THE SUMMIT
La recensione è a cura di Witch



     INFO MANGA:

Titolo: The Summit
Mangaka: Lee Young-See
Genere: yaoi
Pubblicazione: Flashbook

     INFO RECENSIONE:

Autrice: witch
Data: 28.01.2008
Ultima modifica: 28.01.2008

     ALTRE OPERE:

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Titolo originale : The Summit
Autrice: Lee Young-See
Pubblicato nel: 2005
Pubblicato da: Seoul Cultural Publishers
Numero di volumi: in corso
ISBN: -

Disponibile l' edizione italiana:
Titolo:  The Summit
Casa editrice
: Flash Book
                             Numeri di volumi usciti: 1
                             ISBN: -
                             Dimensioni: 13x18 cm con sovraccopertina
                             Prezzo: 5.90 Euro
                             Date uscita: Dicembre 2007

       INTRODUZIONE:

Primo manwa interamente dedicato al genere boy’s love della coreana Lee Young-See, uscito nel 2005 e finalmente giunto anche da noi.
Molto belli i disegni, e davvero divertenti le espressioni che assumono i personaggi, quasi da cartone animato, il tutto contornato da una buona dose di malizia e situazioni che potrebbero diventare molto piccanti.

       TRAMA:

Lee Han-Sae viene mollato dalla fidanzata proprio sull’altare e il suo mondo cade a pezzi. Derubato sulla metropolitana da un ragazzino biondo, lo insegue per dargli una lezione, ma da quel momento in poi le loro vite finiscono per intrecciarsi, in un insieme di situazioni comiche, imbarazzanti e, per certi versi, drammatiche. Fino, forse, ad arrivare all’innamoramento.

       PERSONAGGI:
LEE HAN-SAE:
Bellissimo ragazzo dagli splendidi occhi azzurri e capelli neri, alto e a quanto pare, un po’ sfigato. Mollato sull’altare e derubato da un teppistello molto intrigante e carino che gli renderà a vita piuttosto movimentata e che gli farà scoprire un suo lato nascosto.
MOTO:
Il suo nome è inventato, di lui si sa solo che è una gran testa calda e ha una marea di problemi. Ruba il portafoglio di Lee Han-Sae ma decide di restituirglielo. Finirà per diventarne il coinquilino e rendergli la vita tormentata. In passato, forse, ha subito una violenza sessuale.
  DOKKO HONG-GI:
Ragazzo biondo, carino che cerca di diventare amico di Han-Sae. Non appena incontra Moto lo scambia per una ragazza, poi pur con la consapevolezza che si tratti di un maschio, ci prova con lui scatenando le gelosie di Han-sae.
      RIASSUNTO:

attenzione spoiler
VOLUME 1
Sulla Metro, Moto si sofferma ad osservare un ragazzo. Il suo sguardo è stato attratto tanto dall’altezza del tipo, quanto dalla sua espressione imbronciata. Il ragazzo in questione si chiama Han-Sae e la sua aria corrucciata è dovuta al fatto che la sua ragazza l’ha mollato proprio sull’altare. Moto decide di provare un approccio con lui e gli inciampa volontariamente contro finendogli disteso sopra. Divertito si scusa dando però la colpa alle gambe troppo lunghe di Han-Sae che in riposta lo fissa in maniera truce.
Moto si allontana e poco prima di scendere dalla metro gli sorride. Ormai al sicuro, mostra al moretto il portafogli che gli aveva sottratto poco prima. Han-Sae è decisamente furioso e medita vendetta.
Nel frattempo Moto si complimenta con se stesso per il bottino, ma proprio in quel momento viene raggiunto da due tizi che hanno assistito al furto e gli dicono che quello è il loro territorio e non accettano che qualcun altro ci “lavori”. Per cui, presolo sottobraccio, decidono di condurlo dal loro capo. Moto cerca una maniera per venir fuori da quella brutta situazione, ma per sua sfortuna un’altra banda, il cui capo sembra conoscere Moto molto bene, dice di avere un conto in sospeso con lui. Trafelato arriva anche Han-Sae, deciso a farla pagare a quel ladruncolo. Convinto che si tratti di un’unica banda, Han-Sae comincia a menare colpi. Dapprima Moto rimane a godersi la scena, poi però decide che è meglio per lui darsela a gambe. Sistemai i teppisti, Han-Sae si accorge della fuga di Moto e lo insegue agguantandolo poco dopo. Moto, resosi conto di non poter fuggire, si aggrappa alle sue gambe chiedendo pietà, ottenendo però un calcio. Per paura di essere pestato si finge svenuto e il moro comincia palpeggiarlo alla ricerca del portafogli. A quel punto Moto dice ad Han-Sae che gli è stato sottratto dai tizi che l’avevano fermato. Il moro è furioso e gli intima di recuperarlo al più presto o sarà peggio per lui. Poi gli sequestra il cellulare come garanzia.
La mattina seguente Han-Sae viene svegliato dal suono del cellulare, suo fratello lo chiama dalla luna di miele, poi gli passa la sua ex, diventata ormai cognata. Dopo una sfuriata Han-Sae riattacca e corre a scuola. Arrivato in ritardo e preso a pugni un compagno di classe, il moro viene condotto dal preside. Lì viene rimproverato per il suo comportamento sconsiderato e inadatto all’ambiente scolastico e gli vien detto che se non ha intenzione di cambiare atteggiamento è meglio che lasci la scuola. Proprio durante la ramanzina gli squilla il cellulare che aveva sequestrato al teppistello. È Moto che lo informa di essere fuori dalla scuola con il suo portafogli. Han-Sae informa il preside di aver preso la decisione di lasciare la scuola.
Fuori, ad attenderlo c’è il biondino. I due effettuano lo scambio, il moro apre il portafogli ma lo trova vuoto, mentre il biondino è già corso via salendo su un autobus. Dal finestrino del mezzo però gli urla contro di non prendersela, lui gli piace e nel portafogli gli ha lasciato un bigliettino con l suo indirizzo, così quando lo andrà a trovare gli restituirà i suoi soldi. Stranamente Han-Sae non è arrabbiato, né si sente preso in giro, in qualche modo quel biondino comincia a stargli simpatico.
Moto convive con un amico che in realtà desidera da lui molto più dell’amicizia. Moto lo colpisce, dicendogli che a cosa gli fa schifo, ma l’altro più forte e robusto riesce a metterlo sotto. Moto comincia a dimenarsi e urlare per sfuggirgli e per sua fortuna in quel momento arriva Han-Sae.
Fuori dall’edificio i due incrociano il capo della banda che il moretto aveva menato, impaurito Moto fugge tirandosi dietro anche Han-Sae spiegandogli che ora quelli penseranno formino un gruppo. Il moro si arrabbia: ogni volta che c’è quel ragazzino nei paraggi ci son guai e lui non vuole trovarsi invischiato, ma Moto gli sorride e come se niente fosse successo gli offre da bere. I due vanno su un terrazzo, si presentano e devono birra. Moto gli propone di diventare amici, gli affibbia anche un nomignolo: Saez. Il moro è perplesso, non riesce a capire che razza di persona in realtà quel ragazzino.
La scena successiva ci presenta Han-Sae e Moto a letto abbracciati. Non appena si sveglia, il biondino colpisce Han-Sae e gli urla contro di aver approfittato di lui. Il moro, che non ha molta pazienza si infuria subito dicendogli che se si trova lì è perché la sera prima si era ubriacato bevendo birra e soprattutto di essere stato lui a spogliarsi e infilarsi sotto le coperte. Moto si calma quasi subito e ritorna il tipo allegro di sempre ricominciando a tempestare Han-Sae di domande e parlando a raffica. Infastidito il moro gli dice che sembra una ragazzina, così gli abbassa i boxer per controllare se sia effettivamente un maschio. Moto gli dice di smetterla subito, di non toccarlo ma il contatto gli causa un’erezione. Han-Sae lo lascia e si chiude in bagno, chiedendosi che cosa gli sia preso per arrivare a toccare un maschio, dando poi la colpa alla frustrazione sessuale. Prima di uscire per andare a lavorare dice a Moto di andarsene a casa e di chiudere bene la porta. Moto ancora scosso dall’accaduto e spaventato ripensa ad un episodio avvenuto tempo prima, in cui un ragazzo moro gli chiedeva se lo amasse e volesse essere abbracciato.
La scena si sposta sul luogo in cui lavora Han-Sae, alle prese con una moto da riparare. Un suo collega; Dikki, gli consiglia di portarla in un officina o rischia di farci un incidente se riparata male, ma il moro gli dice di non avere i soldi. Rincasato, trova un gran disordine e un messaggio lasciatogli da Moto in cui lo informa di aver preso in prestito dei vestiti e dandogli dello stupido maniaco per quanto accaduto.
Una mattina, Han-Sae viene svegliato dal suono del campanello: Moto è lì con una valigia e gli chiede ospitalità. Il moro ovviamente rifiuta e gli dice di andarsene, poi torna a dormire. Moto, però, con una copia delle chiavi entra in casa e comincia a preparare la colazione combinando un gran macello e svegliando Han-Sae che lo afferra per un polso e cerca di sbatterlo fuori di casa. Moto gli chiede disperato di poter rimanere lì, è inseguito da alcune persone e non ha nessun posto in ci nascondersi. Han-Sae gli dice di essere abituato a stare solo, di voler nessuno tra i piedi e di non potersi fidare di un ladro. Ma Moto lo rassicura, spiegandogli che sulla metro l’aveva derubato solo per prenderlo un po’ in giro per la sua aria depressa. Il moro, non del tutto convinto, gli dice che ci penserà un po’ su, ottenendo in cambio un sorriso di ringraziamento.
Al lavoro, Han-Sae è distratto e ripensa a sorriso del biondino, non capendo perché lo trovi tanto bello.
L’ex coinquilino di Moto riceve la visita di un certo I-Tan, il ragazzo è appena uscito di prigione ed è andato a prendere Moto. L’altro appare spaventato e gli dice che Moto se n’è andato via e non sappia dove si trovi, in oltre, dopo avergli fatto un occhio nero, gi ha rubato la carta di credito. I-Tan gli risponde che di sicuro deve aver messo le mani addosso a Moto, lo picchia e lo sbatte contro il muro dicendogli che se oserà farlo di nuovo lo ucciderà. A causa dello stesso I-Tan, Han-Sae ha un brutto incidente in moto, infatti,per non investirlo, frena bruscamente rovinando malamente a terra.
Dikki lo riaccompagna a casa in taxi dall’ospedale, spiegandogli che si sente in colpa, quasi gli avesse portato sfortuna.
Arrivati all’appartamento di Han-Sae, Dikki vede Moto e lo scambia per una ragazza, provandoci immediatamente con lui. Han-Sae, infastidito, solleva la mogliettina di Moto, mostrando all’amico che si tratta in realtà di un maschio. Dikki se ne va sconvolto, tornando però la mattina dopo con del cibo e invitando Moto a cena.
Ora che non può lavorare tocca a Moto procurare i soldi e Han-Sae gli chiede di sostituirlo almeno ad uno dei due lavori e passargli metà dello stipendio. Moto accetta, ma gli chiede perché date le circostanze non torni a casa e il moro gli dice che non può. Moto trova ammirazione per quel ragazzo dalla volontà tanto forte e Han-Sae comincia a chiedersi da cosa stia scappando il biondino.
Dikki ritorna spesso a casa dell’amico, in realtà sperando di trovarci Moto, non accettando ancora l’idea che si tratti di un ragazzo. Il moro cerca di farlo ragionare ma finisce poi per ammettere che oltre ad avere un bel viso è un ragazzo a posto e Dikki gli dice che non può innamorarsene anche lui. Proprio mentre sta per andarsene suonano alla porta. Un fattorino deve consegnare dei mobili ordinati da Moto che sono già stati pagati. Han-Sae affronta il biondino non appena rincasa mostrandogli una carta di credito e chiedendogli dove l’abbia presa. La discussione si fa subito accesa. Han-Sae accusa di nuovo Moto di essere un ladro e una persona meschina, Moto cerca di difendersi spiegandogli che la carta apparteneva al suo ex coinquilino e di averla rubata per vendicarsi di quello che gli aveva fatto. Il moro gli dice che e sue non sono giustificazioni e arriva persino a dirgli che se aveva bisogno di soldi avrebbe sempre potuto tornare da quel tipo e vendersi. Moto comincia a piangere e gli urla che se lui ha un orgoglio ancora intatto la sua è solo fortuna e non può nemmeno immaginare cosa significhi essere toccato contro la propria volontà e non potersi difendere. Han-Sae fa per colpirlo ma si ferma davanti all’espressione spaventata di Moto. Poi gli dice di andarsene. Han-Sae, pur convinto di aver detto delle cose giuste, si sente in colpa per averlo ferito. Tuttavia, meno di mezzora dopo, Moto torna da lui chiedendogli scusa, dicendo che restituirà i mobili e i soldi e gli offre della birra. Anche Han-Sae dice di aver esagerato e credendo Moto addormentato gli dice che potrebbe anche fidarsi di lui e che gli piace. Moto gli sorride e si avvicina al suo viso. Il moro, pur credendolo ubriaco, invece di allontanarsi, lo bacia.


VOLUME 2:
La prima scena del manwa è piuttosto ambigua: Moto, sdraiato sulla pancia, si lamenta con Han-Sae per il dolore ai reni, mentre quest’ultimo pare piuttosto affaticato e il volto è madido di sudore seppur con una espressione soddisfatta. Moto gli dice che non ce la fa più e gli supplica di smetterla. Il povero Moto, in effetti, soffre il mal di schiena perché è obbligato a dormire sul pavimento ed è stanco perché –lui dice- schiavizzato da Han-Sae. Mentre i due discutono, dal nulla spunta fuori Dokko che rimprovera l’amico per come è solito trattare Moto. Anche stavolta il motivo della visita è quello di incontrare il biondino, non certo di sincerarsi delle condizioni del moro e come sempre porta da mangiare sapendo quanto Moto adori la carne. Dokko gli propone di uscire insieme ma il biondino gli risponde che la cosa infastidirebbe Saez, il quale non sopporta l’interessamento di Dokko per Moto e ancora di più gli dà fastidio che il suo coinquilino giri per casa davanti agli estranei con indosso solo un paio di boxer. Dokko chiede a Moto spiegazioni sul malumore di Han-Sae e questi gli spiega sia dovuto al fatto che, non avendo la ricevuta, non ha potuto restituire i mobili che aveva acquistato con una carta di credito rubata e benché gli avesse detto non si sarebbe arrabbiato e non gliel’avrebbe rinfacciato, dal giorno non lo guada più in faccia. Moto continua a chiedergli scusa, vuole il suo perdono e cerca in ogni modo di andarci d’accordo ma ottiene solo l’effetto contrario. Han-Sae è sempre più nervoso e dà la colpa del suo malumore a Dokko. Non riesce nemmeno più a guardare il biondino in faccia, cosa assurda dato che dopo il bacio che si sono scambiati quando erano ubriachi, Moto non ricorda nulla, invece lui continua a risentire quelle sensazioni e a rivivere quei momenti. A tavola poi, continua a rimuginarci e fissa torvamente Moto, ritenendolo responsabile per quanto accaduto. Il poveretto, però, crede che lo sguardo di rimprovero sia per quello che sta mangiando e lascia il suo cibo. Subito Dokko gli cede la sua porzione e Han-Sae rovescia il tavolino e, afferrato l’amico per il maglione, lo trascina fuori dall’appartamento obbligandolo a portarlo a fare un giro. Dokko acconsente a malincuore, lui voleva rimanere a giocare con Moto, tuttavia lo porta in centro e lo lascia lì.
Han-Sae comincia a pensare a quanto successo, alla sua situazione fisica e alla sua impotenza di fronte a quanto sta accadendo, si sente scoppiare dentro. Proprio mentre rimugina su queste cose gli si avvicina un gruppo di studenti, suoi ex compagni di liceo, tra i quali il biondino che aveva preso a pugni in classe. I due litigano nuovamente, ma è Han-Sae ad avere la meglio: lo colpisce a volto con la stampella facendolo rovinare a terra. il biondo è furioso, raccoglie una pietra e sta per lanciarla contro Han-Sae quando un ragazzo moro lo blocca: I-Tan. Saez gli intima di non impicciarsi ma I-Tan convince gli studenti ad allontanarsi se non vogliono passare dei guai. Han-Sae decide che per fare a pugni, va bene chiunque pur di sfogarsi, cerca di colpirlo, ma I-Tan sembra più forte e con una semplice mossa lo fa cadere, poi gli offre una mano per aiutarlo a rialzarsi e si allontana subito dopo. La frustrazione in Han-Sae cresce sempre di più.
Al cimitero I-Tan va sulla tomba di un amico: Jin. Pare che avesse saputo da poco della sua morte, tuttavia anche Jin pareva fosse legato in qualche modo a Moto. I-Tan dice che si occuperà di Moto.
È ormai sera tardi quando Han-Sae rincasa e trova Moto ad attenderlo con impazienza. Pare molto infastidito da tutto quell’interessamento da parte del biondino che comunque lo spiazza dicendogli che se è tanto arrabbiato e infastidito, di sicuro è dovuto a qualcosa che ha fatto quando erano ubriachi, pur non ricordando nulla Moto si scusa ancora. Han-Sae gli dice che non ha fatto assolutamente nulla e Moto insiste che qualcosa dev’essere accaduto o non dovrebbe andarsene in giro con quell’espressione sul viso o chi lo incontra si può preoccupare. Saez pensa tra sé che anche lui si preoccupa sempre per Moto, ma gli dice che quando lo vede gli saltano i nervi se invece non ce l’ha attorno sta sulle spine. Al lavoro Moto si sfoga con un collega, proprio non digerisce le frasi che gli ha rivolto il moro, non accetta che qualcuno dica che la sua bellezza possa essere un problema o dare fastidio. Il suo collega gli dice di non preoccuparsi, sicuramente Han-Sae era di malumore, ma non pensava veramente ciò che ha detto e tra amici, a volte, possono capitare momenti no. Detto questo si allontana e lascia Moto da solo alla cassa.
Arriva un cliente che pare conoscere Moto ed infatti è il capo della banda che gli dava la caccia. Ha cambiato pettinatura e tolto gli occhiali; Moto si spaventa, riesce a fuggire, ma purtroppo non a seminarlo. Hong-Chi-Su, questo il suo nome, gli dice che non c’è più bisogno di scappare: Moto gli doveva una grossa somma di denaro, che ovviamente non ha restituito, ma qualcuno ora l’ha fatto al posto suo. Lo stesso I-Tan ha restituito i soldi, ad eccezione degli interessi, ma Moto non gli crede. Il malvivente trova strano che Moto non sapesse nulla del fatto che I-Tan fosse uscito di prigione, come ancora più strano, gli sembra che il biondino non sapesse che tutti lo credessero la ragazza di I-Tan, ma gli spiega anche che è per questo motivo che nessuno si è mai azzardato a fargli veramente del male. Moto gli dice di lasciarlo in pace, ora non può pretendere più nulla da lui, ma la sua impertinenza fa arrabbiare l’uomo più grande che lo afferra per il collo sbattendolo contro un muro. Poi se ne va dicendogli che terrà segreto il posto in cui si nasconde ma che è meglio per lui che non si faccia trovare sin quando non verranno restituiti gli interessi.
Con un flash back scopriamo che I-Tan era fu arrestato dalla polizia mentre si trovava con Moto, il quale però riuscì a nascondersi e farla franca abbandonando l’altro al proprio destino. Moto ritornò al covo della banda di cui faceva parte da poco e lì Jung-ho, uno dei sottoposti di I-Tan, lo accusò di quanto successo, dicendo che era sempre attaccato al loro capo e proprio per questo motivo non era riuscito a scappare, poi gli intimò di andarsene. La pena per I-Tan fu fissata a 7 anni e Moto avrebbe tanto aiutarlo, ma senza sapere come fare. Jung-ho gli presentò allora un amico che aveva legami con la magistratura e gli disse che era  suo preciso dovere trovare dei soldi per liberare I-Tan. Moto era disperato, il senso di colpa troppo grande, per cui si recò da un malavitoso chiedendogli un prestito. Quei soldi vennero però rubati da Jung-ho e dal suo amico che fuggirono.
Non viene spiegato cosa Moto dovesse fare in cambio di quei soldi, solo che non resistette a lungo e decise di scappare e nascondersi.
Han-Sae è preoccupato per il ritardo di Moto, avrebbe dovuto rincasare all’alba, al termine del turno, ma è mezzogiorno e di lui nessuna traccia. Chiama così il suo collega che gli dice che è andato via alla solita ora, ma gli parla anche della visita che ha ricevuto. Han-Sae decide di fregarsene, non sono affari suoi se quell’idiota si caccia nei guai, tuttavia l’immagine di Moto tra le mani degli aguzzini lo convince ad uscire a cercarlo, giurando che se non gli è successo niente lo ucciderà lui. Apre la porta e Moto è lì, addormentato sulle scale. Saez lo colpisce, poi lo trascina in casa maledicendolo. Moto dice solo che ha perso le chiavi e di essere stanco, poi si riaddormenta gettandosi vestito sul letto. Han-Sae lo spoglia, nota sul suo collo dei segni, controlla tutto il suo corpo per accertarsi che non gli sia successo niente di male, arrabbiandosi con sé stesso e con Moto per quello che gli fa fare, poi lo copre e a quel punto il biondino, che sta sognando I-Tan, gli chiede di tenergli la mano. Intenerito Saez lo bacia di nuovo.
Moto si risveglia sul letto di Han-Sae mentre quest’utimo sta cucinando. Il biondino si scusa subito per aver utilizzato il suo letto e aver invaso ancora una volta i suoi spazi sacri, il moro capisce di aver tracciato dei confini per tenere in qualche modo lontano il ragazzo, gli dice di non preoccuparsi, di non avere luoghi sacri e decide di stuzzicare un po’ il biondino chiedendogli dove si trovino i suoi. Moto gli risponde maliziosamente che la sua parte sacra è la parte più preziosa di un uomo. Han-Sae cerca di convincersi di non trovare assolutamente intrigante quel ragazzino. Moto mangia con gusto quanto cucinatogli dal moro che, inaspettatamente, gli rivela alcuni particolari tristi del suo passato e il biondino è felice, le cose tra loro stanno forse migliorando; in realtà quando Saez gli domanda dei segni sul suo collo, lui mente e Han-Sae gli chiede dell’uomo che è andato a cercarlo, non sopporta che Moto gli menta. I due litigano nuovamente ma stavolta Moto gli dice che in qualche modo lo voleva proteggere tenendolo all’oscuro del suo passato e che comprende che comunque l’altro possa essere preoccupato, la cosa lo rende anche felice in quanto era convinto che al mondo non ci fosse più nessuno a preoccuparsi per lui. Han-Sae gli dice che d’ora in avanti non deve più sparire.
I-Tan torna nel covo dove incontra due vecchi amici e ai quali chiede informazioni su dove rintracciare Jung-ho. I due sono intimoriti e gli spiegano che Jung-ho è stato in qualche modo raggirato da un certo Mira e gli indicano una serie di posti nel quale è possibile trovarlo. Poi gli chiedono se ha già incontrato Moto e I-Tan dice che ci penserà non appena avrà risolto a faccenda con il suo sottoposto.
Tolto il gesso Han-Sae va da Dokko dicendogli che vuol riprendere a lavorare, anche senza la sua moto, dopodichè i due vanno a trovare Moto sul lavoro. Il biondino ha cambiato pettinatura ed è talmente carino che Han-Sae gli dice che è più bello di qualunque donna abbia mai visto, scatenando la reazione di Moto e di Dokko che vede Moto come di sua proprietà. Han-Sae capisce che in qualche modo deve riuscire a placare la tempesta ormonale, esce dal locale pregando l’amico di rimanere sino alla chiusura e dicendo al biondino di chiamarlo qualunque cosa succeda.
Un altro flash back ci  porta all’incontro di Han-Sae con una giovane studente di belle arti per la quale posa nudo. Da subito i due non si sopportano, ma la corrente di sessuale è troppo forte e finiscono a letto insieme.
Il moro cerca tra le braccia di una donna di spegnere il desiderio che sente per Moto, ma capisce che prima o poi si dovrà arrendere. Corre a casa da lui e non appena lo vede gli si getta sopra e sta per baciarlo quando Moto gli dice che ha addosso il profumo di una donna. Han-Sae si scosta e Moto gli dice di invidiarlo, anche lui vorrebbe una fidanzata e vorrebbe farci del sesso. Il moro decide di stuzzicarlo un po’, gli chiede se è vergine e circonciso, Moto è in imbarazzo e la voglia di baciarlo si fa sentire sempre più forte in Saez che gli offre subdolamente una birra. Quando l’altro è ubriaco lo bacia, poi lo solleva e lo stende su letto rassicurandolo che stavolta, al suo risveglio, non si comporterà male come a volta precedente, poi si allontana.
L’ultima scena del manwa ci fa vedere un Moto sveglio che si sfiora con sorpresa le labbra.

       IMMAGINI:


Le tavole sono prese dai volumi dell 'edizione italiana e appartengono e sono esposte esclusivamente a scopo dimostrativo.

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