NOTE: Questo racconto è un breve
side story di: Angelo Custode, scritta in occasione del
compleanno di Sara che ringrazio per tutto quello che fa
per me. La storia è ambientata più avanti
rispetto alla serie.
***
Fa decisamente, stramaledettamente troppo
caldo!!
Io non sono fatto per questa temperatura.
Non ce la faccio decisamente più!
Perché?
Perché???
Perché comincio a sudare e mi sento appiccicoso e
puzzolente.
E vogliamo parlare dei miei bellissimi capelli? Lunghi,
ricci, splendenti e morbidi. D’estate diventano uno
schifo e devo tenerli sempre legati (anche se delle ciocche
continuano a ricadermi sulla faccia rendendomi isterico)!!
Ma fosse solo quello … con Fabio non riesco a…
a… oh beh, si è capito!
Insomma!! La cosa è decisamente frustrante!
Mi alzo dal divano e vado in cucina a prendermi
qualcosa da bere. Mi sto annoiando a morte! Alla televisione
ci sono solo programmi demenziali come se in estate diventassimo
tutti degli idioti. Apro il frigo e una piacevolissima ventata
di fresco mi solletica la pancia nuda. Eh sì, non
ho saputo resistere alla tentazione di stare in mutande,
per l’esattezza con un baio di boxer bianchi attillati,
abbastanza corti. Prendo una bottiglia di the freddo e comincio
a bere dalla bottiglia senza ritegno fregandomene delle
goccioline di liquido che ogni tanto mi scivolano dalla
bocca.
« Si potrebbe pensare che tu lo faccia
apposta, ma sono più che sicuro che tu non sappia
nemmeno di cosa io stia parlando! »
La voce di Fabio mi fa sussultare facendomi
quasi strozzare con un sorso di the. Per lo spavento lascio
anche cadere il tappo della bottiglia. Mentre mi guardo
in giro alla ricerca del tappo dico:
« Infatti, non ho la più pallida
idea di che cosa tu stia parlando »
Fabio ride mentre io cerco disperatamente
il tappo che sembra scomparso. Si avvicina restando a pochi
centimetri da me e, facendomi arrossire fino all’attaccatura
dei capelli, mi sussurra:
« Mi riferisco alla carica erotica
che emanavi poco fa... La pelle lucida per il sudore, il
the che ti scivola lungo il collo…»
Mentre lo dice mi posa la mano sul collo
e segue la linea che ha percorso il the. Scende piano verso
il basso sfiorandomi la pelle solo con un dito. Devia il
percorso verso un capezzolo per poi scendere sugli addominali
e l’ombelico rallentando sempre più la sua
corsa.
« Poi giù lungo la pancia
per poi finire su questi piccoli e succinti boxer »
« Dai, fa un caldo boia! »
Lo allontano prima che raggiunga l’elastico
dei boxer e mi rimetto alla ricerca del tappo. Fabio, facendo
finta di essere scocciato, dice:
« Sembra ti interessi di più
di quel tappo che del sottoscritto! Comunque è finito
sotto il frigorifero »
« Che sfortuna!! Saranno secoli che
non puliamo sotto il frigo … ci saranno animali morti
da anni! »
Un po’ scocciato mi metto in ginocchio
per guardare sotto il frigo. Non mi rendo conto della posizione
decisamente imbarazzante che ho assunto finchè Fabio,
malizioso, dice:
« E’ sicuramente un bel vedere…
però mi tenti troppo!! »
Mi volto verso di lui e dico:
« Piantala di guardarmi il sedere
e dammi una mano, qui sotto non si vede niente »
Alla fine il tappo rimane sotto il frigorifero,
le mani là sotto non ho avuto il coraggio di mettercele.
Nervoso e insofferente vado in camera.
Accendo quell’orribile ventilatore attaccato al lampadario
(passato di moda ormai da molti anni) e mi lascio cadere
sul letto. Fabio mi segue e appena mi vede sul letto mi
dice:
« Vedo che ti sei arreso »
Apro appena un occhio per guardarlo e fargli
capire che ha proprio capito male ma non faccio in tempo
che me lo ritrovo sopra di me. Una spanna divide i nostri
corpi ma già sento il suo calore. Mi sorride dolce
quasi a chiedermi il permesso di continuare o forse solo
a dire che non ha intenzione di cedere. Io rimango immobile
indeciso se allontanarlo subito o tentare di resistere.
Le sue labbra sono piacevolmente fresche quando si posano
sulle mie. Istintivamente sollevo il viso per farmi più
vicino al suo. Gioca un po’ con il mio labbro inferiore.
Lo mordicchia, lo lecca e lo succhia piano in un gioco logorante.
I miei inviti più o meno espliciti ad approfondire
il bacio vengono totalmente ignorati. Esasperato mi allontano
e cerco di dirgli di piantarla di torturarmi ma lui è
più veloce e si rimpossessa delle mie labbra e questa
volta mi accontenta subito e le cose si fanno decisamente
molto più piacevoli.
Era tutto perfetto finchè non mi appoggia una mano
bollente sull’addome e mi regala un’eccitante
carezza. Cerco invano di non pensare al calore di quella
mano ma mi sento andare a fuoco. Ma quando abbandona la
mia bocca per baciarmi il collo proprio non resisto. Il
suo corpo contro il mio è decisamente caldo e umidiccio.
Senza pensarci su molto lo allontano.
« Andrea? »
« Andrea un corno! Fa caldo e tu
sei bollente! »
« Secondo te perché sono così
bollente? »
« Mettiamola così: o trovi
un modo per non farmi sentire caldo o per l’intera
estate ti scordi le mie grazie!! »
Fabio non dice una parola e si chiude in
bagno. Ad essere sincero ci rimango male, speravo avrebbe
insistito un po’ di più. Poi mi viene un atroce
sospetto … non è che … che … oddio!!
Non può farmi questo!
Mi alzo di scatto e mi dirigo verso il bagno. Busso con
insistenza alla porta ma non ottenendo risposta comincio
a urlargli:
« Che diavolo stai facendo in bagno!!??
Non osare sostituirmi con una squallidissima mano. Hai capito!!!
»
La porta si apre improvvisamente, facendomi
sobbalzare. Non faccio in tempo a dire nulla che Fabio mi
prende in braccio e, con qualche difficoltà (infondo
non sono una piuma), mi porta verso la vasca piena d’acqua
e mi ci butta dentro così come sono. L’acqua
è piacevolmente fredda.
Si appoggia con una mano al bordo della vasca e si sporge
verso il mio viso. Convinto che voglia baciarmi chiudo gli
occhi in attesa delle sue labbra ma non mi bacia.
« Puoi toglierti quei boxer…
non coprono più molto! Non che prima lasciassero
molto all’immaginazione »
Antipatico!! Ma in effetti ha ragione.
Bagnati lasciano vedere proprio tutto. Ma invece che togliermeli
dico:
« Spogliati e vieni dentro a togliermeli
tu! »
« Ne sei sicuro? Non è che
avrai troppo caldo? »
« Non pendere in giro! »
Fabio mi sorride malizioso e comincia a
slacciarsi con molta molta calma il bottone dei jeans. Con
altrettanta lentezza apre la cerniera lasciando intravedere
i boxer rigorosamente attillati neri e sotto un inizio di
erezione. Vorrei che si desse una mossa ma in fondo mi merito
questa punizione.
« Che cosa stai guardando? »
Mi chiede volutamente malizioso. Ben sapendo
quale sarà la mia reazione. E, infatti, quasi a non
volerlo smentire, il mio viso si tinge di un rosso acceso
mentre balbetto imbarazzato:
« I … i boxer! »
« Davvero? Non quello che c’è
sotto? »
Con la mano sfiora appena la stoffa dei
boxer per sottolineare le forme di ciò che coprono.
L’acqua ghiacciata non allevia la sensazione di caldo
soffocante che mi invade in quell’istante e il desiderio
che prepotente si fa sentire. Parlo, ma la voce esce roca
e quasi indecente:
« Fabio ti prego … »
« Cosa Andrea? »
« Sbrigati! »
« A fare cosa? »
« … A spogliarti e a entrare
in questa dannatissima vasca per fare cose molto ma molto
sconce e molto, molto, molto appaganti per entrambi »
Fabio ride divertito e sembra soddisfatto
della tortura inflittami tanto che si sfila i jeans e i
boxer ed entra nella vasca. Non ci dilunghiamo molto in
convenevoli.
Le sue mani si posano immediatamente sul mio sedere e stringendomi
piano i glutei mi attira verso di se per un bacio appassionato.
Gli circondo il collo con le braccia e mi schiaccio contro
il suo corpo. Le sue mano abbandonano presto le mie rotondità
e scivolano tra le mie gambe. Mi accarezza piano l’interno
della coscia. Manovra facilitata dal fatto che sono in ginocchio
e sono costretto a tenere le gambe divaricate mentre lui
se ne sta comodamente seduto sotto di me. La mano si fa
improvvisamente più audace e si intrufola sotto i
boxer sfiorandomi il sesso decisamente pronto a qualcosa
di più che una semplice carezza. Mugugno disperato
e frustrato, contorcendomi lascivo. Sono indecente ma due
settimane di astinenza mi hanno tolto qualsiasi inibizione.
Fabio sembra divertito dal mio comportamento a giudicare
dal sorriso che ha stampato sulle labbra. Labbra che dopo
qualche secondo sono sul mio petto impegnate a posarmi baci
leggeri sulla mia pelle. Quando le sue labbra si posano
sul mio capezzolo non riesco a trattenere un gemito. Istintivamente
mi porto le mani sulla bocca in un gesto fin troppo pudico
per i nostri trascorsi mentre il mio viso già arrossato
diventa di un rosso acceso.
Fabio abbandona il mio capezzolo e mi guarda divertito;
mi allontana dolcemente le mani dal viso.
« Non mi privare dei tuoi gemiti
»
Lo guardo con due occhioni pieni di puro
amore, felice per quello che ha detto. Ma cambio presto
espressione quando dice:
« Sono un po’ striduli e sembri
un gatto in calore ma tutto sommato sono piacevoli da sentire
»
« Beh … tu sembri un caprone
e nemmeno in calore »
Dico a metà tra il divertito e l’arrabbiato.
« Un caprone? Beh … giudica
tu se non sono in calore »
Mentre lo dice conduce la mia mano verso
la sua erezione. Mi sento tremendamente in imbarazzo quando
la avvolgo con la mano e comincio a muoverla per dargli
piacere. Mentre sono intento in quella pratica Fabio mi
stuzzica sfiorandomi il sesso attraverso la stoffa bagnata
dei boxer che ormai mi stringono sempre più fastidiosamente.
Quando me li abbassa lo ringrazio con un sussurro a fior
di labbra prima di baciarlo con dolcezza.
Sento le sue dita intrufolarsi tra le natiche fino a raggiungere
l’ano. Mi massaggia con estrema dolcezza prima di
spingere un dito dentro il mio corpo. Istintivamente contraggo
i muscoli di tutto il corpo.
« Ahia! »
Protesta Fabio mentre allontana la mano.
Io lo guardo un po’ stupito quando dice:
« Molla! Mi stai facendo male! »
Mi rendo conto solo in quell’istante
che senza rendermene conto ho stretto un pochino troppo
quello che avevo tra le dita.
« Scusa!! »
« Scusa un corno. Dovresti sapere
che sono parti delicate! »
« E’ anche colpa tua. Potresti
evitare di farmi certe cose mentre ti sto toccando. Sai
che posso avere reazioni inaspettate »
Fabio scuote la testa e mi sussurra piano
nell’orecchio:
« Smettiamola di giocare… »
Potrei venire anche solo per il modo in
cui l’ha detto … così dolce e sensuale
da farmi correre i brividi lungo tutta la schiena.
Senza aspettare alcuna risposta mi guida verso il suo sesso
e mi penetra con una velata impazienza. Mi sento il cuore
in gola mentre comincio a muovermi regalando ondate di piacere
ad entrambi. Non mi curo nemmeno dei miei gemiti da “gatto
in calore”. Presto, troppo presto, raggiungo l’orgasmo
seguito poco dopo da Fabio. Spossato mi lascio sorreggere
dalle braccia di Fabio che mi stringono con forza. Rimango
immobile qualche istante assaporando quella splendida sensazione
di puro appagamento mischiato all’intorpidimento dei
muscoli e dal calore dato dal sesso di Fabio ancora nel
mio corpo. E’ Fabio il primo a muoversi sollevandomi
quel tanto che basta per liberarmi del suo sesso. Grugnisco
in segno di protesta mentre mi abbandono sul suo petto a
modi koala rimanendo però in ginocchio. Fabio si
limita a baciarmi con estrema dolcezza e dire:
« Non ti fanno male le gambe in quella
posizione? »
« Non preoccuparti, ormai non le
sento più! Mi sa che per un paio di giorni non riuscirò
a camminare. »
A metà tra il divertito e il preoccupato
mi aiuta a girarmi. Ogni movimento è una tortura
ma alla fine ce la fiaccio. Esausto, appoggio la schiena
contro il suo petto e mi faccio avvolgere dalle sue braccia.
Allungo le gambe doloranti e mi abbandono alla piacevole
sensazione d’appagamento dei sensi. Piacevoli sensazioni
accentuate dal massaggio delicato dell’acqua fresca
e dalle carezze leggere che mi regala Fabio. Rimaniamo in
quella posizione e in silenzio a lungo. E’ Fabio il
primo a parlare:
« Dovremo fare l’amore nella
vasca per tutta l’estate? »
« Direi almeno fino a settembre »
-fine-