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attenzione spoiler
OUR LUCK
Lo studente Nitta Asahi è perseguitato dalla sfortuna ma
a scuola incontra il professor Rokujou, il suo consulente sulla
fortuna. Asahi gli racconta che una trave stava per schiaccuarlo
ma rischia di far cadere una tazza di tè. Allora il professore
lo bacia per purificarlo: è quello che fa tutti i giorni.
Il professore però ha una brutta fama...i compagni di classe
di Asahi dicono che secondo loro pratica la magia nera, dicono che
fa bollire strani liquidi e che predice la fortuna lanciando ossa
umane. Asahi lo difende: "è un po’ strano,ma cerca
solo di aiutare le persone".
Da solo pensa a quanto lo rendono felice i baci del professore che
alla riunione del loro club indossa un manto da stregone e traffica
con teschi e aglio davanti a un calderone che ribolle.
Un gruppetto di ragazze e ragazzi perseguitati dalla sfortuna vogliono
iscriversi al loro club cos' che il professor Rokujou possa purificarli.
Asahi scappa in preda alla gelosia: come il professore bacia lui
può baciare anche le ragazze.
Il professore intuisce il suo stato d’animo e lo segue e in
un’aula deserta gli dichiara il suo amore e glielo dimostra…
Passano i giorni e Asahi racconta con soddisfazione al professore
di come è riuscito a scappare a un incidente e a uno scippo.
Però mentre il professore lo abbraccia, irrompe nell’aula
Ichinose, insegnante appena assunto nella loro scuola e amico d’infanzia
del professor Rokujou.
Quando Asahi passa da solo nel corridoio, Ichinose lo narcotizza
e lo lega per abusare di lui.
Asahi pensa intensamente al professore che arriva appena in tempo,
da un pugno a Ichinose e dichiara ancora di amare Asahi.
Asahi e il professore restano soli… e il professore chiede
all’amato di chiamarlo col suo nome: Norito.
Ichinose, che si è calmato, racconta ad Asahi che si ricorda
l’amicizia che c’era tra lui e Rokujou tanti anni fa,
quando Asahi era un bambino ma Asahi non ricorda.
Interrogando la mamma scopre che Rokujou viveva nella loro via e
di essersi dimenticato il passato a causa dello spavento quando
era scoppiato un incendio. Asahi sconvolto corre a casa del professore.
Mentre lui gli prepara il tè, curiosa tra i suoi album di
fotografie: ce n’è una di Rokujou da ragazzo con il
piccolo Asahi. Il professore fatica a raccontare di quel periodo
infelice: la gente della via lo temeva per i suoi strani poteri:
l’unico che gli era amico era il piccolo Asahi.
Rokujou ha maledetto tutti, anche se Asahi aveva cercato di fermarlo:
probabilmente la sfortuna di Asahi viene da quella maledizione.
Il professore teme che Asahi lo possa odiare per questo ma Asahi
lo accarezza e lo chiama Norito dichiarando di averlo sempre amato:
essersi rincontrati è una vera fortuna.
UWASA NO FUTARI:
Divertente commedia scolastica, breve ma simpatica.
Esaminando i documenti del club, Akabane e Aoyama parlano del pettegolezzo
che gira nella scuola che loro due si sono baciati.
Akabane afferma senza convinzione di amare le ragazze. Aoyama, ancora
meno convinto, ribadisce di amarle anche lui. Akabane pensa a Aoyama,
che in realtà gli piace, e si agita.
Dice che sono solo amici, ottimi amici ma nient’altro.
Aoyama lo bacia, ma gli dice per tenerlo buono che si tratta solo
di un esperimento per verificare se i pettegolezzi su di loro potrebbero
essere veri. Aoyama ha gradito molto questo esperimento. Akabane
si chiede se questo significa che si amano.
THE UNIFORM AND YOU:
Altra commedia scolastica breve ma carina.
Al dottor Ogasawara piace vedere l’alunno Sugiura con la divisa
scolastica. Gli studenti raccontano che abbia armadi pieni di divise
e lo chiamano il maniaco delle uniformi.
Un pomeriggio Sugiura passeggia e lo vede in una libreria del centro
che sfoglia un libro sulle uniformi. Il dottore lo saluta freddamente
e va via. Sugiura rimane male. A scuola ripensa al dottore e si
convince che non ama lui ma la sua divisa.
Il dottor Ogasawara lo chiama nell’infermeria, dove discutono
e infine chiariscono i loro sentimenti.
THE MECHANISM OF LOVE:
Due mani esperte ed eleganti costruiscono il modellino di un veliero…
Un ragazzo con gli occhiali dal viso molto fine e carino vive da
solo in montagna e fabbrica giocattoli. Ha scelto lui di allontanarsi
così dal mondo e rifiuta ogni contatto con le persone.
L’unica che gli fa visita è la sorella minore, che
un giorno gli presenta un androide costruito da lei che ha l’aspetto
di un bell’uomo dai capelli scuri.
L’androide è molto rispettoso e si rivolge al ragazzo,
che non sopporta neanche di essere toccato, chiamandolo “Padrone”.
Per rieducarlo ad avere contatti con la gente, l’androide
gli sta sempre molto vicino e lo abbraccia: convinto che le sue
mani siano finte il ragazzo si lascia avvicinare e toccare.
Tra lui e l’androide, che si rivela tanto perfetto da avere
i propri gusti e la propria volontà, nasce una grande amicizia.
Ma quando l’androide cerca di prendere il modellino di un
veliero da uno scaffale, il ragazzo ha una reazione violenta...
Quel veliero gli ricorda l’amico Yoshino.
Da bambini ci stavano giocando quando Yoshino gli ha dichiarato
il suo amore e ha cercato di baciarlo. Lui, che in realtà
amava Yoshino, lo ha respinto con uno schiaffo e da quel giorno
non lo ha più visto.
Dopo questo racconto l’androide propone al ragazzo di simulare
quella situazione, si tratta proprio del suo lavoro, e lui interpreterà
Yoshino.
Alla dichiarazione d’amore dell’androide/Yoshino il
ragazzo risponde che anche lui lo ama…
Mentre fanno l’amore desidera in cuor suo che l’androide
sia un vero essere umano.
Il cellulare dell’androide che suona lo sveglia: nella segreteria
telefonica è arrivato un messaggio. Il ragazzo esita, ma
decide di ascoltarlo, in fondo lui è il padrone.
La voce della sorella chiede di tornare in ufficio al più
presto al… capo reparto Yoshino!
Il ragazzo si rende conto che quello che lui credeva un aneroide
è in realtà Yoshino!
Non vuole neanche ascoltare le sue spiegazioni e lo scaccia con
uno schiaffo come la prima volta, ma subito si pente e lo raggiunge
dichiarando di averlo sempre amato. Le mani esperte ed eleganti
che costruivano il modellino del veliero sono tornate da lui…
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