THREE WOLVES MOUNTAIN
La recensione è a cura di riko



     INFO MANGA:

Titolo: Three Wolves Mountain
Mangaka: Naono Bohra
Genere: Yaoi
scanlations: Storminheaven

     INFO RECENSIONE:

Autrice: Riko
Data: 08.05.2005
Ultima modifica: 28.08.2005

     COMPRA (vol. giapponese):


Titolo Originale: Three Wolves Mountain {La Montagna dei Tre Lupi}
Autrice: Naono Bohra (o Boura)
Pubblicato nel: 2003
Pubblicato da: Super BBC
Numero di volumi: 1
ISBN: 4-8352-1484-6
Genere: yaoi
Scanlations: Storminheaven

       INTRODUZIONE:

Su una montagna vive solo il “lupo solitario” Susugi Kaya, barista di giorno, guardiano del cimitero la notte. Una sera, uscito per il suo giro di pattuglia, l’uomo incontra Tarou e Jirou Tsukihara, fratelli appartenenti a una stirpe di lupi mannari. I due, affamati e senza casa, chiedono ospitalità e così ha inizio la convivenza fra i “tre lupi” che danno il titolo alla storia. Convivenza non di certo semplice, per i caratteri diversi degli individui, ma sicuramente “ammaliante”… tanto che nel giro di sei mesi o poco più ne’ Jirou ne’ Susugi potranno pensare di vivere ancora in solitudine…
Three Wolves Mountain è sicuramente una delle storie più belle della Bohra. Partendo da spunti totalmente originali, si sviluppa verso luoghi comuni che solo alla fine si svelano per quello che sono, cioè altre pazze trovate dell’autrice che – come sempre – non ama muoversi fra gli stereotipi.
Composta da 5 capitoli più un gustosissimo extra, la vicenda sin da subito stupisce il lettore, e lo scaraventa in un mondo di ironia e battute scherzose – spesso sottili, per nulla messe in risalto – che costituiscono la parte più divertente del manga; a queste si alternano però momenti tristi e di una dolcezza indescrivibile.
E’ evidente lo stampo da “uscita su rivista”, che spezza i fatti in capitoli piuttosto rigidi e quasi godibili come oneshots: in ciascuno si può ritrovare la struttura tipica della fiaba, con 1)situazione iniziale di calma, 2)sconvolgimento/litigio, 3) ripristino della pace iniziale con annessa scena di sesso (tutte esplicite ma non dettagliate, e soprattutto non morbose, di appena cinque o sei pagine al massimo). Fanno eccezione le ultime due storie, che in realtà ne costituiscono una sola interrotta (secondo uno schema alternativo ma sempre tipico di rivista o storia a puntate) proprio nel climax.
Lo stile grafico si caratterizza per la plasticità dei corpi e il modo particolare di distribuire il bianco e il nero. Il tratto è pulito e semplice, e aggiunge all’espressività dei volti una sincerità fortissima. Naono Bohra riserva un’ottima cura ai dettagli, in particolare all’abbigliamento e all’arredamento delle case, che non sono mai banali ma anzi caratterizzate così bene da “stamparsi” nelle menti dei lettori attenti (fate caso al bellissimo cactus nella stanza-soppalco di Susugi ^^). Da notare l’abilità della mangaka nel disegnare le parti di animale, in particolare Tarou, che in alcune scene sembra uscito da una fotografia; sfortunatamente la mimica dell’animale è completamente diversa da quella degli altri personaggi, per cui a volte può capitare di fraintendere il significato degli sguardi… affidatevi ai dialoghi. ^^°°

       PERSONAGGI:

SUSUGI KAYA:
custode del cimitero su una montagna, ha aperto un bar per trascorrere le ore diurne; nel tempo libero coltiva un orticello. Orfano dei genitori, è stato adottato dai parenti ma il capofamiglia molestava lui e suo fratello. Ha un carattere chiuso e solitario, ed esprime a fatica i sentimenti; spesso è a disagio con le persone, ma non lo è per niente con gli animali.

JIROU TSUKIHARA:
un ragazzo della famiglia Tsukihara (= luna piena), i cui membri, chi più chi meno, portano il sangue dei lupi mannari; nelle notti di luna piena gli spuntano artigli, coda e orecchie. Lascia la casa col fratello per diventare indipendente. All’inizio della storia sembra essere soprattutto infantile e capriccioso, ma negli ultimi capitoli acquista maggiore maturità.

TAROU TSUKIHARA :
fratello di Jirou. Normalmente è un lupo, ma nelle notti di luna piena si trasforma in un umano a cui restano volto e coda di animale. Possiede il sangue più forte dei lupi mannari della famiglia Tsukihara. Più grande dei due fratelli, è straordinariamente forte e serio; guadagna lui stesso i soldi (come? O_o) per mantenere sé e Jirou.

SUSUGI KAI:
fratello di Kaya. Veniva molestato dal capofamiglia, e sfogava le sue sofferenze sul fratello, che però lo rifiutò; dopo questo decise di suicidarsi, e ora vive sotto forma di spettro nel cimitero di cui Kaya è guardiano.

JIN TSUKIHARA:
il padre di Tarou e Jirou. E’ un uomo all’apparenza autoritario che si rivela però succube e dipendente dalla moglie. Non dimostra nessun segno del sangue dei lupi mannari.

ERIKA:
moglie di Jin e madre di Tarou e Jirou. E’ una donna di mezza età ancora giovanile che agisce – di fatto – come l’unica padrona di casa.


AKIHI:
fidanzata di Tarou, porta il sangue più debole dei lupi mannari. Di aspetto fisico identica ad un uomo, svela nel carattere la femminilità. E’ innamoratissima di Tarou ma sembra avere anche un debole per Susugi.

 

      RIASSUNTO:

attenzione spoiler
Il primo capitolo inizia con Susugi a spasso per il cimitero, in una buia e inquietante notte. D’un tratto, un rumore attira la sua attenzione e immediatamente dopo un gigantesco cane lo scaraventa nell’acqua. Rialzatosi fradicio, il custode delle tombe inforca il fucile e si prepara a sparare sui suoi aggressori che nel frattempo… si sono gettati come topi famelici sulla sua cena!!
Così Susugi incontra Jirou e Tarou Tsukihara, in apparenza un cane e un ragazzo normalissimi, e li porta a casa sua per sfamarli degnamente; al termine del pasto, il ragazzo chiede al custode ospitalità per qualche tempo, ma l’uomo rifiuta. Allora il cane – che in realtà è un lupo – parlando come un umano si scusa e incita il fratello a lasciare il luogo, non prima di aver promesso a Susugi di pagare per la cena gentilmente offerta. Susugi rimane decisamente poco stupito di sentir parlare un cane, e, dopo aver appurato che non si tratta di un demone, accetta finalmente di mantenere i due fratelli in cambio di un aiuto per il bar-ristorante che gestisce. L’uomo non chiede alcuna spiegazione alle “creature”, ma anzi da subito le accetta per quello che sono, e questo finirà con l’avere ripercussioni soprattutto sul carattere ottimista di Jirou…
Intanto ha inizio la convivenza fra i tre, e per qualche tempo la loro vita sembra scorrere placidamente; Tarou aiuta Susugi nella ronda notturna mentre Jirou serve come cameriere al bar. Ben presto, però, il ragazzo comincia a sentirsi geloso e a rattristarsi del fatto che Susugi sembra sorridere solo ai clienti, esseri umani, e non a lui. Susugi, a sua volta, non appena si rende conto del cattivo umore di Jirou diventa ansioso lui stesso, e a ben poco servono i suggerimenti di Tarou offerti ad entrambe le parti. Una sera Susugi, mentre è in giro – solo – per la ronda, viene attaccato da un gruppo di razziatori decisi a ripulire le tombe; a casa, Jirou e Tarou, impegnati in una discussione, avvertono improvvisamente l’odore del sangue e si precipitano a salvarlo. Con la luna piena che brilla in cielo, i due fratelli Tsukihara assumono sembianze semi-mostruose e sconfiggono i razziatori con grande facilità; Jirou e Susugi si mettono poi a parlare, intanto un ladro si rialza e sta per ferire il ragazzo, ma Susugi si mette davanti e lo protegge col suo corpo… Una classica scena da love-story. L’uomo si risveglia a casa, nel suo letto, perfettamente guarito: Jirou lo ha leccato, e si dà il caso che la sua saliva abbia proprietà curative… La domanda “hai leccato il mio corpo perché sei in calore?” fa nascere un acceso dialogo fra i Jirou e Susugi, che si conclude con il desiderio del ragazzo “vorrei essere tuo”.
I due finiscono così col fare l’amore, nonostante le diffidenze iniziali dell’uomo, che ben presto si renderà conto dell’errore…
La mattina, infatti, quando Tarou (che era andato al commissariato a consegnare i criminali alla giustizia) torna a casa, trova Susugi completamente in balia di un Jirou “assatanato”; per il ragazzo è arrivata la prima stagione dell’accoppiamento!!

Il secondo capitolo è dedicato a Kai, il fratello di Susugi.
L’episodio si apre con un’idilliaca scenetta con Susugi impegnato a spazzolare il pelo di Tarou – operazione che reputa “rilassante” – quando Jirou irrompe sul portico e fa una scenata di gelosia, riportando anche alla mente il ricordo della “notte infernale” (cap.1): a questo punto Susugi si infuria col ragazzo e lo sbatte fuori casa.
Jirou vaga per la montagna fino a fermarsi al cimitero, dove ne approfitta per sfamarsi con le offerte di cibo lasciate ai defunti (N. Bohra ha un certo gusto per l’orrido ^^°°°); mentre sta mangiando, arriva un ragazzo semi-trasparente e si mette a fare conversazione con lui. Il ragazzo – uno spettro – svela di essere Kai, il fratello maggiore di Susugi, morto in giovane età. I due conversano per un po’, ma quando il discorso cade su argomenti più personali lo spettro risponde evasivamente e se ne va. Nello stesso istante arriva Susugi, e riporta a casa Jirou (felicissimo di vedere che l’uomo si preoccupa per lui!); mentre vanno via lo spettro riappare e li guarda malignamente.
Nei giorni seguenti pare ristabilirsi una certa armonia fra Jirou e Susugi, tanto che l’uomo si abbandona a pensare a come la sua vita sia cambiata da quando ha incontrato i due fratelli Tsukihara. Proprio mentre sta riflettendo, e ha chiuso gli occhi, compare lo spettro di Kai e lo incita a smettere di vivere con Tarou e Jirou; ma in quel momento arriva Jirou che – essendo magico e quindi in grado di avvertire la presenza di creature sovrannaturali – vede il fantasma in procinto di baciare Susugi, e fa un’altra scenata isterica. Susugi si sconvolge parecchio nel sentire il nome del fratello morto, e una volta appreso da Jirou come stanno le cose, cade in uno stato di malinconica depressione.
Veniamo così a conoscere il passato dei fratelli Kai e Kaya, orfani di genitori e dati in adozione agli zii: Kai, il maggiore, veniva regolarmente violentato dal capofamiglia. Un giorno decise di sfogare il suo dolore violentando a sua volta Kaya: ma questi si ribellò e lo respinse, portando così al suicidio il fratello maggiore.
Susugi è ancora molto provato da queste vicende, e parla di “voler raggiungere il fratello”, ma Jirou irrompe nella stanza e lo insulta, dopo avergli tirato un sonoro ceffone, dopodiché esce arrabbiato dalla casa e si mette a vagabondare per il cimitero. Qui, purtroppo, il ragazzo ha la sfortuna di incontrare un gruppo di razziatori di tombe, che lo assalgono armati di coltelli: in particolare uno di essi lo pugnala alle spalle, e un attimo prima di perdere i sensi (ricordiamo che difficilmente gli Tsukihara possono morire ^^°°) Jirou riconosce in lui lo spettro di Kai. Nel frattempo irrompono nel cimitero Tarou e Susugi, intervenuti per salvare il ragazzo: finalmente lo spettro – tramite il corpo del ladro – può parlare con Kaya e i due possono confrontarsi.
Kai è intenzionato ad uccidere il fratello, parla di “tornare insieme” e almeno in un primo momento Susugi sembra credergli; ma Jirou li interrompe e accusa il fratello maggiore di egoismo e di giocare a fare la vittima. Lo spettro è allibito, ma stavolta è Kaya a rivolgersi direttamente a lui: gli dice che Jirou e Tarou sono la sua unica ragione di vita, e di non dubitare del suo affetto; lo spettro, commosso, lascia il corpo del razziatore, si mostra per pochi istanti al fratello e poi svanisce, finalmente sereno.
Susugi porta a casa in braccio Jirou, che però è rimasto ferito gravemente all’addome. Il ragazzo prova a curarsi usando la propria saliva, ma quando Susugi realizza che è troppo lento lo bacia e lo cura lui stesso.
Inutile aggiungere altro sulla conclusione, basti sapere che la mattina dopo si ripresenta la medesima scena d’apertura, con un Susugi intento a spazzolare Tarou ma che stavolta oppone, alle proteste di Jirou, un secco “tu non hai il pelo, non mi piacerebbe farlo con te”.

Il capitolo terzo inizia con la ronda notturna di tutti e tre i personaggi al cimitero; all’improvviso (come nel primo capitolo) Susugi viene colpito alla testa e si risveglia nel proprio letto, completamente solo: un biglietto sul tavolo svela che l’aggressore altri non era che il signor Tsukihara, padre di Jirou e Tarou, venuto a chiedere ai figli di tornare a casa per una malattia della madre.
Gran parte del capitolo è ambientata quindi fra le mura di casa Tsukihara, dove conosciamo il padre, Jin, uomo burbero e autoritario, apparentemente incapace di assumere sembianze animalesche, e la madre, cordiale e svampita, che invece appare sovente sotto forma di lupo. Dopo un breve malinteso iniziale, si scopre che la donna, che di nome fa Erika, non è affatto malata, ma anzi sta per dare alla luce un bambino. I due figli decidono (ehm… diciamo che sono “pesantemente convinti” ^^°°) di restare ad assisterla per qualche giorno.
Intanto Susugi, a casa, non sopporta più di vivere in solitudine, e disperato comincia a dubitare che Jirou e Tarou tornino mai indietro; così, preso dal dubbio, svolge delle ricerche (presso l’anagrafe, suppongo) e rintraccia l’indirizzo della famiglia Tsukihara.
La notte in cui Erika dà alla luce il bambino, c’è una gran confusione in casa: i due figli si danno d’affare per aiutarla, e finalmente, dopo aver visto la bellissima bambina (una lupacchiotta, a dire il vero ^^°°) tornano in salotto e vi trovano Susugi con un grembiule addosso che tiene compagnia alla balia (lupa pure lei ^^°°)!!!. L’uomo spiega al padre di Jirou e Tarou, che vorrebbe tenersi i figli a casa, di non poter più fare a meno della loro compagnia, e di preferire la morte alla solitudine. Jin è ancora scettico, ma l’intervento di Erika – che in casa pare essere l’unica reale padrona ^^°° – fa volgere definitivamente le cose a vantaggio dei nostri. ^___^
Susugi e Jirou tornano così a casa, mentre Tarou si intrattiene per motivi poco chiari, tra cui la volontà di non fare “la candela” fra i due.
A casa effettivamente Susugi sembra impaziente di fare l’amore col ragazzo, il quale rifiuta, dicendo di essere troppo sporco (“21 giorni a casa, non mi sono lavato”… O_o) ma poi nella vasca si abbandona al piacere col suo amante.
Circa quindici giorni dopo (salto temporale) Tarou torna alla casa sulle montagne, con addosso i resti di una catena legata al collo, che pare essere stata applicata dalla fidanzata per impedire la fuga del lupo… ^^°°

Il capitolo 4 e il 5 costituiscono una storia unica.
La prima scena – spezzando l’ordine narrativo dei capitoli precedenti – vede Susugi e Jirou “impegnati” a letto: bastano poche occhiate per rendersi conto che – per motivi che verranno fuori in seguito – il ragazzo-lupo è disegnato in modo decisamente più maturo. Al cambiamento esteriore corrisponde infatti anche una crescita interiore, che si manifesta nel desiderio, da parte del ragazzo, di “invertire le posizioni” e di scambiare i ruoli per una volta nel sesso col suo amante… Susugi, non appena messo al corrente di questo, ha una reazione esagerata e caccia via il ragazzo, pregiudicando così i loro rapporti per tutta la durata dei due capitoli.
La mattina dopo, al cimitero, l’uomo trova un tipo coricato su una tomba, e fa per soccorrerlo, ignorando le sue condizioni. Tarou, che lo accompagna, lo mette immediatamente in guardia “E’ un lupo mannaro!” ma l’uomo decide lo stesso di prendersene cura, e lo porta a casa. Qui Tarou e Jirou rivelano che si tratta di un loro lontano parente poco affidabile, ma nonostante questo Susugi lo ospita in casa sua, dove il tipo – di nome Aki – ripaga l’ospitalità lavorando come cameriere.
Una forte rivalità nasce da subito fra Aki e Jirou; anche se Aki non fa nulla di esplicito a Susugi, pare essere interessato a lui, e il ragazzo, pur avendo litigato con l’uomo, ne è molto geloso. Negli scontri, perlopiù verbali, che i due intraprendono, è sufficiente che Jirou dica “se fai qualcosa di male lo dirò a Tarou” perché Aki si acquieti immediatamente.
Una notte, Aki si sveglia e si alza dal letto, diretto alla camera di Susugi. Una voce parla alle sue orecchie, e lo incita a uccidere l’uomo, per permettere a una fantomatica figura femminile di rivedere il suo amato, uno spettro che vive nel cimitero. Susugi pare essere la causa dell’infelicità della coppia in quanto guardiano delle tombe, e pertanto impegnato a non permettere a fantasmi e demoni di infestarle; Aki si china sopra l’uomo, ma un attimo prima di toccarlo una voce lo interrompe. Tarou lo minaccia di non perdonarlo se oserà alzare un dito su Susugi.
La mattina seguente Aki si sfoga con Susugi, e gli rivela le frustrazioni e la tristezza dovute al brutto rapporto coi membri della sua famiglia, in particolare con Tarou e Jirou, che sembrano odiarlo. Susugi dice all’uomo di non avere nulla contro di lui, anzi, di trovarlo simile a suo fratello (sarebbe un complimento?! O_o) e di apprezzare il suo sorriso.
Jirou assiste di nascosto alla scena, e più tardi raggiunge Susugi un po’ distante dalla casa e gli chiede quali siano le sue intenzioni, se il suo desiderio è di ignorarlo per sempre o se è arrabbiato per quanto è successo l’ultima volta a letto. A sentir rivangato quell’episodio, Susugi si irrita e cerca di fuggire, e quando il ragazzo lo trattiene gli molla un ceffone.
Dopo, Aki raggiunge Susugi rimasto solo, e dopo qualche domanda sul suo rapporto con Jirou comincia ad assumere un tono minaccioso, mentre una strana ombra compare alle sue spalle.
Quando Jirou, pochi istanti dopo, torna per chiedere scusa a Susugi, trova Aki in versione “assatanata” con gli occhi ridotti a due sfere bianche… proprio mentre sta spingendo giù Susugi da un precipizio!!

Quando Susugi si risveglia (okay: non era un precipizio profondo), si ritrova disteso su una tomba del cimitero. A pochi passi, un gruppo di demoni – esserini piccoli simili a folletti – stanno divorando un cadavere. L’uomo interviene per ucciderli, ma viene bloccato da Aki… Che si scopre ormai essere senza dubbio posseduto dagli stessi demoni (di cui uno fuoriesce dal suo occhio), i quali sperano di sbarazzarsi del custode del cimitero una volta per tutte. In particolare, Aki/demone immobilizza Susugi e inizia a strappargli la carne per divorarlo quando arriva provvidenzialmente Jirou, nero di rabbia, con coda e orecchie per la luna piena. Il ragazzo immediatamente cerca di salvare Susugi leccandogli le ferite profonde, ma viene colpito alle spalle da Aki. L’uomo lo prega di andarsene e non pensare a lui, ma Jirou gli resta accanto e a combattere con Aki interviene Tarou in sembianze umano-lupesche.
Dopo un breve combattimento fisico, Tarou parla ad Aki e riesce a risvegliare il suo vero ego, liberandolo dai demoni. Le creature malefiche fuggono e sono distrutte dalle fiamme sacre del lupo (un tipo di “magia”).
Quando Aki – che scopriamo chiamarsi Akihito – riprende i sensi, è immediatamente assalito verbalmente da Tarou, che lo rimprovera per aver ferito Susugi. Del tutto inaspettatamente, Aki reagisce con una scenata di gelosia in cui accusa il lupo di preferire Susugi a lui, e all’espressione sconvolta di Susugi rimedia la spiegazione di Jirou: “Aki è la fidanzata di Tarou” ^____^
Tarou e Aki discutono allora animatamente, e Aki esprime il suo sentimento di frustrazione e emarginazione, dal momento che nemmeno Tarou, di cui dovrebbe essere compagna legittima, pare provare alcun sentimento per lei. Tarou a sua volta accusa Aki di essere innamorata di lui solo perché possiede il sangue più forte della famiglia Tsukihara; alla fine il litigio si conclude con la riappacificazione e un tenero abbraccio fra i due futuri sposini =)
Nel frattempo, Jirou porta a casa Susugi (da notare il tema ricorrente del salvataggio) e, una volta là, gli cura le ferite col solito rimedio; entrambi sono in imbarazzo, ma il ragazzo decide di andarsene per non turbare ulteriormente l’uomo. Allora Susugi – dopo un rapido flashback in cui è messo a nudo il trauma che lo paralizza nei rapporti sessuali, ovvero il fatto di essere stato violentato dallo zio dopo la morte del fratello – prende un libro e lo scaglia contro Jirou (un tenero “resta” non sarebbe stato efficace ^^°°), e gli rivela i dubbi e le paure che lo tormentano. Alla fine acconsente a fare l’amore “nell’altro modo”, e si abbandona nelle braccia del suo amante (che è a dir poco felice… ^^°°°).
La mattina seguente, le due coppie (Jirou e Susugi, Aki e Tarou) si ritrovano per la colazione e decidono di prolungare a oltranza la già avviata convivenza.

       IMMAGINI:


Le tavole sono prese dai volumi dell'edizione originale. Le immagini sono esposte esclusvamente a scopo dimostrativo.

 
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