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attenzione spoiler
Il primo capitolo inizia con Susugi a spasso per il cimitero, in
una buia e inquietante notte. D’un tratto, un rumore attira
la sua attenzione e immediatamente dopo un gigantesco cane lo scaraventa
nell’acqua. Rialzatosi fradicio, il custode delle tombe inforca
il fucile e si prepara a sparare sui suoi aggressori che nel frattempo…
si sono gettati come topi famelici sulla sua cena!!
Così Susugi incontra Jirou e Tarou Tsukihara, in apparenza
un cane e un ragazzo normalissimi, e li porta a casa sua per sfamarli
degnamente; al termine del pasto, il ragazzo chiede al custode ospitalità
per qualche tempo, ma l’uomo rifiuta. Allora il cane –
che in realtà è un lupo – parlando come un umano
si scusa e incita il fratello a lasciare il luogo, non prima di
aver promesso a Susugi di pagare per la cena gentilmente offerta.
Susugi rimane decisamente poco stupito di sentir parlare un cane,
e, dopo aver appurato che non si tratta di un demone, accetta finalmente
di mantenere i due fratelli in cambio di un aiuto per il bar-ristorante
che gestisce. L’uomo non chiede alcuna spiegazione alle “creature”,
ma anzi da subito le accetta per quello che sono, e questo finirà
con l’avere ripercussioni soprattutto sul carattere ottimista
di Jirou…
Intanto ha inizio la convivenza fra i tre, e per qualche tempo la
loro vita sembra scorrere placidamente; Tarou aiuta Susugi nella
ronda notturna mentre Jirou serve come cameriere al bar. Ben presto,
però, il ragazzo comincia a sentirsi geloso e a rattristarsi
del fatto che Susugi sembra sorridere solo ai clienti, esseri umani,
e non a lui. Susugi, a sua volta, non appena si rende conto del
cattivo umore di Jirou diventa ansioso lui stesso, e a ben poco
servono i suggerimenti di Tarou offerti ad entrambe le parti. Una
sera Susugi, mentre è in giro – solo – per la
ronda, viene attaccato da un gruppo di razziatori decisi a ripulire
le tombe; a casa, Jirou e Tarou, impegnati in una discussione, avvertono
improvvisamente l’odore del sangue e si precipitano a salvarlo.
Con la luna piena che brilla in cielo, i due fratelli Tsukihara
assumono sembianze semi-mostruose e sconfiggono i razziatori con
grande facilità; Jirou e Susugi si mettono poi a parlare,
intanto un ladro si rialza e sta per ferire il ragazzo, ma Susugi
si mette davanti e lo protegge col suo corpo… Una classica
scena da love-story. L’uomo si risveglia a casa, nel suo letto,
perfettamente guarito: Jirou lo ha leccato, e si dà il caso
che la sua saliva abbia proprietà curative… La domanda
“hai leccato il mio corpo perché sei in calore?”
fa nascere un acceso dialogo fra i Jirou e Susugi, che si conclude
con il desiderio del ragazzo “vorrei essere tuo”.
I due finiscono così col fare l’amore, nonostante le
diffidenze iniziali dell’uomo, che ben presto si renderà
conto dell’errore…
La mattina, infatti, quando Tarou (che era andato al commissariato
a consegnare i criminali alla giustizia) torna a casa, trova Susugi
completamente in balia di un Jirou “assatanato”; per
il ragazzo è arrivata la prima stagione dell’accoppiamento!!
Il secondo capitolo è dedicato a Kai, il
fratello di Susugi.
L’episodio si apre con un’idilliaca scenetta con Susugi
impegnato a spazzolare il pelo di Tarou – operazione che reputa
“rilassante” – quando Jirou irrompe sul portico
e fa una scenata di gelosia, riportando anche alla mente il ricordo
della “notte infernale” (cap.1): a questo punto Susugi
si infuria col ragazzo e lo sbatte fuori casa.
Jirou vaga per la montagna fino a fermarsi al cimitero, dove ne
approfitta per sfamarsi con le offerte di cibo lasciate ai defunti
(N. Bohra ha un certo gusto per l’orrido ^^°°°);
mentre sta mangiando, arriva un ragazzo semi-trasparente e si mette
a fare conversazione con lui. Il ragazzo – uno spettro –
svela di essere Kai, il fratello maggiore di Susugi, morto in giovane
età. I due conversano per un po’, ma quando il discorso
cade su argomenti più personali lo spettro risponde evasivamente
e se ne va. Nello stesso istante arriva Susugi, e riporta a casa
Jirou (felicissimo di vedere che l’uomo si preoccupa per lui!);
mentre vanno via lo spettro riappare e li guarda malignamente.
Nei giorni seguenti pare ristabilirsi una certa armonia fra Jirou
e Susugi, tanto che l’uomo si abbandona a pensare a come la
sua vita sia cambiata da quando ha incontrato i due fratelli Tsukihara.
Proprio mentre sta riflettendo, e ha chiuso gli occhi, compare lo
spettro di Kai e lo incita a smettere di vivere con Tarou e Jirou;
ma in quel momento arriva Jirou che – essendo magico e quindi
in grado di avvertire la presenza di creature sovrannaturali –
vede il fantasma in procinto di baciare Susugi, e fa un’altra
scenata isterica. Susugi si sconvolge parecchio nel sentire il nome
del fratello morto, e una volta appreso da Jirou come stanno le
cose, cade in uno stato di malinconica depressione.
Veniamo così a conoscere il passato dei fratelli Kai e Kaya,
orfani di genitori e dati in adozione agli zii: Kai, il maggiore,
veniva regolarmente violentato dal capofamiglia. Un giorno decise
di sfogare il suo dolore violentando a sua volta Kaya: ma questi
si ribellò e lo respinse, portando così al suicidio
il fratello maggiore.
Susugi è ancora molto provato da queste vicende, e parla
di “voler raggiungere il fratello”, ma Jirou irrompe
nella stanza e lo insulta, dopo avergli tirato un sonoro ceffone,
dopodiché esce arrabbiato dalla casa e si mette a vagabondare
per il cimitero. Qui, purtroppo, il ragazzo ha la sfortuna di incontrare
un gruppo di razziatori di tombe, che lo assalgono armati di coltelli:
in particolare uno di essi lo pugnala alle spalle, e un attimo prima
di perdere i sensi (ricordiamo che difficilmente gli Tsukihara possono
morire ^^°°) Jirou riconosce in lui lo spettro di Kai. Nel
frattempo irrompono nel cimitero Tarou e Susugi, intervenuti per
salvare il ragazzo: finalmente lo spettro – tramite il corpo
del ladro – può parlare con Kaya e i due possono confrontarsi.
Kai è intenzionato ad uccidere il fratello, parla di “tornare
insieme” e almeno in un primo momento Susugi sembra credergli;
ma Jirou li interrompe e accusa il fratello maggiore di egoismo
e di giocare a fare la vittima. Lo spettro è allibito, ma
stavolta è Kaya a rivolgersi direttamente a lui: gli dice
che Jirou e Tarou sono la sua unica ragione di vita, e di non dubitare
del suo affetto; lo spettro, commosso, lascia il corpo del razziatore,
si mostra per pochi istanti al fratello e poi svanisce, finalmente
sereno.
Susugi porta a casa in braccio Jirou, che però è rimasto
ferito gravemente all’addome. Il ragazzo prova a curarsi usando
la propria saliva, ma quando Susugi realizza che è troppo
lento lo bacia e lo cura lui stesso.
Inutile aggiungere altro sulla conclusione, basti sapere che la
mattina dopo si ripresenta la medesima scena d’apertura, con
un Susugi intento a spazzolare Tarou ma che stavolta oppone, alle
proteste di Jirou, un secco “tu non hai il pelo, non mi piacerebbe
farlo con te”.
Il capitolo terzo inizia con la ronda notturna
di tutti e tre i personaggi al cimitero; all’improvviso (come
nel primo capitolo) Susugi viene colpito alla testa e si risveglia
nel proprio letto, completamente solo: un biglietto sul tavolo svela
che l’aggressore altri non era che il signor Tsukihara, padre
di Jirou e Tarou, venuto a chiedere ai figli di tornare a casa per
una malattia della madre.
Gran parte del capitolo è ambientata quindi fra le mura di
casa Tsukihara, dove conosciamo il padre, Jin, uomo burbero e autoritario,
apparentemente incapace di assumere sembianze animalesche, e la
madre, cordiale e svampita, che invece appare sovente sotto forma
di lupo. Dopo un breve malinteso iniziale, si scopre che la donna,
che di nome fa Erika, non è affatto malata, ma anzi sta per
dare alla luce un bambino. I due figli decidono (ehm… diciamo
che sono “pesantemente convinti” ^^°°) di restare
ad assisterla per qualche giorno.
Intanto Susugi, a casa, non sopporta più di vivere in solitudine,
e disperato comincia a dubitare che Jirou e Tarou tornino mai indietro;
così, preso dal dubbio, svolge delle ricerche (presso l’anagrafe,
suppongo) e rintraccia l’indirizzo della famiglia Tsukihara.
La notte in cui Erika dà alla luce il bambino, c’è
una gran confusione in casa: i due figli si danno d’affare
per aiutarla, e finalmente, dopo aver visto la bellissima bambina
(una lupacchiotta, a dire il vero ^^°°) tornano in salotto
e vi trovano Susugi con un grembiule addosso che tiene compagnia
alla balia (lupa pure lei ^^°°)!!!. L’uomo spiega
al padre di Jirou e Tarou, che vorrebbe tenersi i figli a casa,
di non poter più fare a meno della loro compagnia, e di preferire
la morte alla solitudine. Jin è ancora scettico, ma l’intervento
di Erika – che in casa pare essere l’unica reale padrona
^^°° – fa volgere definitivamente le cose a vantaggio
dei nostri. ^___^
Susugi e Jirou tornano così a casa, mentre Tarou si intrattiene
per motivi poco chiari, tra cui la volontà di non fare “la
candela” fra i due.
A casa effettivamente Susugi sembra impaziente di fare l’amore
col ragazzo, il quale rifiuta, dicendo di essere troppo sporco (“21
giorni a casa, non mi sono lavato”… O_o) ma poi nella
vasca si abbandona al piacere col suo amante.
Circa quindici giorni dopo (salto temporale) Tarou torna alla casa
sulle montagne, con addosso i resti di una catena legata al collo,
che pare essere stata applicata dalla fidanzata per impedire la
fuga del lupo… ^^°°
Il capitolo 4 e il 5 costituiscono una storia unica.
La prima scena – spezzando l’ordine narrativo dei capitoli
precedenti – vede Susugi e Jirou “impegnati” a
letto: bastano poche occhiate per rendersi conto che – per
motivi che verranno fuori in seguito – il ragazzo-lupo è
disegnato in modo decisamente più maturo. Al cambiamento
esteriore corrisponde infatti anche una crescita interiore, che
si manifesta nel desiderio, da parte del ragazzo, di “invertire
le posizioni” e di scambiare i ruoli per una volta nel sesso
col suo amante… Susugi, non appena messo al corrente di questo,
ha una reazione esagerata e caccia via il ragazzo, pregiudicando
così i loro rapporti per tutta la durata dei due capitoli.
La mattina dopo, al cimitero, l’uomo trova un tipo coricato
su una tomba, e fa per soccorrerlo, ignorando le sue condizioni.
Tarou, che lo accompagna, lo mette immediatamente in guardia “E’
un lupo mannaro!” ma l’uomo decide lo stesso di prendersene
cura, e lo porta a casa. Qui Tarou e Jirou rivelano che si tratta
di un loro lontano parente poco affidabile, ma nonostante questo
Susugi lo ospita in casa sua, dove il tipo – di nome Aki –
ripaga l’ospitalità lavorando come cameriere.
Una forte rivalità nasce da subito fra Aki e Jirou; anche
se Aki non fa nulla di esplicito a Susugi, pare essere interessato
a lui, e il ragazzo, pur avendo litigato con l’uomo, ne è
molto geloso. Negli scontri, perlopiù verbali, che i due
intraprendono, è sufficiente che Jirou dica “se fai
qualcosa di male lo dirò a Tarou” perché Aki
si acquieti immediatamente.
Una notte, Aki si sveglia e si alza dal letto, diretto alla camera
di Susugi. Una voce parla alle sue orecchie, e lo incita a uccidere
l’uomo, per permettere a una fantomatica figura femminile
di rivedere il suo amato, uno spettro che vive nel cimitero. Susugi
pare essere la causa dell’infelicità della coppia in
quanto guardiano delle tombe, e pertanto impegnato a non permettere
a fantasmi e demoni di infestarle; Aki si china sopra l’uomo,
ma un attimo prima di toccarlo una voce lo interrompe. Tarou lo
minaccia di non perdonarlo se oserà alzare un dito su Susugi.
La mattina seguente Aki si sfoga con Susugi, e gli rivela le frustrazioni
e la tristezza dovute al brutto rapporto coi membri della sua famiglia,
in particolare con Tarou e Jirou, che sembrano odiarlo. Susugi dice
all’uomo di non avere nulla contro di lui, anzi, di trovarlo
simile a suo fratello (sarebbe un complimento?! O_o) e di apprezzare
il suo sorriso.
Jirou assiste di nascosto alla scena, e più tardi raggiunge
Susugi un po’ distante dalla casa e gli chiede quali siano
le sue intenzioni, se il suo desiderio è di ignorarlo per
sempre o se è arrabbiato per quanto è successo l’ultima
volta a letto. A sentir rivangato quell’episodio, Susugi si
irrita e cerca di fuggire, e quando il ragazzo lo trattiene gli
molla un ceffone.
Dopo, Aki raggiunge Susugi rimasto solo, e dopo qualche domanda
sul suo rapporto con Jirou comincia ad assumere un tono minaccioso,
mentre una strana ombra compare alle sue spalle.
Quando Jirou, pochi istanti dopo, torna per chiedere scusa a Susugi,
trova Aki in versione “assatanata” con gli occhi ridotti
a due sfere bianche… proprio mentre sta spingendo giù
Susugi da un precipizio!!
Quando Susugi si risveglia (okay: non era un precipizio
profondo), si ritrova disteso su una tomba del cimitero. A pochi
passi, un gruppo di demoni – esserini piccoli simili a folletti
– stanno divorando un cadavere. L’uomo interviene per
ucciderli, ma viene bloccato da Aki… Che si scopre ormai essere
senza dubbio posseduto dagli stessi demoni (di cui uno fuoriesce
dal suo occhio), i quali sperano di sbarazzarsi del custode del
cimitero una volta per tutte. In particolare, Aki/demone immobilizza
Susugi e inizia a strappargli la carne per divorarlo quando arriva
provvidenzialmente Jirou, nero di rabbia, con coda e orecchie per
la luna piena. Il ragazzo immediatamente cerca di salvare Susugi
leccandogli le ferite profonde, ma viene colpito alle spalle da
Aki. L’uomo lo prega di andarsene e non pensare a lui, ma
Jirou gli resta accanto e a combattere con Aki interviene Tarou
in sembianze umano-lupesche.
Dopo un breve combattimento fisico, Tarou parla ad Aki e riesce
a risvegliare il suo vero ego, liberandolo dai demoni. Le creature
malefiche fuggono e sono distrutte dalle fiamme sacre del lupo (un
tipo di “magia”).
Quando Aki – che scopriamo chiamarsi Akihito – riprende
i sensi, è immediatamente assalito verbalmente da Tarou,
che lo rimprovera per aver ferito Susugi. Del tutto inaspettatamente,
Aki reagisce con una scenata di gelosia in cui accusa il lupo di
preferire Susugi a lui, e all’espressione sconvolta di Susugi
rimedia la spiegazione di Jirou: “Aki è la fidanzata
di Tarou” ^____^
Tarou e Aki discutono allora animatamente, e Aki esprime il suo
sentimento di frustrazione e emarginazione, dal momento che nemmeno
Tarou, di cui dovrebbe essere compagna legittima, pare provare alcun
sentimento per lei. Tarou a sua volta accusa Aki di essere innamorata
di lui solo perché possiede il sangue più forte della
famiglia Tsukihara; alla fine il litigio si conclude con la riappacificazione
e un tenero abbraccio fra i due futuri sposini =)
Nel frattempo, Jirou porta a casa Susugi (da notare il tema ricorrente
del salvataggio) e, una volta là, gli cura le ferite col
solito rimedio; entrambi sono in imbarazzo, ma il ragazzo decide
di andarsene per non turbare ulteriormente l’uomo. Allora
Susugi – dopo un rapido flashback in cui è messo a
nudo il trauma che lo paralizza nei rapporti sessuali, ovvero il
fatto di essere stato violentato dallo zio dopo la morte del fratello
– prende un libro e lo scaglia contro Jirou (un tenero “resta”
non sarebbe stato efficace ^^°°), e gli rivela i dubbi e
le paure che lo tormentano. Alla fine acconsente a fare l’amore
“nell’altro modo”, e si abbandona nelle braccia
del suo amante (che è a dir poco felice… ^^°°°).
La mattina seguente, le due coppie (Jirou e Susugi, Aki e Tarou)
si ritrovano per la colazione e decidono di prolungare a oltranza
la già avviata convivenza.
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