Data: 28.02.06
Argomento: televisione
Da
mercoledi 1 marzo Italia1 trasmetterà la seconda serie del telefilm
OZ (composta da 8 puntate). Le puntate andranno in onda ogni mercoledi alle
00.10. Questa serie è da non perdere perchè arriva uno dei personaggi
più interessanti (a mio avviso almeno) della serie: keller. Ma non
solo, finalmente inizia la storia d'amore tra due carcerati. Se vi è
piaciuta la prima serie dovete assolutamente vedere anche la seconda. Ricordo
(per chi non conoscesse la serie) che è una serie molto cruda e violenta.
Alcuni di voi lo conosceranno in quanto è stato trasmesso
sulla fox. Ma è famoso anche nel mondo dello yaoi in quanto ha ispirato
il manga Under Ground Hotel.
Il telefilm tratta con crudo realismo le storie dei carcerati lasciando nulla
all'immaginazione.
La violenza è un fattore predominante ma anche l'omosessualità
trova largo spazio, sia direttamente che indirettamente.
Ambientata nella sezione speciale “Il Paradiso” di un carcere statunitense – detto per l’appunto “OZ” – la serie si caratterizza per il realismo e la cruda spietatezza con cui la vita quotidiana dei detenuti viene narrata. Non vi sono filtri, niente è lasciato all’immaginazione; le vicende di personaggi diversi – criminali, ladri, spacciatori, ma anche guardie – si intrecciano in una trama in cui l’“evento” più frequente, il più probabile, è la morte; ma non mancano stupri, vendette, spaccio, amicizie. Violenza e atrocità sono all’ordine del giorno; e insieme ad esse, serpeggia male occultato il desiderio carnale – inevitabilmente, perché di carcere si tratta, omosessuale; e non è escluso che da esso non possa nascere un giorno qualcosa di più profondo.
La vicenda ha inizio, approssimativamente, con l’entrata
nel carcere di Tobias Beecher, colpevole di aver investito una bambina mentre
era alla guida in stato di ebbrezza; immediatamente assegnato al “Paradiso”
– una sezione sperimentale in cui ai detenuti viene concessa maggiore
libertà in cambio della rinuncia alla privacy – l’uomo
finisce presto nelle grinfie di Schillinger, ariano per fazione, che lo costringe
alle umiliazioni più atroci.
Ma Beecher non è il personaggio principale, ne’ esiste, a dire
il vero, un centro di focalizzazione per la narrazione. Ogni episodio riguarda
un caso specifico, un evento, o un uomo; al centro di tutto troviamo l’eterna
lotta fra le “fazioni” cui i detenuti – per nascita o ideologia
– scelgono di appartenere; Zombies, Ariani, Mangiaspaghetti (indovinate
un po’? ^^°°), Musulmani ed altri, continuamente alleati o nemici
per fronteggiare questo o quell’avversario.
In un realistico scenario, si intrecciano numerose e complicate vicende, coinvolgendo
un impressionante numero di personaggi, tutti diversi, tutti magnificamente
tratteggiati.
Unica regola del saggio spettatore? Non affezionarsi mai troppo a nessuno
di essi.


Link correlati:
Recensione
presa su Mediaset.it