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Il narratore e protagonista della storia è
un uomo estremamente serio e responsabile, la cui vita non lascia
spazio alla spensieratezza e all’impulsività. Divorziato,
di tanto in tanto ha appuntamento con la figlia Maya, affidata all’ex-moglie,
per trascorrere un pomeriggio con lei: ma la bambina non è
mai entusiasta di vederlo. Un giorno, proprio perché la piccola
non si presenta all’incontro, l’uomo viene “rimorchiato”
da un giovane appariscente che si presenta col nome di Maya. Trascinato
dalla situazione, il protagonista trascorre con questo ragazzo un
intenso pomeriggio al luna park; ma nella testa non riesce a smettere
di pensare alla figlia, la quale dimostra con lui un atteggiamento
sempre molto freddo. Al termine della giornata, l’uomo si
accorge di non aver concluso nulla, e fa per liquidare Maya (l’accompagnatore),
chiedendogli quanti soldi voglia per il servizio. Il ragazzo si
infuria e, offeso, se ne va. Il nostro protagonista, dapprima deciso
ad ignorare il problema, si rende invece conto dell’errore
commesso, e torna a cercare Maya, che nel frattempo è andato
a guardare i fuochi d’artificio. Sotto il cielo tempestato
dalle luci, il giovane confessa di aver sempre guardato a lui come
a una persona desiderata. La rivelazione suona come una confessione
d’amore, e a quel punto l’uomo non può più
lasciar andare Maya: i due si ritrovano in un hotel, abbracciati
e impazienti di consumare quel rapporto.
La mattina successiva l’uomo si sveglia solo: Maya è
scomparso, ma ha lasciato una traccia profonda nella sua vita. Il
signore impeccabile ha compreso di non essere felice nella sua esistenza
inamidata. Una volta risolti (o perlomeno scossi) i problemi con
la figlia, l’uomo si reca nel luogo dove incontrò Maya
per la prima volta. Spera infatti di rivederlo, per potergli consegnare
i fiori acquistati appositamente per lui.
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