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attenzione spoiler
VOLUME 1: (a cura di ki_chan)
Goh e Taki sono due ragazzi molto particolari. Vivono e lavorano
insieme, sono legati indissolubilmente da un legame di amicizia
e rispetto, ma il loro rapporto non è così semplice.
Goh è gay e non perde occasione per molestare Taki, rigorosamente
eterosessuale e per nulla interessato ad avere un rapporto di quel
tipo con il suo giovane collega. Nemmeno il loro lavoro è
di quelli ordinari: sono due ladri di droga che lavorano su commissione.
Il loro appoggio è il giovane e distinto proprietario del
cafè roost. L’uomo attraverso un foglietto gli passa
loro una password con la quale accedono ai dati relativi alla loro
missione.
E’ così che un giorno vengono assunti per rubare una
grossa partita di marijuana alla kumagai-kumi. Goh riesce ad avere
qualche informazione grazie al giovane con cui ha una relazione,
Rei, che non è altro che il gigolò del capo della
kumagai-kumi. L’uomo, dopo un passato un po’ burrascoso,
si è dato all’importazione di margarina greca. Taki
e Goh pensano che la droga possa essere nascosta nel magazzino e
la notte stessa la vanno a cercare ma senza alcun risultato. La
mattina dopo, mentre sono in casa, Goh afferra il braccio del compagno
e lo trascina a terra coinvolgendolo in un bacio appassionato. Taki
non lo respinge malamente, come fa di solito, ma il suo disappunto
è evidente tanto che Goh lo lascia andare dopo poco chiedendogli
scusa. Goh decide di andare a farsi una doccia e poi una passeggiata
per calmare i bollenti spiriti lasciando Taki a casa da solo e visibilmente
scosso per l’accaduto.
Goh non riesce a togliersi dalla testa Taki e cerca invano di ricordare
a se stesso che lui è attratto da ben altri tipi di ragazzi:
giovani, snelli, ingenui e carini… come Rei. Decide così
di andare a trovarlo, ma non sa che Rei ha pensato la stessa cosa
e in quel momento si trova a casa di Taki. Rei sembra molto gentile
e iniziano a parlare, ma presto la droga che Rei a messo nei panini
che ha gli ha offerto inizia a fare effetto e Taki perde i sensi.
Nel frattempo Goh è arrivato all’appartamento di Rei
capisce dove potrebbe essere la droga e corre a casa per avvisare
Taki ma la trova vuota.
Nel frattempo in un magazzino Taki viene picchiato da degli scagnozzi
della kumagai-kumi mentre Rei che assiste soddisfatto alla scena.
Vogliono sapere cosa ci facevano quella notte nel loro magazzino.
Taki, però, sa benissimo che non è quello il vero
motivo per cui è lì e incalza il ragazzo che ammette
di essere geloso del loro rapporto e di odiarlo perché non
è in grado di ricambiare l’amore di Goh. Taki però
gli rinfaccia di amare Goh molto di più di quanto faccia
lui anche se non va a letto con lui. Rei, furioso, istiga i tirapiedi
addirittura a violentarlo, ma in quell’istante arriva Goh
che, grazie alla trasmittente installata nell’orecchino di
Taki, è riuscito a rintracciarli. Con facilità mette
al tappeto i nemici e salva l’ormai mal ridotto Taki. Una
volta in strada, da soli, Goh attira a se il compagno e lo bacia
mentre con una mano gli artiglia un gluteo. Taki lo allontana, ma
Goh è furioso all’idea che avrebbero potuto violentarlo
e insiste perché Taki gli si conceda. Il ragazzo però
non cede e puntandogli la pistola alla gola lo costringe a tenere
le mani a posto. Goh non si rassegna e gli promette che un giorno
lo riuscirà a fare suo… a qualsiasi costo. Ma il loro
lavoro non è finito. La notte stessa tornano al magazzino
della kumagai-kumi e fanno sciogliere la margarina al cui interno
trovano la droga. Goh, infatti, aveva capito che la droga era nella
margarina perché la parola margarina in greco significa “come
una perla” proprio come Rei veniva chiamato dal suo amante.
Goh e Taki vengono ingaggiati per una nuova missione.
Questa volta l’obbiettivo è una ragazza: la donna di
un ex-yakuza che ha rubato un’ingente carico di droga e che
è stato ucciso pochi giorni prima. Si introducono nella stanza
della ragazza alla ricerca della droga, ma trovano una stanza davvero
molto strana e poco adatta a una ragazza. Mentre frugano Goh abbraccia
Taki dicendogli di volere le coccole e tenta di baciarlo. Taki,
come sempre cerca di respingerlo ma in quel momento la porta si
apre ed entra la ragazza, Michiru, che però non sembra affatto
preoccupata che due estranei stiano frugando in camera sua, anzi
sembra esserci abituata. Goh e Taki fanno per andarsene ma Michiru
li ferma ed esige che mettano in ordine. Goh riesce a svignarsela
ma Taki è costretto a rimanere. Iniziano a parlare e nongli
ci vuole molto per capire che Michiru in realtà è
un ragazzo. Il giorno dopo Taki passa la mattina con Michiru, vanno
a fare una passeggiata ma ad un certo punto vengono aggrediti dagli
Yakuza a cui Ku aveva rubato la droga. Taki difende Michiru, ma
sono troppi. Arriva in loro soccorso Goh e decidono di scappare.
Vengono raggiunti e Taki, per proteggere Michiru viene colpito.
Goh vorrebbe tornare indietro per soccorrerlo ma il compagno gli
grida di portare in salvo il ragazzo (anche Goh, durante la fuga,
si è accorto della vera identità di Michiru) a malincuore
accetta ma gli promette che tornerà a prenderlo.
Arrivati nell’appartamento Michiru chiede scusa a Goh per
quello che è successo, ma il ragazzo lo rassicura che non
è affatto colpa sua. Michiru gli racconta la sua storia:
a tredici anni è scappato di casa e ha vissuto per strada
finché non ha incontrato Ku. All’uomo non piacevano
i maschi ma ha continuato a voler molto bene al ragazzo benché
non volesse andare a letto con lui. Michuri dal canto suo lo amava
con tutto il cuore. Anche sul letto di morte ku ha avuto parole
dolci per lui. Goh intuisce dal racconto di Michuri dove si trova
la droga. Vanno quindi a salvare Taki che, però, non vuole
che facciano lo scambio perché manderebbe in fumo tutti quei
giorni di lavoro ma Goh non ne vuole sapere, il suo unico tesoro
è Taki!
Quando gli yakuza aprono il pacco e trovano una statuetta con un
uomo che tiene in mano una botte pensano che li abbia fregati ma
Goh spiega che le ultime parole di Ku sono state: “tieni d’occhio
la squadra”. Parole che potevano significare anche “liquidi
contenuto in una botte” quella della statuetta per l’appunto.
Rompono così la statuetta, ma invece della droga trovano
delle rarissime figurine di giocatori di baseball per comprare le
quali Ku a venduto tutta la droga. Michiru, felice, se le riprende
e scappano via tutti e tre.
Dopo la brutta avventura per non farsi trovare dagli yakuza, reindossa
gli abiti maschili e decide di andare negli stati uniti per rifarsi
una vita. All’aeroporto, mentre Michiru si allontana per andare
a prendere l’aereo, Taki riflette sul fatto che può
esistere un legame non condiviso tra le lenzuola ma non per questo
non lo si può chiamare amore… proprio come il loro.
Per Goh ogni occasione è buona per saltare
addosso a Taki che non esita a puntargli contro la pistola. E’
in quel momento che entrano nella stanza il proprietario del Roost
e il loro nuovo cliente, Hatozaki, un ispettore di polizia a cui
un ragazzo, Yurika, ha rubato la “dolce morte” un tipo
di droga molto pericolosa che ha una sorta di potere afrodisiaco.
Hatozaki chiede loro di trovare il ragazzo e la droga. Goh e Taki
fanno un po’ di domande in giro e riescono a risalire al ragazzo.
Goh riesce a trovarlo in un locale gay e lo abborda. Vanno in camera
del ragazzo ma Goh viene aggredito da dei complici che lo mettono
al tappeto e gli fanno assumere la dolce morte.
Nel frattempo Taki incontra Hatozaki anche lui alla ricerca del
giovane. I due parlano e l’uomo racconta che sono amanti ma
a causa del suo lavoro e della sua posizione non può vivere
liberamente il loro amore. Yurika probabilmente, soffocato dalla
situazione, ha deciso di andarsene, ma l’uomo teme che possa
usare la dolce morte per suicidarsi.
Legato al letto e con droga in corpo Goh non riesce a liberarsi.
Il ragazzo rivela di aver fatto tutto perché profondamente
innamorato di Hatozaki. Vuole farlo preoccupare in modo che si accorda
di lui e che non si sposi, ma pensando che Hatozaki non abbia fatto
nulla per ritrovarlo decide di non aspettare più e di consolarsi
con Goh. Il ragazzo si mette cavalcioni su di lui e inizia a fare
sesso con lui, ma Goh, sotto l’effetto della droga immagina
che sia Taki quello sopra di lui… almeno in sogno è
riuscito a farlo suo!
Ma mentre stanno ancora facendo l’amore arriva Taki accompagnatola
Hatozaki. Lo riporta alla realtà e lo libera. Hatozaki e
Yurika finalmente si chiariscono e si scopre che sono fratelli.
Goh e Taki, terminato il loro incarico, tornano a casa ma mentre
sono ancora per strada Goh spinge il compagno contro il muro e lo
bacia con passione. Però non si sente ancora molto bene a
causa della droga. Si sveglia la mattina dopo sul divano della loro
casa senza sapere come ci sia finito, chiede spiegazioni a Taki
che però non gli dice nulla. I realtà Goh, dopo il
bacio, aveva perso il controllo e aveva tentato di spogliare Taki
che ha tentato di allontanarlo prima a voce poi con un calcio che
l’ha steso e fatto perdere i sensi.
VOLUME 2: (a cura di Amalthea)
Un nuovo caso attende Goh e Taki: Tsunega ha organizzato per loro
l’appuntamento con il giovane Kanji. Kanji si rivela un allegro
ragazzo biondo di sedici anni, apparentemente anche lui gay, con
il vizio di parlare spesso a voce troppo alta. Lavora in un bar
che sembra vendere droghe di nascosto; ma da solo non è riuscito
a trovare nessuna sostanza sospetta.
Taki rivela di aver lavorato come barman, prima di incontrare e
lavorare con Goh, e si propone di lavorare al posto di Kanji per
qualche giorno. Indossato il suo abbigliamento da barman sotto agli
occhi affascinati di Goh, Taki va al bar “Maniera”.
La proprietaria, una bella e sofisticata donna di circa 35 anni,
dopo un breve esame è molto soddisfatta delle capacità
di Taki, che nei giorni seguenti però rovista l’intero
bar senza trovare traccia di droghe.
Il “Maniera” è un bar un po’ particolare,
ispirato al “Psycho Café” di Parigi: la gente
ci va soprattutto per parlare dei propri problemi personali con
gli altri clienti. Una sera Goh entra nel Maniera, si siede al bar
e, sapendo che Taki lo ascolta, confessa ad un cliente il suo amore
non ricambiato per un altro uomo. Confuso, Taki passa la notte con
la proprietaria del bar.
La mattina dopo Kanji si butta a capofitto in un maldestro tentativo
di sedurre Goh; vengono interrotti da Taki mentre rientra a casa.
Goh tenta di parlare con Taki e di sedurlo per convincerlo che in
verità è interessato solo a lui, non a Kanji; Taki
lo respinge ancora una volta e si rifugia al Maniera. Frustrato,
Goh dice a Kanji che lui e Taki sono lontani l’uno dall’altro
come un pinguino, che vive al Polo Sud, da un orso polare, che vive
al Polo Nord.
Al Maniera, gli avvenimenti precipitano: la bella proprietaria tenta
di drogare Taki, e veniamo a sapere che Kanji faceva la spia per
lei, che non è altri che sua madre. Ma essa deve scoprire
che la sua cocaina è stata sostituita da un pezzo di gesso
per mano di Goh, venuto ad aiutare il suo compagno che gli ha svelato
di sottecchi il nascondiglio. Taki non è drogato, ha finto
perché non si fidava di Kanji. Questo, sebbene ricattato
dalla madre, aveva la sincera intenzione di farla smettere di trafficare
droghe. La donna comunque non si ricrede, e viene arrestata. Il
capitolo si chiude con Kanji che ora lavora nel Café Roost
e incoraggia Goh dicendo che forse un giorno anche il pinguino e
l’orso polare impareranno ad amarsi.
Il callboy di nome Kazuki dell’agenzia “Killer
Queen” sembra connesso a svendite illegali di armi e Goh fissa
un appuntamento con lui in una camera d’albergo per tentare
di vincere la sua fiducia. Kazuki è di una bellezza affascinante
e di un temperamento quieto; è interessato al Feng Shui.
Tsunega riferisce a Goh e Taki che il giovane una volta lavorava
come attore cinematografico, ma che la sua carriera fu stroncata
quando si scoprì che si drogava. La cosa si fa sospetta quando
Kazuki durante un secondo incontro, intuendo che Goh ha una professione
non proprio tranquilla, gli offre di vendergli un’arma da
fuoco.
Nel frattempo Taki fruga l’appartamento di Kazuki, perso però
suo malgrado nei pensieri per Goh insieme al giovane callboy. Viene
sorpreso da uno sconosciuto di mezza età che, fortemente
innervosito dalla sua presenza, non esita a sparare a Taki, che
però si scansa e viene solo colpito a un polpaccio. Sopravvengono
Kazuki e Goh, che lo aveva accompagnato a casa; Goh immediatamente
blocca lo sconosciuto per permettere la fuga a Taki, ma in quel
momento parte un colpo di pistola: Kazuki ha sparato a Goh. Ferito
al fianco, il giovane crolla a terra, mentre Kazuki e lo sconosciuto
fuggono insieme e Taki, sotto choc, soccorre l’amico. Quando
avverte che la polizia sta per arrivare, Taki fugge con Goh per
la scala antincendio, più cadendo che scendendo a piedi;
dopodiché, entrambi perdono conoscenza.
Taki si sveglia, tutto dolorante, in un ospedale a lui sconosciuto;
al suo capezzale è Kanji, più tardi entrano Tsunega
e un medico. Taki viene a sapere che Tsunega gli aveva segretamente
attaccato addosso una trasmittente, e che Kanji grazie a questa
aveva trovato lui e Goh e li aveva portati in quest’ospedale,
dove il medico, apparentemente un conoscente di Tsunega, li ha ricoverati
e operati mantenendo la discrezione. Goh è nel letto accanto
a Taki, ancora privo di conoscenza. Tsunega è deluso dai
suoi due “ladri” che per poco non si sono fatti scoprire,
e senza lasciare a Taki il tempo di riprendersi, gli dà alcuni
libri sul tema Feng Shui, che sembra racchiudere la chiave del rompicapo
delle armi contrabbandate.
Sul far della notte Taki risolve finalmente il codice nascosto dietro
alla simbologia del Feng Shui e vuole andare subito da Kazuki, ma
Goh si sveglia e rifiuta di lasciarlo andare da solo. Kazuki e l’uomo
di mezza età, che si rivela essere il regista Kida-san, vengono
sorpresi dai due e, in preda al panico, sono facilmente intrappolati.
La chiave per il nascondiglio delle armi viene trovata da Taki nel
vaso dell’unica pianta dell’appartamento appostata in
direzione ovest, punto cardinale che nel Feng Shui simboleggia “metallo”.
Kida-san trafficava con armi pervenutegli durante viaggi all’estero,
e Kazuki lo aiutava sperando che questo gli offrisse una nuova occasione
per tornare a lavorare per il cinema. Kida-san viene arrestato,
però Goh e Taki permettono a Kazuki di fuggire. Quindi fuggono
ancora una volta dall’appartamento e vengono trovati all’alba
in un parco poco lontano da Kanji, spossati dalle ferite non ancora
guarite. Kanji li riporta all’ospedale e li intrattiene, durante
la convalescenza, con la sua nuova passione: giochi di prestigio,
che presenta con ottime intenzioni ma poca destrezza.
Un giorno, mentre Goh e Taki tentano di decifrare
un ennesimo codice, piomba nel Café Roost nientemeno che
Kei, l’ex compagno di Goh, un attraente giovane forse diciassettenne,
dai capelli castani, grandi occhi e modi spontanei. Goh è
tutt’altro che contento di rivederlo, perché Kei non
lo aveva soltanto lasciato con un altro uomo, ma si era anche portato
via tutto il denaro che avevano guadagnato insieme. Mortificato,
Kei gli confessa di aver speso tutto il denaro e di aver bisogno
di lavoro. Nonostante le proteste dell’infuriato Goh, Taki
offre a Kei di lavorare con loro perché con il nuovo caso
sono arrivati ad un punto morto.
Kei si rivela alquanto sagace e comunica ai due che il codice è
scritto in ebreo. Quando Taki scopre in internet che la parola del
codice significa “Babilonia”, i tre concludono che la
soluzione deve trovarsi in uno degli edifici più alti della
città, e Kei parte subito alla ricerca delle droghe nascoste,
quasi trascinandosi dietro un riluttante Goh. Più tardi quel
giorno, arrivati sulla piattaforma dell’ennesimo grattacielo,
Kei confronta Goh: ha ben capito che questo è innamorato
di Taki. Goh conferma di avere poche speranze, dato che a Taki piacciono
solo le donne, e Kei gli rinfaccia di averlo, a suo tempo, costretto
al sesso invece di avere tanto riguardo. Goh ammette di essersi
comportato male con lui, ma quando Kei gli dice di volergli ancora
bene e di voler ripristinare il loro rapporto, Goh lo respinge.
Nel frattempo, solo nell’appartamento, Taki ha difficoltà
a concentrarsi su un volume che ha per tema il Vecchio Testamento,
perché deve confessare a se stesso di essere geloso a causa
di Kei. Si addormenta sul divano e ha un incubo, da cui lo sveglia
Goh che è tornato a casa da solo. Taki pretende di sentirsi
molestato, ma tuttavia si aggrappa a Goh ancora scosso dall’incubo.
Goh coglie l’occasione per allungarsi sul divano con Taki
tra le braccia, ma lo tranquillizza dicendo che aspetterà
finché Taki lo vorrà. Nei suoi modi c’è
un’inaspettata tenerezza e la resistenza di Taki per poco
non cede, quando il suo sguardo cade su un passaggio del suo libro
che spiega che la parola “Babilonia” significa “portale
di Dio.”
Comprendendo tutto, Taki corre presso il tempio più vicino,
seguito da Goh ancora stravolto dal fatto che era quasi riuscito
a sedurlo. Al tempio, i due trovano Kei che ha già risolto
il mistero e vuole stanare la droga da solo, a suo esclusivo guadagno.
Kei minaccia Taki con la pistola, ma viene immobilizzato da Goh,
che preferisce essere ferito lui stesso. Kei crolla, comprendendo
di non avere più nessuna possibilità di riconquistare
Goh, che non è più il freddo seduttore che lui conosceva
ma è ora sinceramente innamorato del suo compagno. Comunque,
Kei lascia il tempio con l’oscura dichiarazione “Non
fate l’amore insieme, per nessuna ragione.” Dopo un
ultimo battibecco, perché Taki respinge Goh come se non si
fosse quasi lasciato sedurre, i due lasciano il tempio insieme,
rappacificati; ognuno porta metà dei pesanti blocchi di marijuana
che avevano trovato nel giardino del tempio.
VOLUME 3: (a cura di Amalthea)
Da qualche tempo Taki è sempre più spesso tormentato
da incubi ricorrenti. Una sera, alle prese con un nuovo caso, lui
e Goh trovano un uomo, medico ricco e di ottima reputazione, assassinato
e sulla scrivania davanti a lui un biglietto con un codice. Il giorno
dopo, mentre passeggiando in un parco ancora si scervellano sul
significato, incontrano un uomo bruno di mezza età dall’aspetto
poco rassicurante che Taki riconosce con il nome di Katsuro, e mentre
fugge in preda a un insolito panico, l’uomo spiega a Goh di
essere il suo padre adottivo.
Sboccando all’altra uscita del parco, Taki incontra il compagno
di Katsuro, Mizuki, che si è fatto operare ed ha ora il corpo
sinuoso di una bellissima donna dai lunghi capelli biondi, che però
non cela il suo animo freddo e calcolante. Taki è turbato
per motivi incomprensibili a Goh; ma quella sera Taki decifra il
misterioso codice e i due trovano un pacchetto di droga con un biglietto
raffigurante due lucertole. Il biondo giovane crolla, piangendo,
tra le braccia del suo preoccupato compagno; apprendiamo i “padri
adottivi” di Taki non sono altro che delinquenti che lo hanno
sottoposto a un test perché, ora che lo hanno ritrovato,
desiderano farlo uno dei loro, e che per questo scopo non hanno
esitato ad uccidere l’ignaro medico.
Il giorno dopo, Tsunega chiede ai due giovani di trovare le persone
che si nascondono dietro al biglietto da visita con le lucertole;
sa che si tratta di un’organizzazione di assassini con lo
pseudonimo “Sandfish”. Taki, ancora scosso e senza trovare
il coraggio di dire a Goh la verità, lo supplica comunque
di non accettare questo incarico perché troppo pericoloso.
Goh si rifiuta, visto che Taki non gli vuole dare spiegazioni, e
quindi lascia l’appartamento. Poco dopo Kanji dà a
Taki una lettera arrivata per lui. Nella busta c’è
solo l’infausto biglietto con le due lucertole, e Taki comprende
che Katsuro e Mizuki vogliono uccidere Goh. Per strada, Goh riesce
a evitare una macchina che lo voleva investire, guidata da nessun
altro che Kei. Taki, che lo ha seguito in tempo per assistere all’inseguimento,
una volta a casa cura i lividi dell’amico e decide di dirgli
la verità per avvertirlo del pericolo imminente. In quel
momento arriva di nuovo Kanji con una busta per Taki; questo vi
trova ancora l’immagine delle due lucertole, insieme a un
pezzo di stoffa e la scritta “Non dimenticare”.
Solo, rinchiuso nella sua stanza, Taki sprofonda
nello sconforto mentre il suo traumatico passato viene a galla.
Apprendiamo che a cinque o sei anni si era trovato improvvisamente
solo al mondo, e quindi era andato a vivere con Katsuro e Mizuki
senza sapere che questi erano probabilmente gli assassini dei suoi
genitori. Solo a sedici anni apprese che i due erano assassini,
sorprendendoli sull’ultimo misfatto, l’uccisione di
una donna una notte in riva al mare. Taki quella notte aveva cercato
di proteggere la bambina che i due volevano uccidere dopo la madre,
e Sandfish lo aveva quindi posto davanti alla scelta: o la sua vita,
o quella della bambina. Messo alle strette, Taki si era aggrappato
alla propria vita e aveva fatto cadere la bambina dallo strapiombo
sul mare; nella caduta le si era strappata la gonna, ed è
questo pezzetto di stoffa che ora tiene in mano.
Tsunega si preoccupa per Taki perché ha saputo che anche
lui ha ricevuto dei biglietti con la raffigurazione delle lucertole,
e scioglie lui e Goh dal loro incarico dicendo che la loro sicurezza
è ora più importante. Ma il cerchio si sta chiudendo
inesorabilmente intorno a Taki quando viene a sapere che Tsunega
è vedovo, e che sua moglie e sua figlia sono state uccise,
sei anni fa, da nessun altro che Sandfish. Taki comprende che ha
cercato per anni di alleviare la sua coscienza aiutando la giustizia,
cercando droghe e lottando contro delinquenti, senza sapere che
in tutto questo tempo lavorava per l’uomo la cui figlia aveva
ucciso! In quel mentre sopravviene Goh ferito di striscio ad un
braccio, apparentemente per via di una pallottola, anche se pretende
di essere inciampato e caduto per strada.
Taki comprende che non può più fuggire da se stesso
e il suo passato e va a trovare Katsuro e Mizuki nel loro albergo,
dove incontra anche Kei, che ora lavora per Sandfish. Tra le braccia
del sempre innamoratissimo Mizuki, Taki ricorda cosa era successo
poco dopo che aveva ucciso la bambina: Mizuki era stato soddisfatto
che il suo “figlio adottivo” avesse commesso un omicidio,
perché era segretamente innamorato di lui e deciso a tenerlo
con se. Taki, che fino ad ora era stato all’oscuro di tutto,
aveva dunque dovuto scoprire che non solo i suoi padri adottivi
erano degli assassini, ma che Mizuki, che gli era sempre stato più
vicino che Katsuro, era un gay e ora voleva sfruttare il fatto che
Taki era ancora sotto choc per sedurlo! Taki, in preda al panico
e all’orrore, era riuscito a fuggire senza che i due potessero
ritrovarlo fino ad oggi, e da quel tempo aveva non solo tentato
di impegnarsi per la giustizia, ma aveva provato ribrezzo per i
gay, dedicandosi quindi solo alle donne e respingendo tenacemente
Goh anche se con il tempo tra loro due si era instaurato un profondo
affetto. Mizuki si era convinto che Taki lo avesse rifiutato puramente
perché non gli piacessero i maschi, e negli ultimi anni,
sempre alla sua ricerca, aveva commesso la follia di farsi operare
per diventare una donna.
Taki sente di non poter più sfuggire al
suo destino; sa che se non torna con Katsuro e Mizuki, questi non
esiteranno ad uccidere Goh. Letteralmente con le spalle al muro,
Taki comprende finalmente di amare il suo compagno con tutto il
cuore, e promette a Mizuki di tornare con lui e Katsuro chiedendo
solo che gli lascino tempo fino a domani.
Taki ritorna all’appartamento suo e di Goh. Consapevole che
questa è la sua ultima occasione, Taki cerca di sedurre Goh,
ma questo è così abituato dall’essere respinto
dal suo compagno che all’inizio pensa ad uno scherzo. Dopo
pochi minuti però Goh torna nella stanza di Taki: ha compreso
che questo faceva sul serio. Finalmente, i due giovani danno sfogo
alla loro passione tanto a lungo repressa.
In quella notte Taki chiede a Goh di raccontargli un po’ di
se stesso, e apprende che il suo bruno compagno è cresciuto
in una comunità frequentata da attori, prestigiatori, stuntman
e ogni tipo di strana gente, il che spiega la sua abilità
come scassinatore e la sua conoscenza dei trucchi di cinematografici
e di prestigio. Comunque, un giorno sua madre aveva preso il volo
insieme con uno di questi uomini, e Goh, ancora un bambino, era
stato cresciuto dagli altri membri della comunità, e da allora
non ne ha più voluto sapere di donne. E’ però
grato per questo suo destino, che gli ha permesso di incontrare
e amare Taki. Anche Taki è felice; nulla conta più
per lui se non la gioia di essere così intensamente amato
dal suo amico, e sa che dopo questa notte Goh è diventato
una parte di lui per sempre.
Dopo aver passato la notte insieme nel più completo abbandono,
Taki si alza e l’espressione del suo viso è cambiata:
ha acquisito una pace interiore che non lo lascerà mai più.
Dicendo a Goh che vuole fare delle compere per la loro colazione,
lascia l’appartamento dopo aver appoggiato l’orecchino
con la trasmittente sul tavolo, e va a consegnarsi a Katsuro e Mizuki.
Goh, che ha visto l’orecchino e compreso che l’amico
lo vuole lasciare, rincorre disperato la loro macchina che si allontana,
mentre i ricordi del suo primo incontro con Taki riaffiorano con
insistenza nella sua mente. Quel giorno non si era aspettato di
innamorarsi così perdutamente, e Taki, sebbene ora debba
lasciare Goh a causa del ricatto di Sandfish, giura a se stesso
che non permetterà a nessun uomo di toccarlo come lo ha toccato
Goh.
VOLUME 4: (a cura di Amalthea)
Kanji è il primo ad apprendere da Goh che Taki se ne è
andato, e triste, perché si era molto affezionato ai due
giovani, il ragazzo va a sfogarsi presso Tsunega. Uscito di casa,
Goh viene bloccato in una stradina secondaria da Katsuro, che gli
dice che è stanco della momentanea situazione, e sfida Goh
a trovare e liberare Taki. Goh, infuriato con Katsuro e preoccupato
per Taki, inavvertitamente trova un messaggio del compagno nella
sua tasca: un CD e una carta da gioco. Capisce allora che Taki non
lo ha dimenticato o non si fida più di lui.
Intanto Taki passa il tempo spiando le attività dei suoi
padri adottivi, respingendo Mizuki che non riesce ad accettare che
Taki non lo ami, seducendo una donna dopo l’altra ma sognando
ripetutamente di quell’unica notte trascorsa insieme a Goh.
Parla con Kei, che gli racconta di aver lavorato per Sandfish già
da tempo, e che aveva avvertito lui e Goh di non fare l’amore
insieme perché non li scoprisse il gelosissimo Mizuki. Goh,
nel frattempo, insieme a Kanji e Tsunega scioglie il mistero del
messaggio di Taki: Sandfish progetta di uccidere un famoso uomo
politico dietro commissione. Questo, tempestivamente avvertito,
viene sorvegliato da un doppio numero di poliziotti e guardie del
corpo, e Sandfish non riesce a raggiungere il suo scopo. E’
la notte più nera: Taki viene picchiato a sangue da Sandfish,
che hanno compreso che li ha traditi e rivelato i suoi scopi alla
polizia, ma Taki non cede e cerca disperatamente di convincere i
suoi padri adottivi a smetterla finalmente di assassinare delle
persone. Contemporaneamente, Goh apprende da Tsunega che Taki appartiene
a Sandfish e che questi sono gli assassini di sua moglie e sua figlia,
e che lui li ha cercati per sei anni per vendicarsi di questo crimine
che gli ha distrutto tutta la vita. Goh riesce appena a trattenersi
finché Tsunega lo lascia solo prima di scoppiare in un pianto
disperato, comprendendo finalmente l’orribile peso del segreto
che Taki aveva dovuto portare per tutti questi anni.
Nei giorni successivi, Goh smuove cielo e terra
per ritrovare Taki, girando, infine, per i più malfamati
club gay della città alla ricerca di Kei. Infine lo trova
e si umilia chiedendo il suo aiuto. Kei gli dice sfacciatamente
che forse gli rivelerà dove si trova Taki se Goh farà
l’amore con lui. Goh è disposto a cedere suo malgrado,
dice però a Kei che sarà una cosa puramente fisica.
Kei ha un moto di compassione; in fondo Taki gli piace, e anche
il suo affetto per Goh è sincero nonostante tutto. Senza
spendere molte parole, toglie a Goh l’orecchino, di cui conosce
ancora bene la funzione, e si allontana.
Mentre Katsuro e Mizuki hanno una disputa a causa di Taki, perché
Mizuki non riesce ad accettare che questo non lo ama e non cederà
mai a diventare un delinquente come loro, Kei si occupa di Taki.
Katsuro e Mizuki, dopo averlo picchiato ripetutamente, lo hanno
rinchiuso in una stanza spoglia e ammanettato con una mano alla
sponda del letto. Kei cura le ferite di Taki e come di sfuggita
attacca l’orecchino di Goh al suo orecchio; quindi lo lascia.
Taki è confuso e spaventato e prega che Goh non venga da
lui seguendo la trasmittente che si trova dentro all’orecchino,
perché teme che Goh possa cadere nelle grinfie di Sandfish.
Ma come era da aspettarsi, quella sera stessa Goh irrompe nella
sua stanza entrando per la finestra. Nel rivedere l’amico
dopo la loro separazione, Taki non riesce più a sfuggire
ai suoi sentimenti, e scoppia in lacrime tra le braccia di Goh,
sopraffatto dalla paura, le violenze subite, la nostalgia sentita
per l’amico, e il desidero e l’amore per lui che nei
giorni passati si sono ancora intensificati. Taki è però
scioccato scoprendo che Goh non è solo venuto a vederlo,
ma è fermamente deciso a portarlo con se. Legato al letto
dalle manette e ancora di più dal proprio desiderio, Taki
non riesce a respingere Goh che fa l’amore con lui mentre
Sandfish stanno ritornando, e poco dopo si trovano davanti alla
porta della sua stanza.
In questa situazione, Taki deve finalmente ammettere davanti a se
stesso che cosa desidera di più al mondo, e mentre Katsuro
e Mizuki irrompono nella stanza egli fugge dalla finestra insieme
a Goh, finalmente deciso a stare insieme con lui qualunque cosa
accada, nella vita o nella morte. Kanji, che ha accompagnato Goh,
porta via i due amici in macchina sfuggendo agli spari di Sandfish.
Goh dà un indirizzo a Kanji e gli dice di tornare al Café
Roost da solo e di non dire a Tsunega nulla di ciò che è
successo. Taki si ritrova con Goh nella casa di un simpatico uomo
di mezza età, che Goh chiama “maestro” e che
lascia a loro disposizione una stanza sul retro; l’uomo non
è altri che lo scassinatore che a suo tempo ha insegnato
la sua arte a Goh. Quella stessa notte, Kei fugge da Sandfish prima
che questi scoprano che è stato lui ad aiutare Goh a ritrovare
Taki; finalmente ha accettato che non potrà mai riconquistarlo,
ma che gli vuole ancora abbastanza bene da volerlo sapere felice.
Il giorno dopo, Taki e Goh cercano di dimenticare
che Sandfish li stanno ancora inseguendo, andando a passeggiare
in città e visitando la sera stessa uno spettacolo di prestigio
allestito da uno dei “maestri” di Goh. Ma durante la
rappresentazione, Taki viene minacciato nascostamente da una pistola
e costretto a lasciare il tendone senza farsi notare; Goh, che era
seduto al suo fianco, è stato narcotizzato. Taki riconosce
nello sconosciuto rapitore il suo capo, Tsunega, che si dirige con
lui verso il porto.
Su un molo, quella notte si ritrovano tutti: Mizuki alla ricerca
di Taki, Tsunega alla ricerca di Sandfish per compiere la sua vendetta,
Goh e Hatozaki, l’amico ispettore di Tsunega, alla ricerca
di quest’ultimo e di Taki. Sprezzante, Mizuki spiega a Tsunega
che Sandfish non erano interessati alla sua famiglia, che uccidono
solo dietro commissione e che era stata la polizia stessa, per cui
lui lavorava, a tradire lui e la sua famiglia consegnandoli a Sandfish,
messa alle strette perché nel corso delle sue inchieste li
aveva quasi scoperti. Mentre Tsunega è ancora allibito, Taki
prende l’iniziativa: strappa a Tsunega la pistola di mano
e minaccia Mizuki di uccidersi, perché questo comprenda finalmente
il dolore provato dal suo capo Tsunega, e degli altri che hanno
perduto persone care a causa loro. La situazione viene capovolta
da Goh, che appare sulla scena puntandosi, a sua volta, la pistola
alla tempia, e ricordando a Taki che anche lui non lo vuole perdere.
Taki lascia la pistola, e Mizuki capisce che il suo “figlio
adottivo” ama Goh. Infuriato e disperato perché era
perfino stato pronto a cambiare sesso per averlo, Mizuki punta la
pistola contro la giovane coppia. In quel momento parte un colpo;
è stato Katsuro a sparare, e Mizuki fa cadere la pistola.
Katsuro, stanco dell’ossessione di Mizuki per Taki, lo prega
di accettare che al cuore non si comanda, e che Taki lo aveva rifiutato
non perché era un uomo, ma perché non voleva amare
un assassino. Mizuki comincia a capire e scoppia in lacrime.
Quindi avviene un ultimo colpo di scena: Katsuro chiama qualcuno
via cellulare, e appare una graziosa bambina di circa dodici anni.
Questa si rivela essere Mari, la figlia di Tsunega, che, gettata
da Taki dallo strapiombo, non era morta ma ferita così gravemente
da perdere la memoria. Cresciuta in un orfanotrofio, la bambina
è stata ritrovata poco tempo prima da Katsuro che aveva intuito
che non era morta e negli ultimi mesi, per porre fine a questa intricata
situazione, l’aveva tenacemente cercata. Tsunega la riconosce;
è proprio sua figlia. In cambio, Hatozaki offre a Sandfish
due giorni di anticipo per fuggire, ma li avverte che prima o poi
li troverà. Taki, che era scoppiato in lacrime nell’abbraccio
commosso di Goh allo scoprire che la bambina è viva, dice
addio a Katsuro e Mizuki dichiarando che per lui saranno sempre
i suoi genitori, nonostante tutto quello che è stato. La
scena si chiude con Goh che, sotto agli occhi sorpresi di Tsunega
e Mari, si allontana stringendo Taki e giurandogli che ora che tutto
è passato, non lo lascerà andare mai più.
Epilogo: i nostri due eroi vanno a riprendersi e passare la “luna
di miele” nientemeno che… a Roma. Resta solo da dire
che qualunque cosa accada, Goh e Taki rimangono sempre loro!
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