hybrid child
La recensione è a cura di Belial



     INFO MANGA:

Titolo: Hybrid child
Mangaka: Nakamura Shungiku
Genere: shonen ai
Scanlations: Storm in heaven

     INFO RECENSIONE:

Autrice: belial
Data: 13.02.2006
Ultima modifica: 13.02.2006

     ALTRE OPERE:

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     COMPRA (vol. giapponese):


 

Titolo originale: Hybrid Child
Autrice
: Nakamura Shungiku
Pubblicato nel
: 2005
Pubblicato da
: BIBLOS
Numero di volumi
: 1
ISBN
: 4-8352-1722-5
Genere
: shounen ai
Scanlations: Storm in heaven (lingua italiana)

       INTRODUZIONE:

Hybrid Child è l’insieme di 3 racconti legati dalla presenza, in ognuno, di un bambino ibrido che altri non è che una bambola che cresce e si nutre dell’affetto del padrone e questo lo rende umano. In base, quindi, a ciò che gli viene dato, lui ricambia. Tranne la seconda storia, che è completamente slegata dal contesto, nella prima e la terza storia compare il creatore di questi bambini, dando quindi continuità ai racconti. Tutt’e tre le storie sono struggenti, la malinconia in ognuna è dovuta a fattori diversi quali l’abbandono, la morte e la perdita, tutti ugualmente forti. Il tratto della Nakamura personalmente lo trovo fantastico e molto congeniale al racconto. Non è propriamente armonioso (come invece siamo abituate a vedere in altri manga), ma estremamente evocativo.
In ultimo, una nota di riguardo ha l’ambientazione. Da una parte Hybrid Child c’immerge in una società feudale, dall’altra però i personaggi dispongono di conoscenze e tecnologie troppo avanzate persino per i nostri tempi. Questo fa sì che si venga a creare un mondo senza tempo, avulso da qualunque contesto storico ma molto forte emotivamente

       PERSONAGGI:

HAZUKI:
E’ la bambola ibrida del primo racconto. All’inizio viene presentato come una sorta di balia di Kentarou che, nonostante a breve debba diventare il capo di un’importante famiglia, in realtà è uno scapestrato fannullone. Abbandonato diverse volte nel passato, però, è stato proprio Kentarou a raccoglierlo dalla spazzatura, portarlo a casa e impedire che i genitori se ne sbarazzassero. E Hazuki ora è intriso di quest’amore e riconoscenza per il suo padrone.

KENTAROU:
Pare un ragazzetto senza troppa voglia di fare ciò che deve. E’ uno studente mediocre e con poche prospettive. Tuttavia il suo attaccamento a Hazuki e la sua perseveranza, saranno la chiave della prima storia. Perché ancora una volta, salverà la vita del suo Hybrid Child

YAZU:
E’ il bambino ibrido della seconda storia, ossessionato dall’idea di crescere per diventare più in grado di prendersi cura del suo padrone. Tuttavia non riesce a diventare grande, né ad alzarsi, ma sarà proprio il cambiamento del rapporto col padrone a modificare le cose

ICHI-SAMA:
E’ il padrone della bambola ibrida, nel secondo racconto. Ha un passato oscuro che lo perseguita tutt’ora. Adora e si prende cura del suo Hybrid Child. Però quando il suo passato bussa di nuovo alla sua porta per portargli via la vista, preferirebbe che la bambola cambiasse padrone, perché si sente poco adatto.

KURODA:
E’ l’inventore delle Bambole Ibride, compare nel primo racconto ed è protagonista del terzo. Combattente nell’esercito di Tsukishima e ha un fortissimo legame con questo sin da piccolo. E’ scontroso, solitario e parecchio scorbutico, tuttavia è un uomo di profonde passioni, che lo porteranno a riversare tutta la sua solitudine nelle sue bambole

TSUKUSHIMA:
E’ uno dei sacerdoti del clan di Kuroda. Legatissimo a quest’ultimo, ha con lui un rapporto conflittuale però all’apparenza. Litiga e si spazientisce spesso. Quando il suo clan perde la guerra, è costretto a compiere il “Suppuro”; vale a dire un suicidio rituale per salvare il suo capo clan. Nonostante la disperazione sua e di Kuroda, Tsukishima sa qual è il suo dovere.

      RIASSUNTO:

attenzione spoiler
PRIMA STORIA:
In un mondo senza tempo, dove tradizione e tecnologia sembrano convivere, ci viene presentato il primo bambino ibrido attraverso un Flash Back. “Io voglio solo Hazuki”. E’ questa la frase chiave di tutto il racconto che si sposta subito al tempo presente dove Kentarou è alle prese con dei compiti che non vuole fare e Hazuki è alle prese con una padrone scansafatiche. L’alchimia fra i due è subito evidente, anche fra le risate e i rimproveri delle prime pagine. Hazuki, però d’improvviso sta mae e “si spegne”. Ed è qui che incontriamo per la prima volta Kuroda (protagonista della terza storia) che ci viene presentato come un tipo taciturno e poco incline ai rapporti umani. Hazuki è stato fra i primi Bambini Ibridi creati e come tale, è difettoso e sta per morire. A questa notizia, Kentarou è disperato, prega e scongiura Kuroda dicendogli che farebbe qualunque cosa pur di salvare Hazuki. Kuroda è scettico, perché il ragazzo ricco com’è, potrebbe tranquillamente comprarsi un altro Hybrid Child.
Ma Kentarou vuole solo Hazuki. Nessun’altro. Lui è insostituibile.
Si butta a capofitto, quindi, nella ricerca della pietra di luna, pietra che pare possa salvare la vita della sua bambola. In realtà la pietra non esiste ed è solo un pretesto che Kuroda s’è inventato per prendere in giro il ragazzo. Durante l’affannosa ricerca di questa gemma, Hazuki tenta di fare ragionare il suo padrone, dicendogli che non è importante che lui ci sia oppure no, ma è importante il fatto che Kentarou diventi un buon capo famiglia anche senza di lui.
Ma Kentarou vuole solo Hazuki. Sopraffatto dall’amore per il suo padrone, Hazuki lo bacia e, anche quando lascia Kentarou alla sua folle ricerca, spiega a Kuroda il perché non potrà esistere nessuno per lui, se non il suo padrone. Hazuki è stato buttato nella spazzatura diverse volte, e solo Kentarou ha avuto la forza prima e l’affetto dopo di prendersi cura di lui. Gli ha insegnato a parlare e a camminare nonostante, a causa dei traumi della sua infanzia Hazuki ci abbai messo più del dovuto.
Quindi ora tutto il suo essere appartiene al suo padrone.
Kentarou non trova la pietra e purtroppo Hazuki si spegne perché sta marcendo. Disperato Kentarou si chiude nel suo dolore, finchè… (sono le ultime due pagine del racconto, mica posso svelarvele così)

SECONDA STORIA:
La seconda storia comincia con Yazu e la sua ossessione di crescere. Perché rimane piccolo nonostante ormai sia “fermo” da tanto? Questa sua ansia di crescere, in realtà, è dovuta al fatto che si senta inadatto a prendersi cura del suo padrone (Ichi-sama) con le fattezze così infantili. Più volte chiede a quest’ultimo il perché e nonostante le rassicurazioni dell’adulto, Yazu non sa darsi pace. Nonostante l’apparente bontà d’animo di Ichi-sama, un passatto piuttosto oscuro grava sulle sue spalle, passato che torna e, con un atto vendicativo e violento lo assale. Nello scontro, Ichi-sama perde gli occhi e la vista, ma nonostante la tragedia, sa che è ciò che merita. Ed è qui allora che finalmente Yazu cresce, quando vede la sofferenza del padrone e la sua capacità di accettare quel che è passato e quel che è presente con tutto il fardello che questo ne comporta. Finalmente Yazu, accettando non solo il lato positivo, ma anche quello malinconico della vita, diventa grande e da adulto, può dedicarsi anima e corpo al padrone.

TERZA STORIA:
Protagonisti della terza storia sono Kuroda (già comparso nella prima come inventore delle Bambine Ibride) e Tsukushima. Quest’ultimo è il sacerdote del clan di cui fa parte Kuroda. La storia quindi, ci porta indietro nel tempo e ci spiega l’origine dei Bambini Ibridi.
Il legame che c’è fra i due ragazzi ha radici profonde. Sin dalla loro infanzia, però, non sono mai stati in grado di comunicare a parole quello che provavano l’un per l’altro. Nonostante quindi, l’affetto e il rispetto, passano la maggior parte del tempo ad insultarsi. Evidenza che entrambi sia ancora incerti: è’ permesso amare così tanto? Entrambi pensano di no. Tuttavia, Tsukushimna è obbligato, a causa del suo ruolo a suicidarsi (suppuro) per proteggere la dignità e la vita del loro capo clan. E’ usanza infatti che se un clan perde la guerra, qualcuno fra i sacerdoti debba farsi carico dell’onta e pagarla con la vita. Tutti i sacerdoti sono morti in guerra tranne Tsukushima. Ed è proprio questa notizia a scatenare una serie d’eventi che finalmente porterà i due amanti a riconoscere ciò che provano l’un per l’altro. L’intensità delle pagine che narrano quest’incontro, l’incredulità di Kuroda e la sua disperazione sono estremamente toccanti (da leggere, il riassunto non rende giustizia).
Solo al mondo ora, Kuroda continua a lavorare su un progetto che aveva iniziato anni fa e crea il primo Bambino Ibrido, negando l’evidenza che questi altri non sia che la copia di Tsukushima. Chiuso in se stesso e nella sua negazione, Kuroda diventa un uomo distaccato da tutto e tutti. Quando il suo bambino Ibrido però dice le prime parole, sono identiche a quelle pronunciate da Tsukushima qualche giorno prima di morire. Il bambino Ibrido non è forse lo specchio del padrone? Il bambino Ibrido non si nutre forse di ciò che gli dà il padrone? Kuroda ha messo nella sua creatura tutto ciò che aveva, ricreando Tsukushinma senza neanche accorgersene, e finalmente ammette il suo amore totale per il ragazzo scomparso.

       IMMAGINI:


Le tavole sono prese dai volumi dell'edizione originale e appartangono al sito. Le immagini sono esposte esclusvamente a scopo dimostrativo.

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