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attenzione spoiler
VOLUME 1
Sulla Metro, Moto si sofferma ad osservare un ragazzo. Il suo sguardo
è stato attratto tanto dall’altezza del tipo, quanto
dalla sua espressione imbronciata. Il ragazzo in questione si chiama
Han-Sae e la sua aria corrucciata è dovuta al fatto che la
sua ragazza l’ha mollato proprio sull’altare. Moto decide
di provare un approccio con lui e gli inciampa volontariamente contro
finendogli disteso sopra. Divertito si scusa dando però la
colpa alle gambe troppo lunghe di Han-Sae che in riposta lo fissa
in maniera truce.
Moto si allontana e poco prima di scendere dalla metro gli sorride.
Ormai al sicuro, mostra al moretto il portafogli che gli aveva sottratto
poco prima. Han-Sae è decisamente furioso e medita vendetta.
Nel frattempo Moto si complimenta con se stesso per il bottino,
ma proprio in quel momento viene raggiunto da due tizi che hanno
assistito al furto e gli dicono che quello è il loro territorio
e non accettano che qualcun altro ci “lavori”. Per cui,
presolo sottobraccio, decidono di condurlo dal loro capo. Moto cerca
una maniera per venir fuori da quella brutta situazione, ma per
sua sfortuna un’altra banda, il cui capo sembra conoscere
Moto molto bene, dice di avere un conto in sospeso con lui. Trafelato
arriva anche Han-Sae, deciso a farla pagare a quel ladruncolo. Convinto
che si tratti di un’unica banda, Han-Sae comincia a menare
colpi. Dapprima Moto rimane a godersi la scena, poi però
decide che è meglio per lui darsela a gambe. Sistemai i teppisti,
Han-Sae si accorge della fuga di Moto e lo insegue agguantandolo
poco dopo. Moto, resosi conto di non poter fuggire, si aggrappa
alle sue gambe chiedendo pietà, ottenendo però un
calcio. Per paura di essere pestato si finge svenuto e il moro comincia
palpeggiarlo alla ricerca del portafogli. A quel punto Moto dice
ad Han-Sae che gli è stato sottratto dai tizi che l’avevano
fermato. Il moro è furioso e gli intima di recuperarlo al
più presto o sarà peggio per lui. Poi gli sequestra
il cellulare come garanzia.
La mattina seguente Han-Sae viene svegliato dal suono del cellulare,
suo fratello lo chiama dalla luna di miele, poi gli passa la sua
ex, diventata ormai cognata. Dopo una sfuriata Han-Sae riattacca
e corre a scuola. Arrivato in ritardo e preso a pugni un compagno
di classe, il moro viene condotto dal preside. Lì viene rimproverato
per il suo comportamento sconsiderato e inadatto all’ambiente
scolastico e gli vien detto che se non ha intenzione di cambiare
atteggiamento è meglio che lasci la scuola. Proprio durante
la ramanzina gli squilla il cellulare che aveva sequestrato al teppistello.
È Moto che lo informa di essere fuori dalla scuola con il
suo portafogli. Han-Sae informa il preside di aver preso la decisione
di lasciare la scuola.
Fuori, ad attenderlo c’è il biondino. I due effettuano
lo scambio, il moro apre il portafogli ma lo trova vuoto, mentre
il biondino è già corso via salendo su un autobus.
Dal finestrino del mezzo però gli urla contro di non prendersela,
lui gli piace e nel portafogli gli ha lasciato un bigliettino con
l suo indirizzo, così quando lo andrà a trovare gli
restituirà i suoi soldi. Stranamente Han-Sae non è
arrabbiato, né si sente preso in giro, in qualche modo quel
biondino comincia a stargli simpatico.
Moto convive con un amico che in realtà desidera da lui molto
più dell’amicizia. Moto lo colpisce, dicendogli che
a cosa gli fa schifo, ma l’altro più forte e robusto
riesce a metterlo sotto. Moto comincia a dimenarsi e urlare per
sfuggirgli e per sua fortuna in quel momento arriva Han-Sae.
Fuori dall’edificio i due incrociano il capo della banda che
il moretto aveva menato, impaurito Moto fugge tirandosi dietro anche
Han-Sae spiegandogli che ora quelli penseranno formino un gruppo.
Il moro si arrabbia: ogni volta che c’è quel ragazzino
nei paraggi ci son guai e lui non vuole trovarsi invischiato, ma
Moto gli sorride e come se niente fosse successo gli offre da bere.
I due vanno su un terrazzo, si presentano e devono birra. Moto gli
propone di diventare amici, gli affibbia anche un nomignolo: Saez.
Il moro è perplesso, non riesce a capire che razza di persona
in realtà quel ragazzino.
La scena successiva ci presenta Han-Sae e Moto a letto abbracciati.
Non appena si sveglia, il biondino colpisce Han-Sae e gli urla contro
di aver approfittato di lui. Il moro, che non ha molta pazienza
si infuria subito dicendogli che se si trova lì è
perché la sera prima si era ubriacato bevendo birra e soprattutto
di essere stato lui a spogliarsi e infilarsi sotto le coperte. Moto
si calma quasi subito e ritorna il tipo allegro di sempre ricominciando
a tempestare Han-Sae di domande e parlando a raffica. Infastidito
il moro gli dice che sembra una ragazzina, così gli abbassa
i boxer per controllare se sia effettivamente un maschio. Moto gli
dice di smetterla subito, di non toccarlo ma il contatto gli causa
un’erezione. Han-Sae lo lascia e si chiude in bagno, chiedendosi
che cosa gli sia preso per arrivare a toccare un maschio, dando
poi la colpa alla frustrazione sessuale. Prima di uscire per andare
a lavorare dice a Moto di andarsene a casa e di chiudere bene la
porta. Moto ancora scosso dall’accaduto e spaventato ripensa
ad un episodio avvenuto tempo prima, in cui un ragazzo moro gli
chiedeva se lo amasse e volesse essere abbracciato.
La scena si sposta sul luogo in cui lavora Han-Sae, alle prese con
una moto da riparare. Un suo collega; Dikki, gli consiglia di portarla
in un officina o rischia di farci un incidente se riparata male,
ma il moro gli dice di non avere i soldi. Rincasato, trova un gran
disordine e un messaggio lasciatogli da Moto in cui lo informa di
aver preso in prestito dei vestiti e dandogli dello stupido maniaco
per quanto accaduto.
Una mattina, Han-Sae viene svegliato dal suono del campanello: Moto
è lì con una valigia e gli chiede ospitalità.
Il moro ovviamente rifiuta e gli dice di andarsene, poi torna a
dormire. Moto, però, con una copia delle chiavi entra in
casa e comincia a preparare la colazione combinando un gran macello
e svegliando Han-Sae che lo afferra per un polso e cerca di sbatterlo
fuori di casa. Moto gli chiede disperato di poter rimanere lì,
è inseguito da alcune persone e non ha nessun posto in ci
nascondersi. Han-Sae gli dice di essere abituato a stare solo, di
voler nessuno tra i piedi e di non potersi fidare di un ladro. Ma
Moto lo rassicura, spiegandogli che sulla metro l’aveva derubato
solo per prenderlo un po’ in giro per la sua aria depressa.
Il moro, non del tutto convinto, gli dice che ci penserà
un po’ su, ottenendo in cambio un sorriso di ringraziamento.
Al lavoro, Han-Sae è distratto e ripensa a sorriso del biondino,
non capendo perché lo trovi tanto bello.
L’ex coinquilino di Moto riceve la visita di un certo I-Tan,
il ragazzo è appena uscito di prigione ed è andato
a prendere Moto. L’altro appare spaventato e gli dice che
Moto se n’è andato via e non sappia dove si trovi,
in oltre, dopo avergli fatto un occhio nero, gi ha rubato la carta
di credito. I-Tan gli risponde che di sicuro deve aver messo le
mani addosso a Moto, lo picchia e lo sbatte contro il muro dicendogli
che se oserà farlo di nuovo lo ucciderà. A causa dello
stesso I-Tan, Han-Sae ha un brutto incidente in moto, infatti,per
non investirlo, frena bruscamente rovinando malamente a terra.
Dikki lo riaccompagna a casa in taxi dall’ospedale, spiegandogli
che si sente in colpa, quasi gli avesse portato sfortuna.
Arrivati all’appartamento di Han-Sae, Dikki vede Moto e lo
scambia per una ragazza, provandoci immediatamente con lui. Han-Sae,
infastidito, solleva la mogliettina di Moto, mostrando all’amico
che si tratta in realtà di un maschio. Dikki se ne va sconvolto,
tornando però la mattina dopo con del cibo e invitando Moto
a cena.
Ora che non può lavorare tocca a Moto procurare i soldi e
Han-Sae gli chiede di sostituirlo almeno ad uno dei due lavori e
passargli metà dello stipendio. Moto accetta, ma gli chiede
perché date le circostanze non torni a casa e il moro gli
dice che non può. Moto trova ammirazione per quel ragazzo
dalla volontà tanto forte e Han-Sae comincia a chiedersi
da cosa stia scappando il biondino.
Dikki ritorna spesso a casa dell’amico, in realtà sperando
di trovarci Moto, non accettando ancora l’idea che si tratti
di un ragazzo. Il moro cerca di farlo ragionare ma finisce poi per
ammettere che oltre ad avere un bel viso è un ragazzo a posto
e Dikki gli dice che non può innamorarsene anche lui. Proprio
mentre sta per andarsene suonano alla porta. Un fattorino deve consegnare
dei mobili ordinati da Moto che sono già stati pagati. Han-Sae
affronta il biondino non appena rincasa mostrandogli una carta di
credito e chiedendogli dove l’abbia presa. La discussione
si fa subito accesa. Han-Sae accusa di nuovo Moto di essere un ladro
e una persona meschina, Moto cerca di difendersi spiegandogli che
la carta apparteneva al suo ex coinquilino e di averla rubata per
vendicarsi di quello che gli aveva fatto. Il moro gli dice che e
sue non sono giustificazioni e arriva persino a dirgli che se aveva
bisogno di soldi avrebbe sempre potuto tornare da quel tipo e vendersi.
Moto comincia a piangere e gli urla che se lui ha un orgoglio ancora
intatto la sua è solo fortuna e non può nemmeno immaginare
cosa significhi essere toccato contro la propria volontà
e non potersi difendere. Han-Sae fa per colpirlo ma si ferma davanti
all’espressione spaventata di Moto. Poi gli dice di andarsene.
Han-Sae, pur convinto di aver detto delle cose giuste, si sente
in colpa per averlo ferito. Tuttavia, meno di mezzora dopo, Moto
torna da lui chiedendogli scusa, dicendo che restituirà i
mobili e i soldi e gli offre della birra. Anche Han-Sae dice di
aver esagerato e credendo Moto addormentato gli dice che potrebbe
anche fidarsi di lui e che gli piace. Moto gli sorride e si avvicina
al suo viso. Il moro, pur credendolo ubriaco, invece di allontanarsi,
lo bacia.
VOLUME 2: 
La prima scena del manwa è piuttosto ambigua: Moto, sdraiato
sulla pancia, si lamenta con Han-Sae per il dolore ai reni, mentre
quest’ultimo pare piuttosto affaticato e il volto è madido
di sudore seppur con una espressione soddisfatta. Moto gli dice che non
ce la fa più e gli supplica di smetterla. Il povero Moto, in
effetti, soffre il mal di schiena perché è obbligato a
dormire sul pavimento ed è stanco perché –lui dice-
schiavizzato da Han-Sae. Mentre i due discutono, dal nulla spunta fuori
Dokko che rimprovera l’amico per come è solito trattare
Moto. Anche stavolta il motivo della visita è quello di
incontrare il biondino, non certo di sincerarsi delle condizioni del
moro e come sempre porta da mangiare sapendo quanto Moto adori la
carne. Dokko gli propone di uscire insieme ma il biondino gli risponde
che la cosa infastidirebbe Saez, il quale non sopporta
l’interessamento di Dokko per Moto e ancora di più gli
dà fastidio che il suo coinquilino giri per casa davanti agli
estranei con indosso solo un paio di boxer. Dokko chiede a Moto
spiegazioni sul malumore di Han-Sae e questi gli spiega sia dovuto al
fatto che, non avendo la ricevuta, non ha potuto restituire i mobili
che aveva acquistato con una carta di credito rubata e benché
gli avesse detto non si sarebbe arrabbiato e non gliel’avrebbe
rinfacciato, dal giorno non lo guada più in faccia. Moto
continua a chiedergli scusa, vuole il suo perdono e cerca in ogni modo
di andarci d’accordo ma ottiene solo l’effetto contrario.
Han-Sae è sempre più nervoso e dà la colpa del suo
malumore a Dokko. Non riesce nemmeno più a guardare il biondino
in faccia, cosa assurda dato che dopo il bacio che si sono scambiati
quando erano ubriachi, Moto non ricorda nulla, invece lui continua a
risentire quelle sensazioni e a rivivere quei momenti. A tavola poi,
continua a rimuginarci e fissa torvamente Moto, ritenendolo
responsabile per quanto accaduto. Il poveretto, però, crede che
lo sguardo di rimprovero sia per quello che sta mangiando e lascia il
suo cibo. Subito Dokko gli cede la sua porzione e Han-Sae rovescia il
tavolino e, afferrato l’amico per il maglione, lo trascina fuori
dall’appartamento obbligandolo a portarlo a fare un giro. Dokko
acconsente a malincuore, lui voleva rimanere a giocare con Moto,
tuttavia lo porta in centro e lo lascia lì.
Han-Sae comincia a pensare a quanto successo, alla sua situazione
fisica e alla sua impotenza di fronte a quanto sta accadendo, si sente
scoppiare dentro. Proprio mentre rimugina su queste cose gli si
avvicina un gruppo di studenti, suoi ex compagni di liceo, tra i quali
il biondino che aveva preso a pugni in classe. I due litigano
nuovamente, ma è Han-Sae ad avere la meglio: lo colpisce a volto
con la stampella facendolo rovinare a terra. il biondo è
furioso, raccoglie una pietra e sta per lanciarla contro Han-Sae quando
un ragazzo moro lo blocca: I-Tan. Saez gli intima di non impicciarsi ma
I-Tan convince gli studenti ad allontanarsi se non vogliono passare dei
guai. Han-Sae decide che per fare a pugni, va bene chiunque pur di
sfogarsi, cerca di colpirlo, ma I-Tan sembra più forte e con una
semplice mossa lo fa cadere, poi gli offre una mano per aiutarlo a
rialzarsi e si allontana subito dopo. La frustrazione in Han-Sae cresce
sempre di più.
Al cimitero I-Tan va sulla tomba di un amico: Jin. Pare che avesse
saputo da poco della sua morte, tuttavia anche Jin pareva fosse legato
in qualche modo a Moto. I-Tan dice che si occuperà di Moto.
È ormai sera tardi quando Han-Sae rincasa e trova Moto ad
attenderlo con impazienza. Pare molto infastidito da tutto
quell’interessamento da parte del biondino che comunque lo
spiazza dicendogli che se è tanto arrabbiato e infastidito, di
sicuro è dovuto a qualcosa che ha fatto quando erano ubriachi,
pur non ricordando nulla Moto si scusa ancora. Han-Sae gli dice che non
ha fatto assolutamente nulla e Moto insiste che qualcosa
dev’essere accaduto o non dovrebbe andarsene in giro con
quell’espressione sul viso o chi lo incontra si può
preoccupare. Saez pensa tra sé che anche lui si preoccupa sempre
per Moto, ma gli dice che quando lo vede gli saltano i nervi se invece
non ce l’ha attorno sta sulle spine. Al lavoro Moto si sfoga con
un collega, proprio non digerisce le frasi che gli ha rivolto il moro,
non accetta che qualcuno dica che la sua bellezza possa essere un
problema o dare fastidio. Il suo collega gli dice di non preoccuparsi,
sicuramente Han-Sae era di malumore, ma non pensava veramente
ciò che ha detto e tra amici, a volte, possono capitare momenti
no. Detto questo si allontana e lascia Moto da solo alla cassa.
Arriva un cliente che pare conoscere Moto ed infatti è il capo
della banda che gli dava la caccia. Ha cambiato pettinatura e tolto gli
occhiali; Moto si spaventa, riesce a fuggire, ma purtroppo non a
seminarlo. Hong-Chi-Su, questo il suo nome, gli dice che non
c’è più bisogno di scappare: Moto gli doveva una
grossa somma di denaro, che ovviamente non ha restituito, ma qualcuno
ora l’ha fatto al posto suo. Lo stesso I-Tan ha restituito i
soldi, ad eccezione degli interessi, ma Moto non gli crede. Il
malvivente trova strano che Moto non sapesse nulla del fatto che I-Tan
fosse uscito di prigione, come ancora più strano, gli sembra che
il biondino non sapesse che tutti lo credessero la ragazza di I-Tan, ma
gli spiega anche che è per questo motivo che nessuno si è
mai azzardato a fargli veramente del male. Moto gli dice di lasciarlo
in pace, ora non può pretendere più nulla da lui, ma la
sua impertinenza fa arrabbiare l’uomo più grande che lo
afferra per il collo sbattendolo contro un muro. Poi se ne va
dicendogli che terrà segreto il posto in cui si nasconde ma che
è meglio per lui che non si faccia trovare sin quando non
verranno restituiti gli interessi.
Con un flash back scopriamo che I-Tan era fu arrestato dalla polizia
mentre si trovava con Moto, il quale però riuscì a
nascondersi e farla franca abbandonando l’altro al proprio
destino. Moto ritornò al covo della banda di cui faceva parte da
poco e lì Jung-ho, uno dei sottoposti di I-Tan, lo accusò
di quanto successo, dicendo che era sempre attaccato al loro capo e
proprio per questo motivo non era riuscito a scappare, poi gli
intimò di andarsene. La pena per I-Tan fu fissata a 7 anni e
Moto avrebbe tanto aiutarlo, ma senza sapere come fare. Jung-ho gli
presentò allora un amico che aveva legami con la magistratura e
gli disse che era suo preciso dovere trovare dei soldi per
liberare I-Tan. Moto era disperato, il senso di colpa troppo grande,
per cui si recò da un malavitoso chiedendogli un prestito. Quei
soldi vennero però rubati da Jung-ho e dal suo amico che
fuggirono.
Non viene spiegato cosa Moto dovesse fare in cambio di quei soldi, solo
che non resistette a lungo e decise di scappare e nascondersi.
Han-Sae è preoccupato per il ritardo di Moto, avrebbe dovuto
rincasare all’alba, al termine del turno, ma è mezzogiorno
e di lui nessuna traccia. Chiama così il suo collega che gli
dice che è andato via alla solita ora, ma gli parla anche della
visita che ha ricevuto. Han-Sae decide di fregarsene, non sono affari
suoi se quell’idiota si caccia nei guai, tuttavia
l’immagine di Moto tra le mani degli aguzzini lo convince ad
uscire a cercarlo, giurando che se non gli è successo niente lo
ucciderà lui. Apre la porta e Moto è lì,
addormentato sulle scale. Saez lo colpisce, poi lo trascina in casa
maledicendolo. Moto dice solo che ha perso le chiavi e di essere
stanco, poi si riaddormenta gettandosi vestito sul letto. Han-Sae lo
spoglia, nota sul suo collo dei segni, controlla tutto il suo corpo per
accertarsi che non gli sia successo niente di male, arrabbiandosi con
sé stesso e con Moto per quello che gli fa fare, poi lo copre e
a quel punto il biondino, che sta sognando I-Tan, gli chiede di
tenergli la mano. Intenerito Saez lo bacia di nuovo.
Moto si risveglia sul letto di Han-Sae mentre quest’utimo sta
cucinando. Il biondino si scusa subito per aver utilizzato il suo letto
e aver invaso ancora una volta i suoi spazi sacri, il moro capisce di
aver tracciato dei confini per tenere in qualche modo lontano il
ragazzo, gli dice di non preoccuparsi, di non avere luoghi sacri e
decide di stuzzicare un po’ il biondino chiedendogli dove si
trovino i suoi. Moto gli risponde maliziosamente che la sua parte sacra
è la parte più preziosa di un uomo. Han-Sae cerca di
convincersi di non trovare assolutamente intrigante quel ragazzino.
Moto mangia con gusto quanto cucinatogli dal moro che,
inaspettatamente, gli rivela alcuni particolari tristi del suo passato
e il biondino è felice, le cose tra loro stanno forse
migliorando; in realtà quando Saez gli domanda dei segni sul suo
collo, lui mente e Han-Sae gli chiede dell’uomo che è
andato a cercarlo, non sopporta che Moto gli menta. I due litigano
nuovamente ma stavolta Moto gli dice che in qualche modo lo voleva
proteggere tenendolo all’oscuro del suo passato e che comprende
che comunque l’altro possa essere preoccupato, la cosa lo rende
anche felice in quanto era convinto che al mondo non ci fosse
più nessuno a preoccuparsi per lui. Han-Sae gli dice che
d’ora in avanti non deve più sparire.
I-Tan torna nel covo dove incontra due vecchi amici e ai quali chiede
informazioni su dove rintracciare Jung-ho. I due sono intimoriti e gli
spiegano che Jung-ho è stato in qualche modo raggirato da un
certo Mira e gli indicano una serie di posti nel quale è
possibile trovarlo. Poi gli chiedono se ha già incontrato Moto e
I-Tan dice che ci penserà non appena avrà risolto a
faccenda con il suo sottoposto.
Tolto il gesso Han-Sae va da Dokko dicendogli che vuol riprendere a
lavorare, anche senza la sua moto, dopodichè i due vanno a
trovare Moto sul lavoro. Il biondino ha cambiato pettinatura ed
è talmente carino che Han-Sae gli dice che è più
bello di qualunque donna abbia mai visto, scatenando la reazione di
Moto e di Dokko che vede Moto come di sua proprietà. Han-Sae
capisce che in qualche modo deve riuscire a placare la tempesta
ormonale, esce dal locale pregando l’amico di rimanere sino alla
chiusura e dicendo al biondino di chiamarlo qualunque cosa succeda.
Un altro flash back ci porta all’incontro di Han-Sae con
una giovane studente di belle arti per la quale posa nudo. Da subito i
due non si sopportano, ma la corrente di sessuale è troppo forte
e finiscono a letto insieme.
Il moro cerca tra le braccia di una donna di spegnere il desiderio che
sente per Moto, ma capisce che prima o poi si dovrà arrendere.
Corre a casa da lui e non appena lo vede gli si getta sopra e sta per
baciarlo quando Moto gli dice che ha addosso il profumo di una donna.
Han-Sae si scosta e Moto gli dice di invidiarlo, anche lui vorrebbe una
fidanzata e vorrebbe farci del sesso. Il moro decide di stuzzicarlo un
po’, gli chiede se è vergine e circonciso, Moto è
in imbarazzo e la voglia di baciarlo si fa sentire sempre più
forte in Saez che gli offre subdolamente una birra. Quando
l’altro è ubriaco lo bacia, poi lo solleva e lo stende su
letto rassicurandolo che stavolta, al suo risveglio, non si
comporterà male come a volta precedente, poi si allontana.
L’ultima scena del manwa ci fa vedere un Moto sveglio che si sfiora con sorpresa le labbra.
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