Yellow
La recensione è a cura di ki_chan e Amalthea



     INFO MANGA:
Titolo: Yellow
Mangaka: Makoto Tateno
Genere: yaoi
Scanlations: Storm in heaven

     INFO RECENSIONE:

Autrice: ki_chan e Amalthea
Data: 11.12.2006
Ultima modifica: 11.08.2007

     ALTRE OPERE:


     COMPRA:


 

Titolo originale: Yellow
Autrice
: Makoto Tateno
Volume numero
: 4
Pubblicato nel
: -
Pubblicato da
: biblos
ISBN
:
Genere
: yaoi
Scanlations
: Storm in heaven

       INTRODUZIONE:

(a cura di ki_chan)
Opera, forse, più famosa di Mokoto Tateno, bravissima autrice sia di shojo che di yaoi. Maestra dell’angust e degli amori tormentati, anche in questo manga non si smentisce. Uno yaoi poliziesco assolutamente da non perdere.
Composta da 4 volumi ci regala una splendida storia d’amore, intensa, tormentata e ricca di passione, ma con momenti divertenti. Goh e Taki sono due ladri molto particolari. Vivono e lavorano insieme, sono legati indissolubilmente da un legame di amicizia e rispetto, ma il loro rapporto non è così semplice. Goh è gay e non perde occasione per molestare Taki, rigorosamente eterosessuale e per nulla interessato ad avere un rapporto di quel tipo con il suo giovane collega. Ma con l’evolvere della storia anche il loro rapporto cambierà...

       TRAMA:

A volte la polizia non può agire come vorrebbe, ma non tutto è perduto, basta contattare il proprietario del Roost, che a sua volta contatta due persone, Goh e Taki. Un foglio di carta, una missione e i due si mettono all'opera per 'sequestare' la droga che la polizia non può toccare in modo legale. Ma le cose vanno oltre. Goh è gay. Taki è etero. Ma Goh ha mire sul bel corpo del suo socio in affari e coinquilino... ce la farà? Sarà amore?

       PERSONAGGI:

GOH:
22 anni. Abile scassinatore. Positivo e dalla mentalità aperta. Gay dichiarato. Innamorato di Taki, non perde occasione per saltargli addosso. Ma sotto l’apparenza di cascamorto si cela un ragazzo serio e responsabile.
TAKI:
22 anni. Tecnico e lottatore. Rigorosamente etero, ma legato a Goh da un forte sentimento che lui stesso definisce amore.Si fida ciecamente di lui e morirebbe per lui ma non vuole andarci a letto.
TSUNUGA:
Proprietario del Roost cafè, uomo all’apparenza gentile che però sembra nascondere molti segreti. Ex-poliziotto, è lui che da trova i lavori per Goh e Taki e fa da tramite tra loro e il cliente.
      RIASSUNTO:

[+] VOLUME 1
[+] VOLUME 2
[+] VOLUME 3
[+] VOLUME 4

attenzione spoiler
VOLUME 1: (a cura di ki_chan)
Goh e Taki sono due ragazzi molto particolari. Vivono e lavorano insieme, sono legati indissolubilmente da un legame di amicizia e rispetto, ma il loro rapporto non è così semplice. Goh è gay e non perde occasione per molestare Taki, rigorosamente eterosessuale e per nulla interessato ad avere un rapporto di quel tipo con il suo giovane collega. Nemmeno il loro lavoro è di quelli ordinari: sono due ladri di droga che lavorano su commissione. Il loro appoggio è il giovane e distinto proprietario del cafè roost. L’uomo attraverso un foglietto gli passa loro una password con la quale accedono ai dati relativi alla loro missione.
E’ così che un giorno vengono assunti per rubare una grossa partita di marijuana alla kumagai-kumi. Goh riesce ad avere qualche informazione grazie al giovane con cui ha una relazione, Rei, che non è altro che il gigolò del capo della kumagai-kumi. L’uomo, dopo un passato un po’ burrascoso, si è dato all’importazione di margarina greca. Taki e Goh pensano che la droga possa essere nascosta nel magazzino e la notte stessa la vanno a cercare ma senza alcun risultato. La mattina dopo, mentre sono in casa, Goh afferra il braccio del compagno e lo trascina a terra coinvolgendolo in un bacio appassionato. Taki non lo respinge malamente, come fa di solito, ma il suo disappunto è evidente tanto che Goh lo lascia andare dopo poco chiedendogli scusa. Goh decide di andare a farsi una doccia e poi una passeggiata per calmare i bollenti spiriti lasciando Taki a casa da solo e visibilmente scosso per l’accaduto.
Goh non riesce a togliersi dalla testa Taki e cerca invano di ricordare a se stesso che lui è attratto da ben altri tipi di ragazzi: giovani, snelli, ingenui e carini… come Rei. Decide così di andare a trovarlo, ma non sa che Rei ha pensato la stessa cosa e in quel momento si trova a casa di Taki. Rei sembra molto gentile e iniziano a parlare, ma presto la droga che Rei a messo nei panini che ha gli ha offerto inizia a fare effetto e Taki perde i sensi. Nel frattempo Goh è arrivato all’appartamento di Rei capisce dove potrebbe essere la droga e corre a casa per avvisare Taki ma la trova vuota.
Nel frattempo in un magazzino Taki viene picchiato da degli scagnozzi della kumagai-kumi mentre Rei che assiste soddisfatto alla scena. Vogliono sapere cosa ci facevano quella notte nel loro magazzino. Taki, però, sa benissimo che non è quello il vero motivo per cui è lì e incalza il ragazzo che ammette di essere geloso del loro rapporto e di odiarlo perché non è in grado di ricambiare l’amore di Goh. Taki però gli rinfaccia di amare Goh molto di più di quanto faccia lui anche se non va a letto con lui. Rei, furioso, istiga i tirapiedi addirittura a violentarlo, ma in quell’istante arriva Goh che, grazie alla trasmittente installata nell’orecchino di Taki, è riuscito a rintracciarli. Con facilità mette al tappeto i nemici e salva l’ormai mal ridotto Taki. Una volta in strada, da soli, Goh attira a se il compagno e lo bacia mentre con una mano gli artiglia un gluteo. Taki lo allontana, ma Goh è furioso all’idea che avrebbero potuto violentarlo e insiste perché Taki gli si conceda. Il ragazzo però non cede e puntandogli la pistola alla gola lo costringe a tenere le mani a posto. Goh non si rassegna e gli promette che un giorno lo riuscirà a fare suo… a qualsiasi costo. Ma il loro lavoro non è finito. La notte stessa tornano al magazzino della kumagai-kumi e fanno sciogliere la margarina al cui interno trovano la droga. Goh, infatti, aveva capito che la droga era nella margarina perché la parola margarina in greco significa “come una perla” proprio come Rei veniva chiamato dal suo amante.

Goh e Taki vengono ingaggiati per una nuova missione. Questa volta l’obbiettivo è una ragazza: la donna di un ex-yakuza che ha rubato un’ingente carico di droga e che è stato ucciso pochi giorni prima. Si introducono nella stanza della ragazza alla ricerca della droga, ma trovano una stanza davvero molto strana e poco adatta a una ragazza. Mentre frugano Goh abbraccia Taki dicendogli di volere le coccole e tenta di baciarlo. Taki, come sempre cerca di respingerlo ma in quel momento la porta si apre ed entra la ragazza, Michiru, che però non sembra affatto preoccupata che due estranei stiano frugando in camera sua, anzi sembra esserci abituata. Goh e Taki fanno per andarsene ma Michiru li ferma ed esige che mettano in ordine. Goh riesce a svignarsela ma Taki è costretto a rimanere. Iniziano a parlare e nongli ci vuole molto per capire che Michiru in realtà è un ragazzo. Il giorno dopo Taki passa la mattina con Michiru, vanno a fare una passeggiata ma ad un certo punto vengono aggrediti dagli Yakuza a cui Ku aveva rubato la droga. Taki difende Michiru, ma sono troppi. Arriva in loro soccorso Goh e decidono di scappare. Vengono raggiunti e Taki, per proteggere Michiru viene colpito. Goh vorrebbe tornare indietro per soccorrerlo ma il compagno gli grida di portare in salvo il ragazzo (anche Goh, durante la fuga, si è accorto della vera identità di Michiru) a malincuore accetta ma gli promette che tornerà a prenderlo.
Arrivati nell’appartamento Michiru chiede scusa a Goh per quello che è successo, ma il ragazzo lo rassicura che non è affatto colpa sua. Michiru gli racconta la sua storia: a tredici anni è scappato di casa e ha vissuto per strada finché non ha incontrato Ku. All’uomo non piacevano i maschi ma ha continuato a voler molto bene al ragazzo benché non volesse andare a letto con lui. Michuri dal canto suo lo amava con tutto il cuore. Anche sul letto di morte ku ha avuto parole dolci per lui. Goh intuisce dal racconto di Michuri dove si trova la droga. Vanno quindi a salvare Taki che, però, non vuole che facciano lo scambio perché manderebbe in fumo tutti quei giorni di lavoro ma Goh non ne vuole sapere, il suo unico tesoro è Taki!
Quando gli yakuza aprono il pacco e trovano una statuetta con un uomo che tiene in mano una botte pensano che li abbia fregati ma Goh spiega che le ultime parole di Ku sono state: “tieni d’occhio la squadra”. Parole che potevano significare anche “liquidi contenuto in una botte” quella della statuetta per l’appunto. Rompono così la statuetta, ma invece della droga trovano delle rarissime figurine di giocatori di baseball per comprare le quali Ku a venduto tutta la droga. Michiru, felice, se le riprende e scappano via tutti e tre.
Dopo la brutta avventura per non farsi trovare dagli yakuza, reindossa gli abiti maschili e decide di andare negli stati uniti per rifarsi una vita. All’aeroporto, mentre Michiru si allontana per andare a prendere l’aereo, Taki riflette sul fatto che può esistere un legame non condiviso tra le lenzuola ma non per questo non lo si può chiamare amore… proprio come il loro.

Per Goh ogni occasione è buona per saltare addosso a Taki che non esita a puntargli contro la pistola. E’ in quel momento che entrano nella stanza il proprietario del Roost e il loro nuovo cliente, Hatozaki, un ispettore di polizia a cui un ragazzo, Yurika, ha rubato la “dolce morte” un tipo di droga molto pericolosa che ha una sorta di potere afrodisiaco. Hatozaki chiede loro di trovare il ragazzo e la droga. Goh e Taki fanno un po’ di domande in giro e riescono a risalire al ragazzo. Goh riesce a trovarlo in un locale gay e lo abborda. Vanno in camera del ragazzo ma Goh viene aggredito da dei complici che lo mettono al tappeto e gli fanno assumere la dolce morte.
Nel frattempo Taki incontra Hatozaki anche lui alla ricerca del giovane. I due parlano e l’uomo racconta che sono amanti ma a causa del suo lavoro e della sua posizione non può vivere liberamente il loro amore. Yurika probabilmente, soffocato dalla situazione, ha deciso di andarsene, ma l’uomo teme che possa usare la dolce morte per suicidarsi.
Legato al letto e con droga in corpo Goh non riesce a liberarsi. Il ragazzo rivela di aver fatto tutto perché profondamente innamorato di Hatozaki. Vuole farlo preoccupare in modo che si accorda di lui e che non si sposi, ma pensando che Hatozaki non abbia fatto nulla per ritrovarlo decide di non aspettare più e di consolarsi con Goh. Il ragazzo si mette cavalcioni su di lui e inizia a fare sesso con lui, ma Goh, sotto l’effetto della droga immagina che sia Taki quello sopra di lui… almeno in sogno è riuscito a farlo suo!
Ma mentre stanno ancora facendo l’amore arriva Taki accompagnatola Hatozaki. Lo riporta alla realtà e lo libera. Hatozaki e Yurika finalmente si chiariscono e si scopre che sono fratelli. Goh e Taki, terminato il loro incarico, tornano a casa ma mentre sono ancora per strada Goh spinge il compagno contro il muro e lo bacia con passione. Però non si sente ancora molto bene a causa della droga. Si sveglia la mattina dopo sul divano della loro casa senza sapere come ci sia finito, chiede spiegazioni a Taki che però non gli dice nulla. I realtà Goh, dopo il bacio, aveva perso il controllo e aveva tentato di spogliare Taki che ha tentato di allontanarlo prima a voce poi con un calcio che l’ha steso e fatto perdere i sensi.

VOLUME 2: (a cura di Amalthea)
Un nuovo caso attende Goh e Taki: Tsunega ha organizzato per loro l’appuntamento con il giovane Kanji. Kanji si rivela un allegro ragazzo biondo di sedici anni, apparentemente anche lui gay, con il vizio di parlare spesso a voce troppo alta. Lavora in un bar che sembra vendere droghe di nascosto; ma da solo non è riuscito a trovare nessuna sostanza sospetta.
Taki rivela di aver lavorato come barman, prima di incontrare e lavorare con Goh, e si propone di lavorare al posto di Kanji per qualche giorno. Indossato il suo abbigliamento da barman sotto agli occhi affascinati di Goh, Taki va al bar “Maniera”. La proprietaria, una bella e sofisticata donna di circa 35 anni, dopo un breve esame è molto soddisfatta delle capacità di Taki, che nei giorni seguenti però rovista l’intero bar senza trovare traccia di droghe.
Il “Maniera” è un bar un po’ particolare, ispirato al “Psycho Café” di Parigi: la gente ci va soprattutto per parlare dei propri problemi personali con gli altri clienti. Una sera Goh entra nel Maniera, si siede al bar e, sapendo che Taki lo ascolta, confessa ad un cliente il suo amore non ricambiato per un altro uomo. Confuso, Taki passa la notte con la proprietaria del bar.
La mattina dopo Kanji si butta a capofitto in un maldestro tentativo di sedurre Goh; vengono interrotti da Taki mentre rientra a casa. Goh tenta di parlare con Taki e di sedurlo per convincerlo che in verità è interessato solo a lui, non a Kanji; Taki lo respinge ancora una volta e si rifugia al Maniera. Frustrato, Goh dice a Kanji che lui e Taki sono lontani l’uno dall’altro come un pinguino, che vive al Polo Sud, da un orso polare, che vive al Polo Nord.
Al Maniera, gli avvenimenti precipitano: la bella proprietaria tenta di drogare Taki, e veniamo a sapere che Kanji faceva la spia per lei, che non è altri che sua madre. Ma essa deve scoprire che la sua cocaina è stata sostituita da un pezzo di gesso per mano di Goh, venuto ad aiutare il suo compagno che gli ha svelato di sottecchi il nascondiglio. Taki non è drogato, ha finto perché non si fidava di Kanji. Questo, sebbene ricattato dalla madre, aveva la sincera intenzione di farla smettere di trafficare droghe. La donna comunque non si ricrede, e viene arrestata. Il capitolo si chiude con Kanji che ora lavora nel Café Roost e incoraggia Goh dicendo che forse un giorno anche il pinguino e l’orso polare impareranno ad amarsi.

Il callboy di nome Kazuki dell’agenzia “Killer Queen” sembra connesso a svendite illegali di armi e Goh fissa un appuntamento con lui in una camera d’albergo per tentare di vincere la sua fiducia. Kazuki è di una bellezza affascinante e di un temperamento quieto; è interessato al Feng Shui. Tsunega riferisce a Goh e Taki che il giovane una volta lavorava come attore cinematografico, ma che la sua carriera fu stroncata quando si scoprì che si drogava. La cosa si fa sospetta quando Kazuki durante un secondo incontro, intuendo che Goh ha una professione non proprio tranquilla, gli offre di vendergli un’arma da fuoco.
Nel frattempo Taki fruga l’appartamento di Kazuki, perso però suo malgrado nei pensieri per Goh insieme al giovane callboy. Viene sorpreso da uno sconosciuto di mezza età che, fortemente innervosito dalla sua presenza, non esita a sparare a Taki, che però si scansa e viene solo colpito a un polpaccio. Sopravvengono Kazuki e Goh, che lo aveva accompagnato a casa; Goh immediatamente blocca lo sconosciuto per permettere la fuga a Taki, ma in quel momento parte un colpo di pistola: Kazuki ha sparato a Goh. Ferito al fianco, il giovane crolla a terra, mentre Kazuki e lo sconosciuto fuggono insieme e Taki, sotto choc, soccorre l’amico. Quando avverte che la polizia sta per arrivare, Taki fugge con Goh per la scala antincendio, più cadendo che scendendo a piedi; dopodiché, entrambi perdono conoscenza.
Taki si sveglia, tutto dolorante, in un ospedale a lui sconosciuto; al suo capezzale è Kanji, più tardi entrano Tsunega e un medico. Taki viene a sapere che Tsunega gli aveva segretamente attaccato addosso una trasmittente, e che Kanji grazie a questa aveva trovato lui e Goh e li aveva portati in quest’ospedale, dove il medico, apparentemente un conoscente di Tsunega, li ha ricoverati e operati mantenendo la discrezione. Goh è nel letto accanto a Taki, ancora privo di conoscenza. Tsunega è deluso dai suoi due “ladri” che per poco non si sono fatti scoprire, e senza lasciare a Taki il tempo di riprendersi, gli dà alcuni libri sul tema Feng Shui, che sembra racchiudere la chiave del rompicapo delle armi contrabbandate.
Sul far della notte Taki risolve finalmente il codice nascosto dietro alla simbologia del Feng Shui e vuole andare subito da Kazuki, ma Goh si sveglia e rifiuta di lasciarlo andare da solo. Kazuki e l’uomo di mezza età, che si rivela essere il regista Kida-san, vengono sorpresi dai due e, in preda al panico, sono facilmente intrappolati. La chiave per il nascondiglio delle armi viene trovata da Taki nel vaso dell’unica pianta dell’appartamento appostata in direzione ovest, punto cardinale che nel Feng Shui simboleggia “metallo”. Kida-san trafficava con armi pervenutegli durante viaggi all’estero, e Kazuki lo aiutava sperando che questo gli offrisse una nuova occasione per tornare a lavorare per il cinema. Kida-san viene arrestato, però Goh e Taki permettono a Kazuki di fuggire. Quindi fuggono ancora una volta dall’appartamento e vengono trovati all’alba in un parco poco lontano da Kanji, spossati dalle ferite non ancora guarite. Kanji li riporta all’ospedale e li intrattiene, durante la convalescenza, con la sua nuova passione: giochi di prestigio, che presenta con ottime intenzioni ma poca destrezza.

Un giorno, mentre Goh e Taki tentano di decifrare un ennesimo codice, piomba nel Café Roost nientemeno che Kei, l’ex compagno di Goh, un attraente giovane forse diciassettenne, dai capelli castani, grandi occhi e modi spontanei. Goh è tutt’altro che contento di rivederlo, perché Kei non lo aveva soltanto lasciato con un altro uomo, ma si era anche portato via tutto il denaro che avevano guadagnato insieme. Mortificato, Kei gli confessa di aver speso tutto il denaro e di aver bisogno di lavoro. Nonostante le proteste dell’infuriato Goh, Taki offre a Kei di lavorare con loro perché con il nuovo caso sono arrivati ad un punto morto.
Kei si rivela alquanto sagace e comunica ai due che il codice è scritto in ebreo. Quando Taki scopre in internet che la parola del codice significa “Babilonia”, i tre concludono che la soluzione deve trovarsi in uno degli edifici più alti della città, e Kei parte subito alla ricerca delle droghe nascoste, quasi trascinandosi dietro un riluttante Goh. Più tardi quel giorno, arrivati sulla piattaforma dell’ennesimo grattacielo, Kei confronta Goh: ha ben capito che questo è innamorato di Taki. Goh conferma di avere poche speranze, dato che a Taki piacciono solo le donne, e Kei gli rinfaccia di averlo, a suo tempo, costretto al sesso invece di avere tanto riguardo. Goh ammette di essersi comportato male con lui, ma quando Kei gli dice di volergli ancora bene e di voler ripristinare il loro rapporto, Goh lo respinge.
Nel frattempo, solo nell’appartamento, Taki ha difficoltà a concentrarsi su un volume che ha per tema il Vecchio Testamento, perché deve confessare a se stesso di essere geloso a causa di Kei. Si addormenta sul divano e ha un incubo, da cui lo sveglia Goh che è tornato a casa da solo. Taki pretende di sentirsi molestato, ma tuttavia si aggrappa a Goh ancora scosso dall’incubo. Goh coglie l’occasione per allungarsi sul divano con Taki tra le braccia, ma lo tranquillizza dicendo che aspetterà finché Taki lo vorrà. Nei suoi modi c’è un’inaspettata tenerezza e la resistenza di Taki per poco non cede, quando il suo sguardo cade su un passaggio del suo libro che spiega che la parola “Babilonia” significa “portale di Dio.”
Comprendendo tutto, Taki corre presso il tempio più vicino, seguito da Goh ancora stravolto dal fatto che era quasi riuscito a sedurlo. Al tempio, i due trovano Kei che ha già risolto il mistero e vuole stanare la droga da solo, a suo esclusivo guadagno. Kei minaccia Taki con la pistola, ma viene immobilizzato da Goh, che preferisce essere ferito lui stesso. Kei crolla, comprendendo di non avere più nessuna possibilità di riconquistare Goh, che non è più il freddo seduttore che lui conosceva ma è ora sinceramente innamorato del suo compagno. Comunque, Kei lascia il tempio con l’oscura dichiarazione “Non fate l’amore insieme, per nessuna ragione.” Dopo un ultimo battibecco, perché Taki respinge Goh come se non si fosse quasi lasciato sedurre, i due lasciano il tempio insieme, rappacificati; ognuno porta metà dei pesanti blocchi di marijuana che avevano trovato nel giardino del tempio.

VOLUME 3: (a cura di Amalthea)
Da qualche tempo Taki è sempre più spesso tormentato da incubi ricorrenti. Una sera, alle prese con un nuovo caso, lui e Goh trovano un uomo, medico ricco e di ottima reputazione, assassinato e sulla scrivania davanti a lui un biglietto con un codice. Il giorno dopo, mentre passeggiando in un parco ancora si scervellano sul significato, incontrano un uomo bruno di mezza età dall’aspetto poco rassicurante che Taki riconosce con il nome di Katsuro, e mentre fugge in preda a un insolito panico, l’uomo spiega a Goh di essere il suo padre adottivo.
Sboccando all’altra uscita del parco, Taki incontra il compagno di Katsuro, Mizuki, che si è fatto operare ed ha ora il corpo sinuoso di una bellissima donna dai lunghi capelli biondi, che però non cela il suo animo freddo e calcolante. Taki è turbato per motivi incomprensibili a Goh; ma quella sera Taki decifra il misterioso codice e i due trovano un pacchetto di droga con un biglietto raffigurante due lucertole. Il biondo giovane crolla, piangendo, tra le braccia del suo preoccupato compagno; apprendiamo i “padri adottivi” di Taki non sono altro che delinquenti che lo hanno sottoposto a un test perché, ora che lo hanno ritrovato, desiderano farlo uno dei loro, e che per questo scopo non hanno esitato ad uccidere l’ignaro medico.
Il giorno dopo, Tsunega chiede ai due giovani di trovare le persone che si nascondono dietro al biglietto da visita con le lucertole; sa che si tratta di un’organizzazione di assassini con lo pseudonimo “Sandfish”. Taki, ancora scosso e senza trovare il coraggio di dire a Goh la verità, lo supplica comunque di non accettare questo incarico perché troppo pericoloso. Goh si rifiuta, visto che Taki non gli vuole dare spiegazioni, e quindi lascia l’appartamento. Poco dopo Kanji dà a Taki una lettera arrivata per lui. Nella busta c’è solo l’infausto biglietto con le due lucertole, e Taki comprende che Katsuro e Mizuki vogliono uccidere Goh. Per strada, Goh riesce a evitare una macchina che lo voleva investire, guidata da nessun altro che Kei. Taki, che lo ha seguito in tempo per assistere all’inseguimento, una volta a casa cura i lividi dell’amico e decide di dirgli la verità per avvertirlo del pericolo imminente. In quel momento arriva di nuovo Kanji con una busta per Taki; questo vi trova ancora l’immagine delle due lucertole, insieme a un pezzo di stoffa e la scritta “Non dimenticare”.

Solo, rinchiuso nella sua stanza, Taki sprofonda nello sconforto mentre il suo traumatico passato viene a galla. Apprendiamo che a cinque o sei anni si era trovato improvvisamente solo al mondo, e quindi era andato a vivere con Katsuro e Mizuki senza sapere che questi erano probabilmente gli assassini dei suoi genitori. Solo a sedici anni apprese che i due erano assassini, sorprendendoli sull’ultimo misfatto, l’uccisione di una donna una notte in riva al mare. Taki quella notte aveva cercato di proteggere la bambina che i due volevano uccidere dopo la madre, e Sandfish lo aveva quindi posto davanti alla scelta: o la sua vita, o quella della bambina. Messo alle strette, Taki si era aggrappato alla propria vita e aveva fatto cadere la bambina dallo strapiombo sul mare; nella caduta le si era strappata la gonna, ed è questo pezzetto di stoffa che ora tiene in mano.
Tsunega si preoccupa per Taki perché ha saputo che anche lui ha ricevuto dei biglietti con la raffigurazione delle lucertole, e scioglie lui e Goh dal loro incarico dicendo che la loro sicurezza è ora più importante. Ma il cerchio si sta chiudendo inesorabilmente intorno a Taki quando viene a sapere che Tsunega è vedovo, e che sua moglie e sua figlia sono state uccise, sei anni fa, da nessun altro che Sandfish. Taki comprende che ha cercato per anni di alleviare la sua coscienza aiutando la giustizia, cercando droghe e lottando contro delinquenti, senza sapere che in tutto questo tempo lavorava per l’uomo la cui figlia aveva ucciso! In quel mentre sopravviene Goh ferito di striscio ad un braccio, apparentemente per via di una pallottola, anche se pretende di essere inciampato e caduto per strada.
Taki comprende che non può più fuggire da se stesso e il suo passato e va a trovare Katsuro e Mizuki nel loro albergo, dove incontra anche Kei, che ora lavora per Sandfish. Tra le braccia del sempre innamoratissimo Mizuki, Taki ricorda cosa era successo poco dopo che aveva ucciso la bambina: Mizuki era stato soddisfatto che il suo “figlio adottivo” avesse commesso un omicidio, perché era segretamente innamorato di lui e deciso a tenerlo con se. Taki, che fino ad ora era stato all’oscuro di tutto, aveva dunque dovuto scoprire che non solo i suoi padri adottivi erano degli assassini, ma che Mizuki, che gli era sempre stato più vicino che Katsuro, era un gay e ora voleva sfruttare il fatto che Taki era ancora sotto choc per sedurlo! Taki, in preda al panico e all’orrore, era riuscito a fuggire senza che i due potessero ritrovarlo fino ad oggi, e da quel tempo aveva non solo tentato di impegnarsi per la giustizia, ma aveva provato ribrezzo per i gay, dedicandosi quindi solo alle donne e respingendo tenacemente Goh anche se con il tempo tra loro due si era instaurato un profondo affetto. Mizuki si era convinto che Taki lo avesse rifiutato puramente perché non gli piacessero i maschi, e negli ultimi anni, sempre alla sua ricerca, aveva commesso la follia di farsi operare per diventare una donna.

Taki sente di non poter più sfuggire al suo destino; sa che se non torna con Katsuro e Mizuki, questi non esiteranno ad uccidere Goh. Letteralmente con le spalle al muro, Taki comprende finalmente di amare il suo compagno con tutto il cuore, e promette a Mizuki di tornare con lui e Katsuro chiedendo solo che gli lascino tempo fino a domani.
Taki ritorna all’appartamento suo e di Goh. Consapevole che questa è la sua ultima occasione, Taki cerca di sedurre Goh, ma questo è così abituato dall’essere respinto dal suo compagno che all’inizio pensa ad uno scherzo. Dopo pochi minuti però Goh torna nella stanza di Taki: ha compreso che questo faceva sul serio. Finalmente, i due giovani danno sfogo alla loro passione tanto a lungo repressa.
In quella notte Taki chiede a Goh di raccontargli un po’ di se stesso, e apprende che il suo bruno compagno è cresciuto in una comunità frequentata da attori, prestigiatori, stuntman e ogni tipo di strana gente, il che spiega la sua abilità come scassinatore e la sua conoscenza dei trucchi di cinematografici e di prestigio. Comunque, un giorno sua madre aveva preso il volo insieme con uno di questi uomini, e Goh, ancora un bambino, era stato cresciuto dagli altri membri della comunità, e da allora non ne ha più voluto sapere di donne. E’ però grato per questo suo destino, che gli ha permesso di incontrare e amare Taki. Anche Taki è felice; nulla conta più per lui se non la gioia di essere così intensamente amato dal suo amico, e sa che dopo questa notte Goh è diventato una parte di lui per sempre.
Dopo aver passato la notte insieme nel più completo abbandono, Taki si alza e l’espressione del suo viso è cambiata: ha acquisito una pace interiore che non lo lascerà mai più. Dicendo a Goh che vuole fare delle compere per la loro colazione, lascia l’appartamento dopo aver appoggiato l’orecchino con la trasmittente sul tavolo, e va a consegnarsi a Katsuro e Mizuki. Goh, che ha visto l’orecchino e compreso che l’amico lo vuole lasciare, rincorre disperato la loro macchina che si allontana, mentre i ricordi del suo primo incontro con Taki riaffiorano con insistenza nella sua mente. Quel giorno non si era aspettato di innamorarsi così perdutamente, e Taki, sebbene ora debba lasciare Goh a causa del ricatto di Sandfish, giura a se stesso che non permetterà a nessun uomo di toccarlo come lo ha toccato Goh.

VOLUME 4: (a cura di Amalthea)
Kanji è il primo ad apprendere da Goh che Taki se ne è andato, e triste, perché si era molto affezionato ai due giovani, il ragazzo va a sfogarsi presso Tsunega. Uscito di casa, Goh viene bloccato in una stradina secondaria da Katsuro, che gli dice che è stanco della momentanea situazione, e sfida Goh a trovare e liberare Taki. Goh, infuriato con Katsuro e preoccupato per Taki, inavvertitamente trova un messaggio del compagno nella sua tasca: un CD e una carta da gioco. Capisce allora che Taki non lo ha dimenticato o non si fida più di lui.
Intanto Taki passa il tempo spiando le attività dei suoi padri adottivi, respingendo Mizuki che non riesce ad accettare che Taki non lo ami, seducendo una donna dopo l’altra ma sognando ripetutamente di quell’unica notte trascorsa insieme a Goh. Parla con Kei, che gli racconta di aver lavorato per Sandfish già da tempo, e che aveva avvertito lui e Goh di non fare l’amore insieme perché non li scoprisse il gelosissimo Mizuki. Goh, nel frattempo, insieme a Kanji e Tsunega scioglie il mistero del messaggio di Taki: Sandfish progetta di uccidere un famoso uomo politico dietro commissione. Questo, tempestivamente avvertito, viene sorvegliato da un doppio numero di poliziotti e guardie del corpo, e Sandfish non riesce a raggiungere il suo scopo. E’ la notte più nera: Taki viene picchiato a sangue da Sandfish, che hanno compreso che li ha traditi e rivelato i suoi scopi alla polizia, ma Taki non cede e cerca disperatamente di convincere i suoi padri adottivi a smetterla finalmente di assassinare delle persone. Contemporaneamente, Goh apprende da Tsunega che Taki appartiene a Sandfish e che questi sono gli assassini di sua moglie e sua figlia, e che lui li ha cercati per sei anni per vendicarsi di questo crimine che gli ha distrutto tutta la vita. Goh riesce appena a trattenersi finché Tsunega lo lascia solo prima di scoppiare in un pianto disperato, comprendendo finalmente l’orribile peso del segreto che Taki aveva dovuto portare per tutti questi anni.

Nei giorni successivi, Goh smuove cielo e terra per ritrovare Taki, girando, infine, per i più malfamati club gay della città alla ricerca di Kei. Infine lo trova e si umilia chiedendo il suo aiuto. Kei gli dice sfacciatamente che forse gli rivelerà dove si trova Taki se Goh farà l’amore con lui. Goh è disposto a cedere suo malgrado, dice però a Kei che sarà una cosa puramente fisica. Kei ha un moto di compassione; in fondo Taki gli piace, e anche il suo affetto per Goh è sincero nonostante tutto. Senza spendere molte parole, toglie a Goh l’orecchino, di cui conosce ancora bene la funzione, e si allontana.
Mentre Katsuro e Mizuki hanno una disputa a causa di Taki, perché Mizuki non riesce ad accettare che questo non lo ama e non cederà mai a diventare un delinquente come loro, Kei si occupa di Taki. Katsuro e Mizuki, dopo averlo picchiato ripetutamente, lo hanno rinchiuso in una stanza spoglia e ammanettato con una mano alla sponda del letto. Kei cura le ferite di Taki e come di sfuggita attacca l’orecchino di Goh al suo orecchio; quindi lo lascia. Taki è confuso e spaventato e prega che Goh non venga da lui seguendo la trasmittente che si trova dentro all’orecchino, perché teme che Goh possa cadere nelle grinfie di Sandfish.
Ma come era da aspettarsi, quella sera stessa Goh irrompe nella sua stanza entrando per la finestra. Nel rivedere l’amico dopo la loro separazione, Taki non riesce più a sfuggire ai suoi sentimenti, e scoppia in lacrime tra le braccia di Goh, sopraffatto dalla paura, le violenze subite, la nostalgia sentita per l’amico, e il desidero e l’amore per lui che nei giorni passati si sono ancora intensificati. Taki è però scioccato scoprendo che Goh non è solo venuto a vederlo, ma è fermamente deciso a portarlo con se. Legato al letto dalle manette e ancora di più dal proprio desiderio, Taki non riesce a respingere Goh che fa l’amore con lui mentre Sandfish stanno ritornando, e poco dopo si trovano davanti alla porta della sua stanza.
In questa situazione, Taki deve finalmente ammettere davanti a se stesso che cosa desidera di più al mondo, e mentre Katsuro e Mizuki irrompono nella stanza egli fugge dalla finestra insieme a Goh, finalmente deciso a stare insieme con lui qualunque cosa accada, nella vita o nella morte. Kanji, che ha accompagnato Goh, porta via i due amici in macchina sfuggendo agli spari di Sandfish. Goh dà un indirizzo a Kanji e gli dice di tornare al Café Roost da solo e di non dire a Tsunega nulla di ciò che è successo. Taki si ritrova con Goh nella casa di un simpatico uomo di mezza età, che Goh chiama “maestro” e che lascia a loro disposizione una stanza sul retro; l’uomo non è altri che lo scassinatore che a suo tempo ha insegnato la sua arte a Goh. Quella stessa notte, Kei fugge da Sandfish prima che questi scoprano che è stato lui ad aiutare Goh a ritrovare Taki; finalmente ha accettato che non potrà mai riconquistarlo, ma che gli vuole ancora abbastanza bene da volerlo sapere felice.

Il giorno dopo, Taki e Goh cercano di dimenticare che Sandfish li stanno ancora inseguendo, andando a passeggiare in città e visitando la sera stessa uno spettacolo di prestigio allestito da uno dei “maestri” di Goh. Ma durante la rappresentazione, Taki viene minacciato nascostamente da una pistola e costretto a lasciare il tendone senza farsi notare; Goh, che era seduto al suo fianco, è stato narcotizzato. Taki riconosce nello sconosciuto rapitore il suo capo, Tsunega, che si dirige con lui verso il porto.
Su un molo, quella notte si ritrovano tutti: Mizuki alla ricerca di Taki, Tsunega alla ricerca di Sandfish per compiere la sua vendetta, Goh e Hatozaki, l’amico ispettore di Tsunega, alla ricerca di quest’ultimo e di Taki. Sprezzante, Mizuki spiega a Tsunega che Sandfish non erano interessati alla sua famiglia, che uccidono solo dietro commissione e che era stata la polizia stessa, per cui lui lavorava, a tradire lui e la sua famiglia consegnandoli a Sandfish, messa alle strette perché nel corso delle sue inchieste li aveva quasi scoperti. Mentre Tsunega è ancora allibito, Taki prende l’iniziativa: strappa a Tsunega la pistola di mano e minaccia Mizuki di uccidersi, perché questo comprenda finalmente il dolore provato dal suo capo Tsunega, e degli altri che hanno perduto persone care a causa loro. La situazione viene capovolta da Goh, che appare sulla scena puntandosi, a sua volta, la pistola alla tempia, e ricordando a Taki che anche lui non lo vuole perdere. Taki lascia la pistola, e Mizuki capisce che il suo “figlio adottivo” ama Goh. Infuriato e disperato perché era perfino stato pronto a cambiare sesso per averlo, Mizuki punta la pistola contro la giovane coppia. In quel momento parte un colpo; è stato Katsuro a sparare, e Mizuki fa cadere la pistola. Katsuro, stanco dell’ossessione di Mizuki per Taki, lo prega di accettare che al cuore non si comanda, e che Taki lo aveva rifiutato non perché era un uomo, ma perché non voleva amare un assassino. Mizuki comincia a capire e scoppia in lacrime.
Quindi avviene un ultimo colpo di scena: Katsuro chiama qualcuno via cellulare, e appare una graziosa bambina di circa dodici anni. Questa si rivela essere Mari, la figlia di Tsunega, che, gettata da Taki dallo strapiombo, non era morta ma ferita così gravemente da perdere la memoria. Cresciuta in un orfanotrofio, la bambina è stata ritrovata poco tempo prima da Katsuro che aveva intuito che non era morta e negli ultimi mesi, per porre fine a questa intricata situazione, l’aveva tenacemente cercata. Tsunega la riconosce; è proprio sua figlia. In cambio, Hatozaki offre a Sandfish due giorni di anticipo per fuggire, ma li avverte che prima o poi li troverà. Taki, che era scoppiato in lacrime nell’abbraccio commosso di Goh allo scoprire che la bambina è viva, dice addio a Katsuro e Mizuki dichiarando che per lui saranno sempre i suoi genitori, nonostante tutto quello che è stato. La scena si chiude con Goh che, sotto agli occhi sorpresi di Tsunega e Mari, si allontana stringendo Taki e giurandogli che ora che tutto è passato, non lo lascerà andare mai più.
Epilogo: i nostri due eroi vanno a riprendersi e passare la “luna di miele” nientemeno che… a Roma. Resta solo da dire che qualunque cosa accada, Goh e Taki rimangono sempre loro!

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Le tavole sono prese dal volume originale e appartengono al sito. Le immagini sono esposte esclusvamente a scopo dimostrativo.

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