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Quando si parla di yaoi è inevitabile parlare
di Youka Nitta. Autrice apprezzata sia in patria che all’estero
grazie al suo stile inconfondibile e originale. Come molte mangaka
ha alle spalle una carriera da doujinshika (anche nel suo caso troviamo
doujinshi di slamdunk). Al suo attivo conta numerosi manga yaoi
(si dedica solamente a questo genere) ma certamente il più
famoso è Haru wo daite ita.
Sono molti i fattori che fanno della Nitta una delle più
brave mangaka del genere.
La prima cosa da sottolineare è una forte veridicità
delle trame e dei personaggi. Superando quelli che sono gli stereotipi
classici del genere, mette in scena vicende chi si avvicinano molto
alla realtà. Conseguenza più evidente è l’abolizione
della suddivisione dei ruoli seme e uke. Suddivisione che non viene
rispettata ne tra le lenzuola (reverse*) ne nell’aspetto caratteriale.
I due ruoli vengono, se così possiamo dire, assegnati a seconda
delle situazioni. Questo non vuol certo dire che i personaggi hanno
sbalzi caratteriali continui ma che i due membri della coppia vengono
creati come paritari all’interno del rapporto svincolandoli
in questo modo da classificazioni fisse. In poche parole i personaggi
presentati sono due uomini e non un uomo e una donna sotto sembianze
maschili.
Va di pari passo con l’abolizione dei ruoli che i personaggi
risultino molto più sfaccettati e complessi non essendo più
imbrigliati in canoni fissi.
Le trame risultano incentrate sulla coppia (o futura coppia) con
i suoi alti e bassi ma senza mai escludere il mondo esterno che
interagisce attivamente con i personaggi. Ruolo rilevate ricopre
sempre il sesso, descritto con realismo (vi è molta attenzione
all’anatomia maschile, non vi sono aloni o bagliori a coprire
certe parti). Vi è poco romanticismo nell’atto in sé,
in cui non ritroviamo i meccanismi tipici dello shonen ai. Il sesso
è piacere, ma questo non deve ingannare e portare a pensare
che non vi sia sentimento o romanticismo, anzi c’è
ed è dei più veri e reali. Passa attraverso i piccoli
gesti, le parole e attraverso la vita di tutti i giorni e per questo,
forse, più intenso di quello stereotipato in molti shonen
ai.
Va infine sottolineato il tratto particolare dell’autrice.
Un tratto spigoloso e pulito. Vi è una gran cura dei particolari
sebbene vi sia la tendenza a rappresentare solo gli elementi importanti.
Vi è molta cura anche nel creare gli sfondi che sono sempre
molto belli e curati. La tavola risulta sempre molto ben equilibrata
e non vi è mai un sovraccarico di elementi. Unica vera pecca
è che non è davvero capace di disegnare le scarpe
(tra l’altro anche di modelli assurdi … chissà
forse in Giappone le portano davvero così … ) e ha
una certa propensione per disegnare i suo protgonisti come "tamarri"
(concedetemi l'espressione).
Una piccola nota bisogna aggiungerla per quanto riguarda le doujinshi.
Oltre ha un discreto numero di doujinshi dedicate a slamdunk l'autrice
ha prodotto numero se doujinshi ispirate alla sua opera Haru wo
daite ita. La cosa curiosa è che queste doujinshi oltre a
trovare spazio nel mercato amatoriale come vere e proprie dj (costosissime
tra l'altro) sono state anche inserite nei volumi della serie ufficiale.
* Piccola curiosità, i manga in cui ipersonaggi si scambaino
il ruolo di seme e uke sono chiamati 'reverse'. Alcuni editori però
non accettano li. Uno dei molti motivi per cui troviamo così
spesso rigidità nei ruoli.
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