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Ikujinashi
No Shiawase
La recensione è a cura di riko |
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| Titolo:
Ikujinashi No Shiawase
Autore: Naono Bohra (o Boura)
Pubblicato nel: maggio 2007
Pubblicato da: Bamboo Comics
Numero di volumi: 1
ISBN: 978-4-8124-6568-4
Genere: yaoi
Scanlation: Nakama
(inglese)
Datenshi
Blue (inglese)
Liquid
Passion (inglese)
Countless-Time
(inglese)
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Ultima opera “ufficiale” della nostra
autrice, Shiawase è l’ennesima raccolta di storie brevi.
Tornano i soliti temi (l’amore scolastico, il sovrannaturale),
con qualche elemento nuovo più o meno ben realizzato. I titoli
delle storie:
1. Ikujinashi No Shiawase
2. Koi No Dorei
3. Ai No Fukushu
4. Homemade Vampire
5. Kodomo No Himitsu
La prima oneshot e l’ultima, pur non presentando
particolari novità a livello di trama, sono a mio parere
le più ben riuscite del manga. Il rapporto fra i personaggi
è realistico e fluisce in modo scorrevole, senza strattoni
o forzature; l’amore narrato è, in entrambi i casi,
timido e timoroso di uscire allo scoperto. Mentre in Kodomo ritroviamo
un cliché spesso sfruttato negli yaoi (quello dei due amici
di infanzia), Ikujinashi no Shiawase (che da “punta di diamante”
dà giustamente titolo alla raccolta) ha personaggi originali
e divertenti. L’ironia scaturisce dai contrasti dei caratteri,
e pennella il tutto con tocchi di assurdità.
Di ben altro tono, assai più serie ed adulte, sono le due
oneshot centrali, “introdotte” da Ikujinashi (che può
esser vista come spin-off). Per la prima volta (e questa è
una novità del volume) Naono Bohra descrive il mondo degli
host – gli affascinanti “intrattenitori” per signore,
dalla vita licenziosa e notturna. Ovviamente, lo fa a modo suo:
con un seme violento e minaccioso, e un uke tenero e remissivo (eppure
incredibilmente maschile… basti pensare che ha il pizzetto!).
Un pizzico di sovrannaturale insaporisce la oneshot Homemade Vampire,
che tuttavia risulta secondo me la meno convincente. I personaggi
appaiono poco analizzati psicologicamente, e non è chiaro
l’evolversi dei sentimenti reciproci. La trama parte da un
buono spunto (e sono rari i vampiri della Bohra), ma probabilmente
“svela” troppo di sé dal titolo (per cui un lettore,
ancora prima di iniziare, conosce già la “sorpresa”
finale). Il dipanarsi dell’intreccio ha probabilmente risentito
troppo della scarsità di pagine (appena 33, contro le abituali
45-50).
Il volume è comunque complessivamente molto bello e le storie
sono squisitamente realizzate. I disegni sono splendidi e i personaggi
vengono caratterizzati benissimo anche secondo l’aspetto esteriore
(non ne troverete due che si assomigliano); una cura particolare
mi pare riservata agli occhi, diversissimi da un tipo all’altro.
Da notare anche l’attenzione che l’autrice dedica ai
dettagli degli interni, soprattutto in Ikujinashi No Shiawase (che
è quasi tutta ambientata in poche camere), che emerge persino
nella copertina del manga.
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Non si può dire che la nostra autrice brilli
di originalità nella scelta della trama: l’improvvisa
convivenza fra due cugini, ex amici di infanzia, che si scoprono
innamorati, è infatti piuttosto diffusa nel panorama yaoi.
Quel che rende la oneshot apprezzabile è lo stile inconfondibile
della Bohra, che impreziosisce l’intreccio con ironia, situazioni
grottesche, faccine deformed e personaggi che sembrano davvero usciti
da un circo… A cominciare da Kaname, quasi un rifacimento
di Lance (di Covetous You & Insensible
Me), fino a Mori e alla sua goffaggine (dopo il centesimo semi-stupro
notturno, viene davvero da chiedersi “come fa a restare addormentato?”).
Il disegno appare così splendido e variegato; in una stessa
pagina possiamo trovare visi netti e puliti, ambienti dettagliati
e caricature spassose.
I luoghi e i dettagli fisici sono “soft”: non si tratta
infatti di una oneshot horror, o particolarmente scioccante, bensì
di una trama “nella norma” a cui corrispondono “normali”
fisionomie dei personaggi.
La classificazione come “finto shota” è dovuta
al fatto che, per quanto lo shota significhi “relazioni che
coinvolgono dei minorenni”, non mi sento di definirlo pienamente
tale. Graficamente, infatti, i personaggi non sono diversi dai venti/trentenni
di diverse altre storie.
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HONMA
MORI:
cresciuto in campagna, a sedici anni si trasferisce a casa del cugino
Kaname.
HONMA KANAME:
Piuttosto attraente, ha un anno in più di Mori. Sognava di
utilizzare il cugino come complice dei propri misfatti, ma se ne
scopre innamorato.
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attenzione spoiler
Mori si è appena trasferito dalla campagna alla città,
dove frequenterà lo stesso liceo di suo cugino Kaname. I
due, che da piccoli erano ottimi amici, vivranno inoltre sotto lo
stesso tetto.
Kaname, il maggiore dei due, ha un sacco di amici, e soprattutto
ragazze; Mori, invece, è timido e teme di essere d’impiccio
alle avventure del cugino.
Una sera, dopo averlo fatto ubriacare, Kaname trascina Mori a letto,
e qui decide di giocargli uno scherzetto: lo eccita fino a farlo
venire, e poi lo riveste, lasciandogli credere di aver avuto un’erezione
durante la notte. Il gioco prosegue per diversi giorni, tanto che
Mori è ormai convinto di essere attratto da Kaname, che immagina
di sognare la notte. Una volta, appunto, il ragazzo chiama il nome
del cugino durante l’orgasmo; e da allora Kaname comincia
ad avere dei… problemi ^^°° durante rapporti sessuali
con le ragazze.
La situazione precipita insieme all’umore di Mori; una sera,
il giovane si trova aggredito verbalmente dal cugino, che gli rimprovera
l’atteggiamento dimesso e, insieme, si lascia sfuggire di
aver sentito il suo nome pronunciato durante un orgasmo. Mori scappa
di casa, e si rifugia in un parco frequentato da gay; ma Kaname
prontamente arriva e lo salva. I due ragazzi hanno diverse cose
da confessare, in primo luogo un’attrazione reciproca ormai
palese anche per Kaname. E la mattina successiva, al termine di
una nottata insieme, per i cugini inizia un rapporto da vivere alla
luce del sole… o quasi.
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