche come
tale. Sfottendo e ridendo di me!! Certo sono anche i miei più
cari amici ma questa è un'altra storia. Ma vogliamo parlare
di Fabio? Perché fa diventare i miei pensieri oltre che
assurdi anche a luci rosse?
Ormai sono arrivato alla conclusione che ho
un’indole propensa alla sottomissione e alla sopportazione.
Infondo questo spiegherebbe quasi tutta la mia vita, fin da
quando ero piccolo e all'asilo mi fregavano sempre la merenda
e io non avevo nemmeno il coraggio di dirlo a mia madre... forse
perché mi avrebbe quasi sicuramente preso a sberle?!
Mia madre è sempre stata una donna molto strana, forse
è anche a causa di questo che i miei hanno divorziato.
Appena entrato in casa mollo il borsone sul pavimento e voltandomi
verso Fabio, con tono piagnucoloso dico:
« Sono stanco! »
Fabio sorride divertito e dice:
« E’ possibile che ogni volta che
torniamo dagli allenamenti devi sempre fare la solita scena?
»
« Non è colpa mia se Luigi è
uno schiavista! »
Scuote la testa sorridendo. Lascia il borsone
accanto al mio e si dirige verso il frigorifero in cucina. Mio
padre è partito da circa una settimana e la casa è
tutta per me, così Fabio si è installato a casa
mia, torna a casa a volte la sera per non far troppo arrabbiare
sua madre. Spero che stasera rimanga con me.
« Ti dispiace se oggi la doccia la faccio
prima io? »
mi chiede.
« Non preoccuparti falla pure prima tu,
io prima mi devo riprendere, ora come ora non riuscire nemmeno
a raggiungerlo il bagno »
« Non hai mai pensato che forse se non
ti agitassi tanto riusciresti a risparmiare qualche energia
e non ti ridurresti così? »
« Io non mi agito! »
Alza appena un sopracciglio fissandomi con
rimprovero. Io cedo e dico:
« Beh a volte mi arrabbio un pochino,
scalpito un po' ma tu la stai mettendo giù troppo dura.
Anzi, sei tu che non sei normale a non arrabbiarti mai! »
« Lo faccio per risparmiare energie,
altrimenti come riuscirei a tenere a bada un tifone come te?
»
« Non ho bisogno di essere tenuto a bada
»
Dico con voce leggermente piagnucolosa mentre
metto il broncio. Fabio scuote la testa e senza rispondermi
si dirige verso la porta del bagno mentre si sbottona la camicia
bianca lasciandomi innocentemente scorgere l'addome piatto.
Beh, forse in un gesto non molto innocente ma astutamente pensato.
Non saprei dirlo ma non è questo l'importante, la cosa
fondamentale è il rossore che improvviso e traditore
mi ha invaso il viso. Spero solo non se ne sia accorto.
Quando sparisce in bagno lasciando la porta
semisocchiusa, io mi siedo al computer cercando di rilassarmi
un po' e recuperare le energie. Il caricamento di Windows è
lunghissimo. E’ una tortura!! Odio questo mostriciattolo
chiamato pc. Insomma, dovrebbe essere fatto per migliorare la
vita delle persone o almeno non peggiorarla e invece riesce
a farla diventare un incubo! Secondo me prova un piacere sadico
a farci impazzire!
Alla fine però dopo un paio di calci, assolutamente inutili
al miglioramento dei processi di caricamento, ma molto utili
per la mia personale soddisfazione, il pc è pronto.
Comincio a rispondere ad alcune mail. Ho quasi finito quando
sento la porta del bagno aprirsi. Non mi volto nemmeno quando
Fabio mi chiama, troppo occupato a scrivere.
« Andrea, scusa … »
« Un secondo ed ho finito! »
Nel momento stesso in cui clicco col mouse
sul pulsante ‘invia’ mi volto verso Fabio e per
poco non mi strozzo con la caramella che avevo in bocca e che
ho ingoiato cominciando a tossire. Fabio è in piedi sulla
porta, completamente, assolutamente, interamente nudo!
Sembra divertito dalla mia reazione, in compenso io mi sento
avvampare mentre continuo a guardarlo con due occhi a palla.
Ma quello che non riesco a capire è perché il
mio sguardo non riesce a salire oltre il collo e scendere oltre
le ginocchia. Come se questo non fosse già sufficientemente
imbarazzante mi comincia a sanguinare il naso. Trattenendo a
stento una risata mi dice:
« In bagno non c'erano asciugamani. »
Lo guardo un po' stranito mentre cerco in qualche
modo di tamponare il sangue. Mi alzo e maldestramente faccio
cadere la pigna di libri in bilico sulla mia scrivania.
Vorrei sprofondare!!!
Gli prendo gli asciugamani dal piccolo armadio in corridoio
e lo ringrazio mentalmente quando si copre ma mi illudo perché
prendendomi per la vita mi trascina fino in bagno. Preso dal
panico cerco di aggrapparmi alla prima cosa che mi capita, ovvero
lo stipite della porta. Mi attacco con tutte le mie forze come
un bambino che fa i capricci. Lui mi tira un po' ma alla fine
desiste e stupito mi dice:
« Cosa c'è? Guarda che non voglio
farti niente di sconcio ... Per ora ...»
A quelle parole mi aggrappo ancora più
a quel solido appiglio. Ho paura!!! E non so nemmeno perché,
forse per i brividi che sento corrermi lungo la schiena.
Lui ride, e dolcemente mi accarezza la nuca dicendomi:
« Hai intenzione di morire dissanguato?
Dai vieni »
Non aspetta nemmeno di vedere la mia reazione,
tanto sa che farò quello che dice, e si dirige in bagno.
Staccandomi un po' titubante lo seguo fino al lavandino. Prende
uno di quei dannatissimi asciugamani che gli ho dato e lo inumidisce
con acqua fredda e facendomi mettere davanti a lui mi fa appoggiare
la schiena contro il suo petto. Mi tira indietro la testa fino
alla sua spalla ancora umida e mi tampona il sangue con l'asciugamano.
Rimango immobile. Ho quasi paura di respirare. Cosa diavolo
mi succede? Non ho mai provato questa sensazione di disagio
con lui. Forse è più corretto dire di imbarazzo...
non per una cosa tanto stupida e innocua. Voglio dire: mi ha
fatto di peggio!!
Fortunatamente il mio naso collabora e smetta di sanguinare
in tempi brevi. Sono felice di potermi allontanare eppure quando
abbandono il calore quasi soffocante che il suo petto mi infondeva
sento una strana morsa allo stomaco e per un attimo, un solo
piccolissimo istante mi assale un senso di mancanza e di nostalgia
a cui non riesco a dare una ragione ma solamente un nome, ed
è il suo. Tanto dolce e doloroso allo stesso tempo.
Mi sorride semplicemente mentre esce dal bagno
per lasciarmi fare la doccia a mia volta.
Quando esco dalla doccia sono un uomo nuovo. La stanchezza,
portata via dalle mille goccioline che calde e lente hanno accarezzato
il mio corpo, ha portato con se anche le strane sensazioni che
mi hanno sconvolto poco prima.
Forse erano dovute solo alla stanchezza... Forse... quasi sicuramente
al fatto che non tocco una donna da mesi e probabilmente troverei
eccitante anche un cane ... Bleargh!!!!!!! Beh, quello forse
no.
Esco dalla doccia ormai rinsaldato sulle mie
tendenze sessuali e sono pronto a stravaccarmi sul divano quando
Fabio mi ricorda che ho il frigo che è pressoché
vuoto a parte schifezze varie e che dovremmo andare a fare la
spesa al supermercato e noleggiare qualche bel film per la serata.
Voglia di vestirmi e uscire con il freddo che
fa è pari a zero ma Fabio mi ha rotto tanto che alla
fine sono dovuto uscire... O meglio: ha minacciato di tornarsene
a casa sua dopo aver ripetutamente usufruito del mio corpo.
Sinceramente non ho voluto sapere cosa intendesse. Oddio, sono
sicuro che non lo farebbe mai e che il suo è solo un
gioco ma è sempre meglio non rischiare.
Il supermercato è deserto poiché
ormai è orario di chiusura. Io mi diverto come un pazzo
a correre con il carrello tra gli scaffali deserti e a fare
lo stupido. Fabio non apprezza tanto, anzi, a un certo punto
mi prende di forza e mi trascina alla cassa.
La cassiera ci guarda un po' stupita e poi rivolge uno sguardo
a Fabio come volergli dire:
« Ti capisco, deve essere una tortura
portarselo in giro, ma resisti! »
Io per poco non gli scoppio a ridere in faccia
mentre Fabio arrossisce. Quando usciamo dal supermercato mi
dice:
« Bella figura che abbiamo fatto! »
« O dai, non fare tanto il bacchettone!
Tanto se tutto va bene non la rivedrai più in vita tua
»
« E’ un po' difficile dato che
ci faccio la spesa in questo supermercato! »
« Non è detto che si ricordi di
noi. »
« Difficile dimenticarsi di un ventunenne
che corre per tutto il supermercato con il carrello e fa i capricci
come un bambino...»
« Vorrei tanto trovare un modo per farti
tacere ogni tanto! »
« Sai bene che un modo c'è! Se
poi tu trovi spiacevole baciare un appartenente al tuo stesso
sesso non è un mio problema! »
Sbuffo facendo finta di essere arrabbiato anche
se non sono in gradi di arrabbiarmi con lui e lo sa.
In videoteca ci dividiamo per poter cercare un film decente
ma sembra un impresa impossibile. Nelle novità nulla
che non ho già visto al cinema o che non vale la pena
nemmeno di guardare i titoli iniziali. Passo alla sezione 'lingua
originale': beh, meglio lasciar perdere dato che faccio pena
in inglese. 'Commedia': già visti quasi tutti. 'Avventura'
: nulla di emozionante, anche quelli visti la maggior parte.
Ero tentato di propinargli per l'ennesima volta 'Il Signore
degli Anelli', ma Fabio mi avrebbe ucciso dato che l'ho costretto
a vederlo per un casino di volte. Arrivo in una zona un po'
nascosta del videonoleggio, generalmente me ne sarei andato
senza farci troppo caso però forse…
« Da quando sei interessato di film porno?
»
Mi giro di scatto verso Fabio spaventato non
essendomi accorto del suo arrivo. Vergognandomi come un ladro
cerco di rispondergli qualcosa di coerente:
« No, ecco … vedi ….io »
Lui sorride e avvicinandosi al bancone prende
la cassette proprio di fronte a me, sulla copertina una donna
in abiti molto discinti. La gira e rigira qualche istante e
mi dice:
« Questa ti va bene? Sai non mi intendo
molto di queste cose. Preferisco un altro genere di attori...
»
Ride divertito di fronte al mio rossore e al
mio vergognoso imbarazzo.
« Lo prendo come un sì... Comunque
per stasera ho preso questo!»
Mi mostra un DVD con la copertina nera e sopra
due ali bianche e la scritta "Le Ali dell'Angelo".
L'ultima parola non la vedo perché è nascosta
dal dito di Fabio. Sembra interessante ma non ho il coraggio
di aprir bocca e chiedergli altro. Ci dirigiamo alla cassa dove
senza il minimo imbarazzo o turbamento Fabio paga le cassette.
Per tutta la strada non ho il coraggio di aprir bocca. Poi quando
ormai siamo a casa con un filo di voce gli chiedo:
« Perché l'hai comprata? »
« Così ti ho risparmiato di dover
sgattaiolare in videoteca e vergognarti come solo tu sei in
grado di fare per prendere un film porno per poterti fare una
sega in santa pace...»
Faccio finta di nulla ignorando l'ultima parte
della sua risposta e comincio a sistemare la spesa.
Mangiamo un piatto di spaghetti e poi ci mettiamo sul divano
per guardare il film che abbiamo noleggiato. Spegniamo le luci
del salotto. E faccio partire il lettore DVD e già dalle
prime scene capisco il genere di film. Mi volto arrabbiato verso
Fabio e dico:
« Perché hai preso un film horror?
Lo sai che non si sopporto! »
Fabio ride divertito e mi dice:
« Cosa ti fa pensare che sia un film
horror? »
« Mah... Forse la musichetta inquietante?!
L'immagine di un coltello insanguinato su un pavimento?! Un
cadavere?! Delle urla?! Devo continuare? »
« No. Il fatto è che adoro quando
vedi questi film perché ti rannicchi tutto spaventato
contro di me!! »
« Sei sempre il solito. Comunque questo
film non lo guardo!! »
« Dai, mi hanno detto che è bello
e che non fa nemmeno troppa paura. Comunque l'alternativa sarebbe
il film porno! Cosa preferisci? »
« Vai a quel paese! »
Guardo il film inizialmente controvoglia ma
a metà film mi ritrovo aggrappato al maglione di Fabio
con il viso sprofondato nel suo petto. Quello che mi fa arrabbiare
di più è che lui si starà divertendo un
sacco. Arrabbiato mi alzo e mi dirigo in cucina dicendo:
« Io mangio un po' di gelato, ne vuoi
anche tu? »
« Sì, grazie »
Risponde sorridendo. Io gli sorrido di rimando
mentre mi auguro che gli vada tutto di traverso!
Ci metto tantissimo a preparare due coppette di gelato sperando
di riuscire a saltarmi il maggior numero di scene possibile.
La persona che ha detto a Fabio che non faceva paura non aveva
tutti i torti se prende in considerazione gli standard normali
di paura. Ma io sono terribile! Già la musica mi fa spaventare.
Rimango tanto in cucina che a un certo punto
Fabio viene a cercarmi. Forse capisce il motivo della mia fuga
e mi chiede se voglio smettere di guardare il film perché
ho troppa paura. Illuso, crede che gliela darò vinta
così? Non sia mai. Piuttosto muoio di paura ma non cederò!
In risposta gli porgo in malo modo la sua coppetta di gelato
e ritorno sul divano in salotto. Stiamo mangiando il gelato
con calma guardando quella specie di film. Io cerco di concentrarmi
solo sul gelato ma alla fine mi lascio prendere dalle scene
e a un certo punto l'assassino sbuca fuori da dietro la porta
e io caccio un urlo e involontariamente immergo con la mano
nel gelato di Fabio che non aspettandosi una simile reazione
lo lascia cadere. Mi volto con gli occhi spalancati verso di
lui. Guardo il suo gelato, il suo viso, il suo gelato, il suo
viso e di nuovo il suo gelato.
Ma porca paletta! Con tutti i posti dove poteva finire proprio
sui suoi jeans all'altezza dell'inguine?! Beh, forse meglio
del divano, però.
Sollevo il viso guardandolo con due occhino da cucciolo sperando
che mi perdoni. Lui mi fissa stranamente divertito.
Tremo e gli dico:
« Scusa... »
« Perché non pulisci? »
Mentre lo dice mi appoggi la mano dietro il
collo e mi sospinge il viso verso il gelato. Mi immobilizzo
un istante ma poi mi viene in mente una piccola vendetta per
la storia della scelta del film.
Fabio smette quasi subito di spingere ma io continuo. Comincio
a leccar via un po' di gelato. Solo una leccata perché
Fabio preso alla sprovvista ha subito tentato di allontanarmi
dicendo:
« Dai smettila, stavo scherzando. Non
devi farlo davvero. »
Io lo ignoro e mi avvento nuovamente sulla
sua coscia. Ovviamente ho scelto la parte della coscia coperta
di gelato più lontana possibile dal suo sesso. Do ancora
una leccata al gelato e poi affondo piano, ma non troppo, i
denti nella carne.
« Ahi!! »
Fabio mi allontana bruscamente. Gli sorrido
innocentemente prima di andare a prendere uno straccio per pulire.
Mentre torno in salotto sulla televisione scorrono i titoli
di coda e io non so nemmeno chi era l'assassino!
Uffa!