Titolo:
Un giorno questo dolore ti sarà utile
Autore: Peter Cameron
Collana: Fabula
Casa Editrice: Adelphi
Anno pubblicazione: 2007
Prezzo: 16,50 €
ISBN: 978-88-495-2181-0
Scheda a cura di: riko
Inserita il: 01 settembre 2007
Aspetto positivo: piacevole, scorrevole,
contiene spunti molto interessanti.
Aspetto negativo: si legge sin troppo in fretta, e non rimane
quasi nulla impresso.
Consigliato a chi: ama le tematiche adolescenziali, o a coloro
cui è piaciuto Il Giovane Holden.
Trama: James è un diciassettenne new-yorkese decisamente anomalo, il cui unico sogno è acquistare una casetta in campagna dove vivere in solitudine e leggere i suoi adorati libri. L’università non lo interessa, i compagni lo annoiano, la psichiatra da cui è costretto ad andare gli pone solo domande e trabocchetti insidiosi. Le sole persone che il giovane apprezza veramente sono la nonna, una vecchietta smemorata ma arzilla, e John, che lavora alla galleria d’arte di sua madre.
Commento:
Un libro piacevole come un temporale estivo, che tuttavia passa senza portare
grossi cambiamenti. La storia raccontata è uno stralcio della vita
del protagonista, che narra in prima persona saltando dal passato al presente
con noncuranza (ogni capitolo è etichettato dalla data, per non smarrirsi).
Tutto ruota intorno ad un episodio “chiave” (che rimane oscuro
fino all’ultimo), avvenuto in passato durante una gita scolastica; qui
il protagonista ha avuto un crollo nervoso, e da allora la certezza di non
essere “normale” si è insinuata sempre più profondamente
nella sua esistenza.
L’aspetto più piacevole è la capacita auto-critica con
cui il giovane tenta di definirsi, lucidamente e senza scadere in vittimismi
ne’ restare invischiato dalle regole sociali. Il racconto è ironico,
a tratti divertenti, in altri punti angosciante, e alterna la descrizione
degli eventi a riflessioni sempre ben riuscite.
Il contenuto gay è veramente bassissimo, anzi l’omosessualità
non è che un microscopico punto indefinito nell’affresco della
vita del protagonista; punto che tuttavia potrebbe risultare decisivo per
chiarire il resto del quadro. Ma la forma a “stralcio” del romanzo
non permette questo chiarimento, ne’ se ne sente il bisogno; il libro
è godibilissimo nella sua incompletezza.
Una nota negativa, che si aggiunge all’incapacità di andare oltre
quelle poche ore di intrattenimento, è la traduzione italiana, che,
per motivi ignoti, adopera le “e” anche quando ci vorrebbe “ed”.
Provare per credere, è una minuzia che risulta terribilmente fastidiosa.
Giudizio complessivo: ![]()
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