Titolo Italiano: Mentre l’Inghilterra dorme
Titolo Inglese: While England Sleeps
Autore: David Leavitt
Casa Editrice: Mondadori
Scheda a cura di: Belial
Inserita il: 13 febbraio 2006
Positivo: Evocativo, toccante e molto dolce
Negativo: In parte, un plagio
Consigliato a chi: apprezza le ambientazioni storiche e a
chi ha paura di ciò che è.
Trama: Brian Botsford a Edward Phelan s’incontrano ad un comizio di simpatizzanti repubblicani nella Londra anni ’30. Intrisa com’è di politica e di questioni sociali, Londra fa per un attimo perdere ai due la percezione della differenza delle loro classi. Il primo infatti è uno scrittore borghese, laureato a Cambridge, il secondo invece è un operaio della metropolitana. L’attrazione è fortissima e i due la condividono e la consumano in segreto. Mentre Edward non ha grossi problemi nei confronti di ciò che è, Brian ha paura e, sotto pressioni familiari e sociali, decide di voler condurre una vita eterosessuale “normale”. Questa sua decisione e la sua totale incapacità di capire Edward, portano la crisi prima e la tragedia dopo in questa coppia. Edward, disperato per il tradimento dell’amante, parte volontario per la Spagna, ma lui non è un soldato e di sicuro, è poco abituato alla vita di campo. Brian capisce il suo enorme errore forse troppo tardi, ma parte lo stesso per la Spagna nella speranza di rivedere Edward.
Commento: Ho letto il libro prima di scoprire
che fosse in parte un plagio e ho letto la versione “rivisitata”,
non quella originale che appunto, è stata accusata di essere una copia
(causa per altro poi vinta, Leavitt ha dovuto quindi cambiare parte del suo
racconto), per cui la macchia della scopiazzatura è venuta solo in
seguito. Devo dire che ci sono rimasta molto male perché ritengo che
se uno scrittore non abbia cose da dire, sia molto meglio che taccia piuttosto
che usare la voce di altri.
Ora pare che la versione in commercio sia sufficientemente originale da considerarsi
un’opera propria di Leavitt.
Messa quindi da parte la macchia di cui sopra, il libro è un racconto
struggente e molto coinvolgente.
E’ narrato tutto in prima persona e in flash back, perciò già
dalla prima pagina si sa che alla fine non avremo il tanto sperato happy ending.
Il prologo infatti (ambientato nel 1978) introduce la figura di Brian come
una figura vecchia, stanca ma soprattutto carica di rimpianti. Dice subito
che fine ha fatto Edward, e solo dopo inizia a narrare. Ci sono almeno tre
punti di forza di questo libro. Il primo è l’ambientazione storica
che è sempre in sottofondo, ma risulta viva e quasi angosciante, proprio
come gli stessi protagonisti la vivono.
La seconda è la narrazione di prima persona che ti porta ad innamorarti
di Edward (senza che, per altro, Brian lo capisca subito), ma ti porta anche
ad odiare Brian quando diventa freddo, cinico e s’istupidisce per assecondare
quello che lui ritiene essere giusto. Le pressioni di famiglia e società
nei confronti della sua omosessualità ci sono, ma sono soprattutto
auto-imposte da un’educazione ed una morale troppo in contrasto con
la sua persona.
La terza è proprio l’atmosfera di rimpianto che permea tutto
il libro. Ogni pagina (di cui le prime e le ultime in particolare) sono intrise
di questo sentimento e della consapevolezza di aver sbagliato il passo più
importante della propria vita. La figura di Brian “vecchio” si
lascia vivere senza avere più lo spirito che era tanto coinvolgente
durante la sua gioventù. E’ completamente rassegnato alla solitudine
che le sue azioni hanno causato.
Nota: ho letto il libro in inglese, dopo l’esperienza “funesta” della traduzione italiana de “la Lingua perduta delle gru” (vedi recensione). Non so quindi la sig. Delfina cos’abbia fatto…
Giudizio complessivo: ![]()
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