Non so davvero come sono giunto a questo punto!!
« Andrea datti una mossa che fra poco
comincia la partita »
Gabriele rimane sulla porta dello spogliatoio
per accertarsi che mi dia davvero una mossa. Io proprio non
ci riesco. Mi sfilo i jeans e il maglione rimanendo in costume.
Tralasciamo poi che ho sempre odiato il costume da “competizione”
che è così piccolo e aderente! Una cosa indecente,
potrebbero farci nuotare nudi e sarebbe meno imbarazzante. Per
fortuna rimanendo sempre in panchina potevo nasconderlo sotto
l’onnipresente accappatoio. Oggi, invece, mi vedranno
tutti dato che l’allenatore ha sadicamente deciso di farmi
giocare.
Ma dico io: ha proprio tutta ‘sta voglia di perdere?
Mentre mi aggiusto il costume e mi metto la
cuffia molto dubbioso, Gabriele entra nello spogliatoio e mi
dice:
« Sei agitato perché è
la prima volta che giochi una partita? »
« No, sono agitato perché faccio
schifo a pallanuoto e devo indossare questo costume di due taglie
più piccole che oltre a non coprire assolutamente nulla
mi sta strizzando gli attributi!! »
« Ti agiti per poco… »
« Non prendermi in giro!! »
« Se Luigi ha deciso di farti giocare
è perché ti ritiene all’altezza »
« Luigi mi fa giocare solo per punirmi!!
»
« Quella è solo una scusa! E comunque
rimanere nello spogliatoio ad angustiarti non è assolutamente
una buona soluzione. Ti stiamo aspettando per cominciare il
riscaldamento. »
« Potete farlo anche senza di me!! »
« Fabio ti sta aspettando e comincia
a preoccuparsi! »
« Va bene, va bene, vengo!! »
« Lo sapevo che al nome di Fabio ti schiodavi
subito »
Mi avvolgo nell’accappatoio e lo seguo
fino a bordo vasca. Sulle tribune c’è poca gente,
giusto i familiari e una paio di persone che non sapevano che
fare in questo bel pomeriggio invernale. La squadra avversaria
è già arrivata.
Luigi mi lancia un’occhiataccia quando
arriviamo che mi muore anche la voglia di implorarlo di lasciarmi
in panchina.
C’impartisce un paio di direttive tecniche e ci spedisce
in vasca a riscaldarci (è un eufemismo dato che l’acqua
è di ghiaccio, mi stupisco di non vedere i pinguini).
Mi sfilo l’accappatoio contro voglia
e l’appoggio sulla panchina. Mi vergogno troppo, mi sembra
di avere gli occhi di tutti addosso. Mi volto verso Fabio sperando
che non mi stia guardando.
Non solo mi sta guardando ma si sta anche avvicinando. Io entro
nel panico e con il viso in fiamme faccio per andare e raggiungere
il bordo della piscina, ma Fabio è più veloce
di me e afferrandomi per un polso mi ferma e mi dice:
« Da quando scappi da me? »
Non può farmi questo! Già sono
tremendamente agitato per la partita, e sono nudo; non può
farmi schizzare il cuore fuori dal petto con quel tono!!
Lo guardo con una faccia da ebete che pochi m’invidierebbero.
Sorride e io potrei davvero buttarmi tra le sue braccia e cominciare
ad urlargli la mia disperazione.
Mi sistema un po’ la cuffia e mi dice:
« Stai tremando, sei tanto agitato? »
Annuisco come potrebbe fare un bambino mentre
le mie guance non sembrano voler riassumere un colore normale.
« Vedrai che sarai bravissimo »
Sì, certo, come no. Farò una
pessima figura, tutta la squadra mi odierà per avergli
fatto perdere la partita, Fabio mi disprezzerà perché
non sono capace di fare nulla, la mia dignità sarà
solo un lontano ricordo e se sono fortunato, affogherò
prima dell’inizio della partita…!!
Disperato, faccio per andare quando mi abbraccia
da dietro e avvolgendomi con il suo calore mi sussurra all’orecchio:
« Se farai brutta figura mi approfitterò
del tuo bellissimo corpo per tutta la notte, quindi cerca di
mettercela tutta se tieni alla tua integrità »
Un brivido mi corre lungo la schiena prima
di mandarlo a quel paese ed entrare in acqua. L’abbraccio
di Fabio mi ha notevolmente calmato. Ora non sembro più
posseduto, anche se a sembrare normale ce ne passa.
Il fischio dell’arbitro mi fa trasalire.
Per un buon cinque minuti rimango in mezzo alla piscina imbambolato.
Poi, beh… le cose certo non migliorano! Mi muovo, ma con
pessimi risultati. Un errore dopo l’altro. Più
sbaglio, più m’innervosisco, più m’innervosisco,
più sbaglio. Ad aumentare il mio nervosismo c’è
anche quel cretino che mi sta marcando che non fa altro che
starmi appiccicato!! Me lo ritrovo sempre dietro!! Tanto che
ho pensato più volte di tirargli una bella gomitata per
farlo staccare.
Alla fine del primo tempo, grazie alle mie prodezze siamo sotto
di 5 punti: un disastro!!
Siamo a metà del secondo tempo quando Gabriele mi passa
la palla. Quel cretino del mio avversario continua a spingersi
contro di me, sento tutti i suoi dannatissimi peli del petto
contro la mia schiena. Non so a chi passare la palla, non riesco
a concentrarmi con quello lì dietro. Mi guardo intorno
ma non vedo nessuno libero, potrei provare a tirare ma da questa
distanza e con le mie capacità sarebbe un suicidio.
Poi due braccia intorno alla vita tentano mi spingermi sott’acqua.
« Mollami!! »
« Perché? Non ti piace? »
Mi divincolo cercando di liberarmi quando involontariamente
lo colpisco con il gomito. Mi molla immediatamente portando
le mani al naso che comincia a sanguinare. Lo guardo e non riesco
ad essere dispiaciuto. A dire il vero ci provo, ma una vocina
dentro di me mi dice che gli sta più che bene. Mi rendo
davvero conto di quello che ho combinato quando l’arbitro
comincia a fischiare inferocito e mi espelle. Esco un po’
confuso.
Quando mi avvicino alla panchina faccio per
spiegare l’accaduto a Luigi ma quest’ultimo mi interrompe
dicendo:
« Sta zitto e siediti!! Fabio, te la
senti d’entrare al posto di Giacomo? »
Fabio annuisce e si prepara ad entrare. Io
non ho nemmeno il coraggio di guadarlo in faccia. Dopo un po’
anche Luigi si viene a sedere sulla panchina accanto a me. È
davvero furioso. Prendo coraggio e cerco di spiegargli:
« Non l’ho fatto apposta! »
« Non mi sembra d’averti detto
che volevo sentire le tue scuse… »
« Non sono scuse, è stato un incidente!!
»
« Una gomitata sul naso del tuo marcatore
difficilmente è un incidente!! Scivolare a bordo vasca
è un incidente!! »
Sto in silenzio per il resto della partita.
Fabio non sembra molto in forma, evidentemente gli fa ancora
male la spalla, e finiamo la partita sotto di tre punti. Io
mi sento morire quando li vedo uscire dalla vasca e venire verso
la panchina. Sicuramente mi accuseranno di avergli fatto perdere
la partita con il mio pessimo gioco. Non ho il coraggio d’alzare
lo sguardo.
È il capitano ad avvicinarsi e ad appoggiandomi
bonariamente la mano tra i capelli bagnati:
« Non fare quel musetto triste, nessuno
pensa sia colpa tua se abbiamo perso »
« Grazie per la bugia!! »
« Ma dai, forse la gomitata te la potevi
risparmiare ma non hai giocato male per essere la prima volta
»
« Non gli ho tirato apposta la gomitata!!
»
« Si, certo… spiegami solo perché
l’hai fatto »
« Ti ho detto che è stato un incidente!!
Mi sono innervosito perché non faceva che starmi addosso…
mi dava fastidio!! »
Gabriele sogghigna e rivolgendosi a Fabio dice:
« Ritieniti fortunato che con quello
che gli fai tu non ti ha ancora mandato all’ospedale!!
»
A tutti sembra una cosa divertente, perché
a me no?!
Perché non capiscono il mio dramma!
Odio il contatto troppo fisico con un'altra persona, specialmente
se è un altro uomo. Non so perché con Fabio sia
diverso.
La voce di Luigi interrompe il loro divertimento:
« Piantatela di ridere e andate a cambiarvi
»
Faccio per andare anch’io negli spogliatoi
quando l’allenatore rivolgendosi a me dice:
« Dove pensi di andare?? Devi andare
a scusarti prima… »
Coooooooosa?????? Ma siamo completamente impazziti?
Io scusarmi con quello quando è lui a doversi scusare
con me? Guardo Luigi come per dire: “Ma mi stai prendendo
in giro?” ma il suo sguardo mi fa capire che no, non mi
sta affatto prendendo in giro anzi, esige che lo faccia e anche
velocemente! E’ un vero dittatore quando ci si mette!!
« Non puoi chiedermi di farlo!! »
« Infatti non te lo sto chiedendo, ti
sto dicendo che devi farlo!! »
« Ma è stato un incidente!! »
« A maggior ragione!! »
« C’è qualcosa che posso
dire o fare per convincerti a non farmi fare questa cosa profondamente
umiliante e senza senso?? »
« Fammi pensare? … NO!! »
« Sei cattivo!! »
« Lo so… ora andiamo »
E’ stato uno dei momenti più brutti
della mia vita!! Quel cretino non ha fatto altro che ridacchiare
e dire che gli avevo rotto il naso, che le scuse non gli bastavano.
Gliel’avrei spaccato per davvero se Luigi non mi avesse
portato via di peso. Cammino spedito verso gli spogliatoi senza
nemmeno far caso a Luigi che mi sta seguendo. Perché
non mi ha permesso di finire il lavoro che avevo cominciato
in vasca?? Mi sarei almeno sfogato!!
« Andrea, fermati un attimo »
« Che vuoi? »
Quando sono arrabbiato divento pure maleducato
con chi non c’entra nulla… uffa!!
« A parte la gomitata hai giocato abbastanza
bene »
« Non prendermi in giro, ho sbagliato
un sacco di cose »
« Ti consolerà sapere che mi aspettavo
molto peggio da parte tua »
« Grazie!!! »
« Sono convinto che se riuscissi ad eliminare
il fattore emotivo saresti un discreto giocatore… »
« Io non ci riesco, non sono fatto per
i giochi di squadra, preferisco la panchina!! »
« Va anche tu a cambiarti! Ne parliamo
lunedì dopo gli allenamenti… sei indecente con
quel costume!! »
« Spiritoso!! »
E’ vero che sono indecente, ma è
vero anche che tutti hanno lo stesso costume e lo dice solo
a me perché sa quanto mi vergogni ad indossarlo. Ad essere
sincero a Fabio sta davvero molto bene, mette ancor più
in risalto i suoi addominali e le gambe muscolose, ma in fin
dei conti non sono pensieri che dovrei fare!!
Raggiungo lo spogliatoio che sono ancora furioso ma l’idea
di una bella doccia e di potermi sfogare un po’ con Fabio
mi rilassa un pochino.
Quando entro trovo Fabio a petto nudo seduto
su una panca che si sta facendo fare un “massaggino”
alla spalla da Gabriele. Entrambi mi danno le spalle quindi
non si sono accorti della mia presenza.
« Fai piano che mi fa male!! »
Da quando Fabio ha una voce così, da
cerbiatto in calore?? Beh forse non proprio da cerbiatto ma
sicuramente in calore!!!
In un’altra vita devo essere stato un
serial killer per meritare di vedere una simile scena dopo una
simile giornata!!
Se prima di entrare negli spogliatoi ero furioso,
per lo stato in cui sono ora non credo ci sia un aggettivo!!
Prendo la mia sacca e mi dirigo silenziosamente verso di loro
che parlano amichevolmente. Non si accorgono della mia presenza
fino a che non sbatto (facendo molto ma molto rumore) la sacca
sulla panca dove è seduto Fabio. La sacca finisce a pochi
centimetri da loro che si interrompono bruscamente. Senza dire
una parola prendo l’occorrente per la doccia e prima di
dirigermici dico:
« Piantatela di amoreggiare, siete indecenti!!
»
« Quasi quanto il tuo costume »
Ribatte divertito Gabriele. Divertito da cosa
poi non lo capisco. Acido ribatto:
« Potrei non riuscire a trattenere i
miei istinti omicidi!! »
Detto questo mi dirigo finalmente verso le
docce. Il getto d’acqua calda è un toccasana. Cerco
di rilassarmi un po’. Non mi accorgo nemmeno di Fabio.
« Cosa ti prende? »
La sua voce è seria, forse anche un
po’ dura, ma sembra più che altro preoccupato.
Apro di scatto gli occhi e lo vedo appoggiato allo stipite della
porta della sala docce, con le braccia incrociate e il petto
nudo.
Mi volto, dandogli la schiena per cercare di nascondere il rossore
(chissà poi dovuto a cosa?).
« Non ho nulla!!… Se vuoi andare
a casa vai pure, non c’è bisogno che mi aspetti!
»
Mentre lo dico faccio finta di nulla e comincio
a insaponarmi. La sua risposta arriva dopo qualche istante.
La voce bassa mi fa tremare ma spero non se ne sia accorto:
« D’accordo! »
Detto questo se ne va.
Se ne sta andando davvero … mi volto di scatto per dirgli
di non azzardarsi ad andarsene o forse per chiedergli scusa.
Scusa di cosa, poi…? Alla fine ho tutto il diritto d’arrabbiarmi
se lui si fa fare i massaggini da Gabriele e quando gliel’ho
proposto io si è tirato indietro manco fossi un appestato!!
Sono io la parte lesa, mica lui!!
Sta di fatto che quando mi volto lui se n’è
già andato.
Vai al diavolo!!!
Non so quanto rimango sotto la doccia, una buona mezzora credo.
Sta di fatto che quando esco oltre che essere furioso sono anche
molto triste. Lo spogliatoio è ormai deserto. Mi vesto
ed esco quando vedo seduto sul muretto di fronte alla porta
Fabio.
All’inizio non so davvero cosa fare e pensare. Non posso
negare di essere felice che mi abbia aspettato ma non riesco
nemmeno a dimenticarmi di essere arrabbiato con lui e con il
mondo intero.
Quando mi vede si alza e mi si avvicina. Forse dovrei dire qualcosa
per chiarire che sono ancora arrabbiato, forse dovrei prendere
ed andarmene da solo, oppure dovrei dimenticare tutto e fare
finta di nulla…
Ma come sempre Fabio deve aver capito i miei
dubbi e con un pallido sorriso mi dice:
« So che sei furioso con me ma vorrei
comunque tornare a casa con te »
« D’accordo »
Io e Fabio abitiamo a circa dieci minuti a
piedi dalla piscina e abitiamo anche poco distanti l’uno
dall’altro. Per metà del tragitto non ho praticamente
detto una parola. Fabio non è un gran chiacchierone quindi
abbiamo camminato in silenzio mentre rimuginavo sugli avvenimenti
tragici della giornata.
Siamo quasi arrivati davanti a casa sua quando,
un po’ scocciato, Fabio mi chiede:
« Hai intenzione di tenermi il muso per
tanto ancora? »
Ma sentitelo… fa anche la vittima!!
« Sì »
« Perché? »
« Perché hai scelto un brutto
momento per farti vedere da me in certi atteggiamenti con Gabriele!!»
« Hai frainteso!! Avevo un male cane
alla spalla e si è offerto di mettermi la crema, tutto
qui. »
« Ah sì?! Cosa avrei frainteso?
Il fatto che se Gabriele ti vuole fare un massaggio tu accetti
e gli fai anche le fusa mentre se te lo chiedo io mi dici che
non è il caso…? O, aspetta, forse ho frainteso
il fatto che è un giornata di merda e che mi sarebbe
piaciuto entrare negli spogliatoi e farmi coccolare un po’
da te!!»
« Se non avessi reagito eccessivamente
come il tuo solito probabilmente l’avrei anche fatto!!
»
« Non mi hai ancora risposto!! Perché
lui si e io no? »
« Perché non sono sessualmente
attratto da Gabriele e la mia mente riesce facilmente a non
trasformare un semplice massaggio in qualcosa di sensuale ed
eccitante!! »
Deve aver perso la pazienza per parlarmi in
questo modo. Sembra quasi esasperato e probabilmente si pente
anche di come me l’ha detto perché è leggermente
arrossito. Nulla in confronto al rosso acceso delle mie guance.
La cosa più assurda è che mi viene da sorridere,
un sorriso ampio e sincero. Perché sono felice, è
la prima volta che Fabio mi dice seriamente che gli piaccio
anche in modo fisico. La cosa forse dovrebbe sconvolgermi…
oh sì, dovrebbe eccome!! Invece sento solo un gran calore
e il suo viso arrossato mi sembra tremendamente bello.
Sto seriamente dubitando delle mie tendenze sessuali!!
Siamo ormai arrivati davanti al suo portone.
Ci fermiamo e io non ho voglia di separarci così gli
chiedo se ha voglia di andare a sederci un po’ sulla panchina
del parco di fronte a casa sua.
« Perché invece non saliamo a
casa mia che c’è più caldo? »
« Tua madre?? »
« E’ fuori, torna per cena. Dovremmo
esserci solo noi. »
« D’accordo allora »
In realtà la casa non è vuota
come pensava Fabio ma per mia fortuna c’è solo
il fratello di Fabio con la sua ragazza. Luca mi saluta allegramente
e mi fa conoscere la sua ragazza. Una gran bella ragazza!! Non
c’è che dire, ha proprio buon gusto. Un corpo da
favola, un bel sorriso e deve essere anche molto simpatica.
Dopo poco però dice:
« Beh allora noi usciamo, se volete fare
le porcherie vedete di finire entro le sette e mezza che torna
la mamma »
Il fratello di Fabio è sempre così
spiritoso!!
Evidentemente devo aver osservato un po’ troppo la ragazza
di Luca mentre uscivano perché Fabio appena siamo soli,
divertito, mi dice:
« Asciugati la bava!! »
Io non ribatto e mi metto comodo sul divano.
Presto mi raggiunge anche Fabio e dice:
« Comunque per precisare, io non facevo
le fusa!! »
« A no? »
« No, quello esperto in fare le fusa
sei tu »
« Mi stai dando del gatto? »
« Sì, uno splendido gatto! »
Per scherzare allora mi metto a quattro zampe
sul divano e comincio a miagolare. Con calma mi avvicino a Fabio
che mi guarda a metà tra il divertito e lo spaventato.
Mentre mi muovo faccio in modo di muovere le spalle e il sedere
come un gatto (probabilmente sembro una pornostar che ha addocchiato
il suo topolino). Un paio di “passi” e sono accanto
a lui. Appoggio una mano sulla sua coscia e l’altra sulla
spalla e strofino il naso contro la sua guancia. Fabio mi cinge
la vita con un braccio, allora comincio a leccargli il viso.
Solo un paio di leccate ad essere sincero.
« Che schifo, piantala, mi stai leccando!! »
Mi fermo un attimo e lo guardo divertito. Sorrido
prima di dargli una leccata sulle labbra. Lui si irrigidisce
un attimo, forse stupito. So solo che dopo qualche secondo mi
ritrovo, non so nemmeno come, steso sul divano con Fabio sopra
di me.
Il suo viso è a pochi centimetri dal
mio. Lo vedo avvicinarsi e per un attimo penso che mi voglia
baciare. L’idea non mi dispiace poi troppo. Socchiudo
gli occhi in attesa delle sue labbra. Ma invece che baciarmi
si avvicina al mio orecchio e mi sussurra:
« Ricordi quello che ho detto prima della
partita, vero? Beh… direi che hai fatto una figura pietosa!!
Quindi… »
Non fa in tempo a finire la frase che lo spingo
via facendolo anche cadere per terra
« Maiale!!!! Pensi solo a quello!! »
Lui in risposta mi afferra e mi trascina anche
me sul pavimento e mentre mi palpa il sedere dice:
« Sì, sempre!! »
Mi divincolo e cerco di scappare ma Fabio riesce
a schiacciarmi a terra. Sono a pancia in giù con Fabio
sopra di me che mi impedisce ogni movimento. Ad essere sincero
mi divincolo solo per stare allo scherzo ma starei volentieri
in quella posizione a lungo, con le sue labbra sul collo, il
suo petto schiacciato contro la mia schiena e le gambe intrecciate.
Fabio appoggia una mano sul mio fianco e piano la fa scorrere
sotto la stoffa del maglione. Non si avventura molto sotto la
stoffa.
Cercando di camuffare l’ilarità con un tono sensuale
mi dice:
« Spero che Luigi ti faccia giocare ancora.
Quel costumino ti fa un sedere da favola »
L’unico mio commento è un gomitata
nel fianco che lo costringe a lasciarmi libero. Beh, sono stato
buono… al simpaticone dell’altra squadra gli ho
quasi rotto il naso!! E per molto meno!!!