Titolo Italiano: Ernesto
Titolo Originale: Ernesto
Autore: Umberto Saba
Casa Editrice: Einaudi

Scheda a cura di: Riko
Inserita il: 21 novembre 2005

Aspetti Positivi: sincero, esplora (abbattendo luoghi comuni) un tempo e un luogo di cui si conosce ben poco, soprattutto riguardo alle condizioni degli omosessuali.
Aspetti Negativi: interrotto (perché incompleto) proprio sul più bello.
Consigliato a chi: vuole uscire dalle prospettive mentali cui abituano gli yaoi, e non teme la totale assenza di romanticismo.

Trama: La vicenda è ambientata a Trieste, negli ultimi anni del 1800; il protagonista, Ernesto, è un ragazzo alle soglie dei diciassette anni che viene per la prima volta in contatto con la sessualità; quella omosessuale – incarnata dal rude garzone dell’azienda presso il quale il giovane lavora – e quella etero – nelle forme di una prostituta pagata apposta “per diventare uomo” e “provare la differenza”. E’ una presa di conoscenza graduale, che tuttavia Ernesto affronta senza crisi, od incertezze, anzi: con vivace e semplice spensieratezza.

Commento: Chi è abituato a pensare a Saba come noioso poeta scolastico, dimentichi pure quanto appreso e si immerga nella lettura di Ernesto; un libro che con le altre opere dell’autore ha ben poco da spartire, se non il malcelato interesse (esplicitato nel romanzo) per le tematiche omoerotiche.
Il libro è un bell’esempio di scrittura veloce e “facile”; le parti dialogate e narrate si alternano in modo meccanico e alleggeriscono la struttura già agevole di per sé.
Nella versione indicata (ma ne esistono altre) per i discorsi diretti si adopera il dialetto triestino, appena edulcorato, e con qualche traduzione in italiano fra parentesi (inserite dall’autore stesso); ma anche per chi non ha esperienze con la lingua, dopo poche pagine si “entra” nel sistema e svanisce qualsiasi difficoltà.
Interessante è il contesto storico, del quale nulla – o ben poco – si sa; specialmente sulle condizioni degli omosessuali, allora meno ghettizzati di quanto si creda oggi.
In generale, il romanzo è scorrevole (si legge in massimo qualche giorno) ed efficace; unica pecca, la mancata conclusione che l’autore – per timore o per vecchiaia – non osò mai scrivere: al ragazzo Ernesto è precluso quindi qualsiasi esplicito (ma la fantasia ai lettori non manca ^___-) happy ending.

Giudizio complessivo: