MADA KOI TOWA SHIRAZU NI
La recensione è a cura di puma67



     INFO MANGA:

Titolo: Mada koi towa shirazu ni
Mangaka: Mizukami Shin
Genere: yaoi
Scanlations: Fantasy Shrine

     INFO RECENSIONE:

Autrice: puma67
Data: 11.03.08
Ultima modifica: 05.06.08

     ALTRE OPERE:


     COMPRA (vol. giapponese):


Titolo: Mada koi towa shirazu ni (Have yet to learn love)
Autore
: Mizukami Shin
Pubblicato nel
: 2006
Pubblicato da
: Hanaoto comics
Numero di volumi
: 1
ISBN
: 4-8322-8387-1
Genere
: yaoi storico
Scanlation
: Tennoikaku (inglese)
                      Fantasy Shrine
(inglese)

       INTRODUZIONE:

Mizukami Shin predilige i manga di ambientazione storica: molte delle sue opere sono ambientate nel Giappone e nella Cina del Medioevo o dell’epoca vittoriana. Spesso i suoi manga sono raccolte di storie autoconclusive come  Rikara. Disegna ragazzi di una bellezza e una sensualità incredibile e poi nello stesso manga ci sono storie con personaggi dai volti spigolosi e brutti che sembrano disegnati da un’altra mano.
Nella rete si trovano le scanlations di moltissimi suoi manga, tutti di questo tipo: un alternarsi di storie belle e brutte.
Le sue storie sono ben raccontate, alcune molto violente e anche un po’ troppo esplicite. Anche Mada Koi Towa Shirazu Ni è molto violento, ma diversissimo da tutti gli altri, si può definire il suo capolavoro e consiglio a tutti di leggerlo, sia per la bellezza della storia che per quella dei disegni.
Dalla copertina alle immagini tra un capitolo e l’altro ci si rende conto subito di avere in mano un manga dai disegni pregiatissimi, un vero gioiello: a volte i disegni  un po’ “fermi” assomigliano alle antiche stampe giapponesi. Le scene d’amore sono quanto di più dolce si possa vedere, le tavole arricchite quasi tutte da retini e gli sfondi molto curati.
Ogni pagina sembra un “quadro”: volti sensuali, sguardi che esprimono tutta l’anima dei personaggi, dialoghi intensi e parole dolcissime.

       TRAMA:

Nel Giappone di fine ‘800 sconvolto dalla guerra e avviato verso grandi cambiamenti, fiorisce l’amore dolcissimo e assoluto tra un giovane samurai e un ragazzo orfano, anche lui discendente da una famiglia di samurai.
Tra disegni meravigliosi e dialoghi dolcissimi si impara a conoscere la mentalità degli antichi samurai, il loro senso dell’onore, della devozione al loro signore e il suicidio rituale chiamato Harakiri, che era ritenuto la degna morte di un samurai.

       PERSONAGGI:

SHIMAMURA SHURI:
Ragazzo orfano definito “bello come un fiore” che vive come un vagabondo. Suo padre era un samurai. L’amore di Munenori lo aiuterà a superare una situazione dolorosissima a causa della quale voleva suicidarsi.

HONDA MUNENORI:
Giovane samurai, ama Shuri con un amore tenerissimo. Per lui è disposto a rinunciare a tutto. Si rende conto che il mondo dei samurai sta velocemente tramontando così come le idee antiche.

      RIASSUNTO:

attenzione spoiler
Nel terzo anno dell’era Keio: i tempi stanno cambiando, il governo dello Shogun Tekugawa è instabile, molti samurai girano come vagabondi.
Il giovane Honda Munenori si reca da solo a pregare a un tempio nel bosco, ma nNon si accorge dello sguardo minaccioso che lo sta spiando dietro le grate del tempio. Mentre è intento a pregare un ladro armato di spada e con il volto coperto da una sciarpa, lo assale. Il giovane si difende con la sua spada e ha la meglio sul rapinatore.
Quella sciarpa nascondeva il volto fiero ma dolcissimo di un bambino: è Shimamura Shuri, figlio di un samurai morto suicida, anche sua mamma è morta e lui solo e disperato ruba per sopravvivere. Il giovane samurai, impietosito dal suo racconto e colpito dalla sua bellezza, lo perdona per aver cercato di derubarlo e gli regala il suo portafoglio. Il ragazzo rifiuta offeso e corre via: il figlio di un samurai non accetta l’elemosina!
Il giovane samurai, tornato a casa, confida al fedele e anziano maggiordomo Fujido, che al tempio nella foresta ha incontrato uno spirito/volpe giovane e bello come un fiore. Il giorno successivo il ragazzo è sempre nascosto nel tempio stremato dalla fame. Sente arrivare il samurai che lascia del cibo come offerta e si allontana. Shuri non considera quel cibo un’elemosina per lui, ma un’offerta per il tempio e mangia tutti i giorni quello che il nuovo amico gli lascia sulla porta senza parlargli mai.
Un giorno ha scritto in terra il suo nome: Honda Munenori. Il maggiordomo è meravigliato che il suo signore vada tutti i giorni al tempio, ma comprende il perché quando Munenori porta a casa Shuri che sta molto male per la febbre.
Racconta al maggiordomo la triste storia del ragazzo, che anche il vecchio definisce bello come un fiore e decide che d’ora in poi lo terrà a vivere tra i suoi guerrieri. Shuri guarisce in fretta e, anche se è solo un ragazzo, è molto più abile dei suoi compagni a maneggiare la spada. Questi ultimi spinti dall’invidia lo trascinano nel bosco e lo violentano. Quando anche l’ultimo se ne va, il povero Shuri disperato si alza a fatica: ha ancora la sua spada, vorrebbe uccidersi con onore, facendo Harakiri, ma non sa come si fa. Pensa a Munenori, lui saprà insegnarglielo.
Munenori è impegnato in un’assemblea dei samurai con lo Shogun: c’è aria di ribellione, sono consapevoli di essere sull’orlo di una guerra. Munenori è un samurai e se il suo Shogun deciderà per la guerra lo seguirà: questo è il destino dei samurai. Gli torna in mente Shuri, quel ragazzino orgoglioso di essere un samurai.
Il povero ragazzo si è trascinato fino all’alloggio dei guerrieri di Munenori: con un pugnale in mano sta per suicidarsi, ma se ne sente troppo indegno: non ha abiti bianchi da indossare e si sente sporco. Decide così di lavare prima il suo corpo disonorato.
I ragazzi che lo hanno violentato sono lì fuori che invitano un uomo a sbirciarne la bellezza, dicendo che loro lo hanno già posseduto e che se lui lo vuole può essere suo. L’uomo, di fronte al corpo esile e sinuoso del giovane bello come un fiore non può resistere, allunga del denaro a quei tipacci e si impadronisce del povero Shuri che grida disperato, ma nessuno lo ascolta.
Pensa disperatamente a Munenori e che tanta sofferenza sia la punizione per aver vissuto rubando. L’uomo gli getta delle monete e se ne va, i ragazzi malvagi gli dicono ridendo che gli procureranno altri clienti.
Munenori è andato lentamente fino al tempio nel bosco pensando a Shuri, che immagina tranquillo tra i suoi soldati: ce l’ha sempre in mente e si stupisce di trovarselo davanti. Si chiede se Shuri lo ha raggiunto perché ha sentito la voce del suo cuore che lo chiamava… Si rende conto che qualcosa nel ragazzo è cambiato: nei suoi occhi c’è la disperazione.
Shuri sfida Munenori a un duello, combatte come una furia, ma l’uomo ha la meglio. Il ragazzo lo supplica di tagliargli la testa, almeno potrà morire come un samurai. Alla richiesta di spiegazioni di Munenori il ragazzo scoppia in lacrime: parlare di quello che è accaduto per lui è più doloroso che morire. Da un segno che Shuri ha sul collo, Munenori intuisce tutto: gli tremano le parole, lo invita a pensare bene se suicidarsi davvero; se sarà risoluto nella sua decisione lui lo aiuterà. Stringe a sé Shuri, lo bacia  e lo conduce a casa sua.
Il maggiordomo Fujido non è contento. Dai suoi discorsi e dalle parole del sarto, Shuri capisce che Munenori lo ha condotto a casa sua per farne il suo amante. Sente che è diverso da quelli che lo hanno violentato, però ha paura di essere solo il giocattolo di Munenori e quando il samurai lo conduce nella loro camera da letto si volta verso di lui guardandolo malissimo. Munenori gli augura la buona notte e lo lascia dormire da solo. Se il ragazzo non vorrà, non lo forzerà mai a fare l’amore con lui. Quando Fujido lo viene a sapere è furente.
A casa di Munenori, Shuri conosce un giovane elegante e bellissimo: è Hareaki, compagno del samurai precedente che ora è morto e cugino di Munenori. Loro due sono sempre stati come fratelli. Hareaki è stato chiamato per insegnare a Shuri le “buone maniere”. Tra i due nasce una grande antipatia dettata dall’incomprensione: Hareaki crede che Shuri sia  come una prostituta che Munenori ha trovato in giro e Shuri pensa che Hareaki sia geloso di lui che gli ha portato via il posto di compagno di Munenori. Quando il ragazzo spiega che è lì per farsi aiutare da Munenori a fare Harakiri, Hareaki indignato gli grida che se non sa vivere come un samurai non è neanche degno di morire come tale e che se non capisce l’importanza che gli ha dato Munenori scegliendolo come suo compagno per la vita, farebbe meglio ad andarsene. Shuri rimane colpito da quelle parole. Si rende conto di aver frainteso i sentimenti di Munenori e chiede perdono ad Hareaki che dimostra di essere un vero amico. Alla sera Munenori torna e lo trova gentile e ben vestito. È di una bellezza incantevole.
Dopo cena gli spiega il rituale di Harakiri: Shuri non desidera più la morte, ma l’amore di Munenori. Con una passione, una dolcezza e una tenerezza infinita i due fanno l’amore. Accanto a Munenori, Shuri ritrova la serenità e impara a sorridere. Ma la loro felicità dura poco: la guerra è alle porte, in una dura battaglia l’esercito dello Shogun è stato sconfitto. Il tempo dei samurai sta finendo. In città ci sono scontri continui.
Munenori firma col sangue un giuramento di fedeltà allo Shogun: lo seguirà fino alla morte. Consapevole che dalla prossima battaglia non tornerà, non vuole che Shuri lo segua e dichiara di amarlo così tanto, con tutto il suo cuore: se lui morirà in guerra, Shuri deve vivere, dimenticarlo, trovare una moglie e rifarsi una vita. Shuri è disperato. In un addio dolorosissimo, Munenori affida Shuri al vecchio Fujido. Shuri non resiste e si allontana.
Vede un uomo che consegna a Fujido una bustina di sonnifero che mescolato al vino fa dormire chi lo beve per due giorni. Fujido dice all’uomo che Munenori l’ha chiesta per far dormire Shuri affinché non lo voglia seguire in battaglia. Shuri obbliga Fujido a consegnargli il sonnifero e porta il vino a Munenori. Fanno l’amore per l’ultima volta dichiarando di amarsi con parole tenerissime, una scena che spezza il cuore. All’alba Munenori dorme sereno sotto l’effetto del sonnifero e Shuri si mette alla guida dell’esercito degli ultimi samurai al suo posto.
È l’estate del 1868. In uno scontro breve e violentissimo i samurai vengono quasi tutti uccisi. Shuri combatte valorosamente, ma i fucili dei soldati avversari sono puntati contro di lui…
Munenori si sveglia di scatto, come sentendosi chiamare dalla voce dall’amato ragazzo…
Passano gli anni. L’era dei samurai è finita.
La città di Edo viene rinominata Tokyo, la gente scopre la moda e la cultura occidentale. La legge proibisce agli uomini di tenere i capelli lunghi e l’uso delle spade. Fujido è morto. Munenori ha i capelli corti, insegna in una scuola vicino a dove è sepolto Fujido e ricorda l’era dei samurai come un sogno lontano. Vicino al tempio dove aveva incontrato Shuri la prima volta vede un giovane che cammina col bastone e pensa che il suo amatissimo Shuri, se ci fosse ancora avrebbe più o meno la sua età. Il giovane lo chiama e tra le lacrime Munenori riconosce proprio Shuri! Shuri è diventato un uomo, il suo corpo è cresciuto e segnato dalle ferite della guerra. Racconta a Munenori di essere stato colpito da numerosi proiettili e di aver sentito la sua anima andare fino da lui che dormiva per chiamarlo e  vederlo un’ultima volta.
Soccorso da un generale che lo ha curato, ha cercato Munenori appena ha potuto reggersi in piedi, ma ha trovato la casa della famiglia Honda venduta e non sapeva più come rintracciarlo. Munenori gli spiega che ha dovuto nascondersi nella vecchia casa di Fujido con un nome falso.È stata una vera fortuna ritrovarsi: questa volta non si lasceranno mai più. Il manga si conclude con l’immagine di  loro due sorridenti tra i bambini della scuola.

       IMMAGINI:

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